Una cosa segreta da vedere a Lecce: il Teatro Romano

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In pieno centro storico a Lecce, camminando per le sue viuzze, può capitare di imbattersi in veri e propri capolavori della cultura e dell’arte. C’è un posto segreto, molto grande in termini di dimensioni eppure invisibile, a due passi dal Duomo e da Piazza Sant’Oronzo eppure di solito ci si passa accanto senza vederlo: il Teatro Romano. Perchè? Perchè è nascosto tra i palazzi della città barocca e per vederlo si deve sapere dove andare. E già, fin qui, abbiamo capito che a Lecce, oltre al bellissimo anfiteatro romano c’è anche un teatro romano.

Il Teatro Romano

Il monumento è stato scoperto per caso, come spesso accade nelle città italiane: si scava per ristrutturare un edificio ed ecco apparire dal suolo qualche frammento di storia. Nel caso di Lecce era il 1929 quando, a seguito di alcuni lavori, venne portata alla luce la cavea, cioè le gradinate dove prendevano posto gli spettatori. Vennero, poi, trovate anche delle statue che decoravano il teatro, statue risalenti all’età degli Antonini. In quanto al teatro vero e proprio, si pensa sia stato edificato nel I-II secondo dopo Cristo. Oggi possiamo vederne solo una parte essendo ormai costruito tutto intorno, ma si pensa potesse contenere circa 5.000 persone. Come tutti i teatri dell’epoca, qui venivano rappresentate commedie e tragedie. Per le lotte con gli animali e i gladiatori c’era l’anfiteatro.

Come raggiungere il Teatro Romano

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La strada di accesso al teatro è Via Arte della Cartapesta. Potete accedervi dalla piazzetta nei pressi della Chiesa di Santa Chiara, a due passi dalla Piazza Sant’Oronzo. Oppure dalla parte opposta, da Via Theutra. E’ una delle cose che dovete vedere assolutamente quando siete a Lecce, pertanto: inseritelo nel vostro tour della città antica. Vedendo la mappa, può sembrare anche che si possa accedere da Via degli Ammirati, ma non è possibile in quanto quel pezzo di strada per arrivare al teatro non è aperto al pubblico.

Museo del Teatro Romano

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In Via degli Ammirati, però, potete visitare il Museo del Teatro Romano. Il museo espone: alcuni reperti trovati durante gli scavi; l’esposizione intitolata “Roma, la scena della vita”; alcune maschere teatrali provenienti dalla Villa Adriana a Tivoli; un plastico che ricostruisce Lecce in età imperiale romana (Lecce che a quel tempo si chiamava Lupiae).

Potrebbe anche interessarvi questo mio post: 3 cose da vedere assolutamente a Lecce. Se vi servono informazioni e suggerimenti, chiedete pure.

La prima foto del post è stata scattata da Antonio Vaccarini, le altre sono mie.

Un castello da visitare a Lecce: Castello Carlo V

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Mi piace tantissimo camminare per le vie del centro storico di Lecce. Di solito ci passo per vedere immobili in affitto per le vacanze oppure strutture ricettive tipo b&b e case vacanze dei miei clienti e partner immobiliari. E sempre più mi rendo conto che passeggiando per queste vie mi passa accanto tutta la mia storia che affonda le radici a molto prima dei Romani (dei quali a Lecce sono rimasti ben un teatro e un anfiteatro). Dell’epoca cinquecentesca rimane in tutta la sua magnificenza il Castello di Lecce conosciuto come il Castello Carlo V, dal nome dell’imperatore Carlo V d’Asburgo. Fu lui a volere la costruzione di una fortezza militare che adesso si trova in pieno centro città nei pressi di Piazza Sant’Oronzo.

Informazioni generali
Inizio costruzione: XIII secolo, ricostruito tra il 1539 e il 1549
Costruttore: Gian Giacomo dell’Acaya
Materiale: pietra leccese

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E’ un edificio grandissimo (per i canoni leccesi) di forma quadrangolare che ai quattro angoli ha quattro bastioni. Si entra dalla Porta Reale che da l’accesso al cortile interno del Castello. In passato l’edificio aveva una funzione militare, aveva persino un fossato lungo tutto il suo perimetro (oggi il fossato non c’è più) e ancora oggi si possono vedere le postazioni dove c’erano i pezzi di artiglieria. Poi, dal 1870 al 1979 diventò una caserma fino a quando l’Amministrazione Militare lo cedette al Comune di Lecce. Oggi è uno spazio visitabile in cui si fanno mostre d’arte, convegni e iniziative culturali.

Museo della Cartapesta

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All’interno del Castello potete visitare il Museo della Cartapesta che, secondo me, è la forma d’arte più caratteristica di Lecce e del Salento. Non a caso, se girate per le stradine del centro storico di Lecce, ogni tanto troverete dei piccoli laboratori artigianali di cartapesta. Si tratta della lavorazione della carta e degli stracci intrisi di colla vinilica (prima si utilizzava il collante di farina) per creare forme che generalmente sono statue legate al mondo religioso o alla vita di tutti i giorni. In questo museo vi potete fare un’idea di questa antica arte salentina.

I sotterranei del Castello

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Si tratta delle gallerie che sono state portate alla luce sotto il fossato. Attualmente è possibile visitare la galleria meridionale che collega il bastione di San Giacomo con il bastione della Trinità, mentre quella orientale, visibile solo in parte, attende ancora di essere liberata dal materiale di riempimento.

La mostra permanente
Come ho detto prima, oggi il Castello viene utilizzato per eventi culturali e mostre temporanee. Ma ci sono anche due sale dedicate a una mostra permanente che propone la Donazione G.Faliva – E.Pignatelli. Le opere sono esposte al primo piano.

Concludo con alcuni aneddoti sul Castello che ho scoperto navigando su internet.
1) Una leggenda narra che, nel corso del trecento, la famiglia nobiliare degli Orsini Del Balzo ha tenuto nel fossato un orso bianco, sia come “status symbol” che per scoraggiare eventuali intrusioni! Se qualcuno può verificare questa notizia, lo scriva pure nei commenti: non riesco proprio a spiegarmi come potesse un orso bianco sopravvivere in un fossato in pieno Mediterraneo …
2) Per costruire il Castello in tutta la sua grandezza, fu necessario demolire il Convento dei Celestini, l’annessa Chiesa di Santa Croce e la reggia antica. Il Convento e la Chiesa furono riedificati in via Umberto I. Della reggia invece …
3) Potete vedere lo stemma imperiale asburgico sulla porta d’ingresso, a rimarcare il fatto che quest’opera architettonica è stata voluta e realizzata dagli Asburgo.

Il biglietto d’ingresso costa 3,00 € intero e 2,00 € ridotto. Per bimbi e scolaresche il costo è di 1,00 €. Entrano gratisi i disabili e i loro accompagnatori. Servizi disponibili: accettazione gruppi, bar – punto ristoro, biglietteria, merchandising, offerte ricreative, sala congressi, servizi igienici, shop prodotti artigianali, visite guidate.

Considerando che queste ultime informazioni sui prezzi e i servizi potrebbero cambiare, vi rimando a ogni aggiornamento direttamente al sito del Castello Carlo V dove potete vedere anche gli orari di apertura e chiedere informazioni dirette. Maggiori informazioni su iLecce.it, che ringrazio per avermi fornito anche gli scatti fotografici di questo post.

L’anfiteatro romano di Lecce in Salento

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Che Lecce sia una città storica lo dimostra un po’ tutto il suo centro storico, ricco di meraviglie architettoniche e culturali del passato. Ma, se dovessi individuare il simbolo delle origini antiche di Lecce, credo sia proprio il suo Anfiteatro Romano in Piazza Sant’Oronzo, il cuore della città. Pensate che, fino al secolo scorso, non si sapeva della sua esistenza. L’anfiteatro, infatti, fu scoperto agli inizi del ’900 da alcuni lavoratori durante la costruzione del palazzo della Banca d’Italia.

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Era del tutto coperto sotto la città, tanto che ancora adesso non è visibile al 100%, ma solo una parte. Sulla parte restante coperta, ci sono edifici storici, tra cui la Chiesa di Santa Maria della Grazia, che non è stato possibile buttare giù per ovvie ragioni … L’anfiteatro è la testimonianza più importante del periodo romano di Lupiae, l’antica Lecce. Si pensa sia databile tra il I e il II secolo d.C., tra l’età augustea e quella traiano-adrianea. L’anfiteatro misurava all’esterno 102 x 83 metri, con l’arena di 53 x 34 metri, e poteva contenere circa 25.000 spettatori! Ho già scritto per quanto riguarda il Colosseo, l’anfiteatro più importante di Roma, su cosa si faceva al suo interno. In un certo senso, seppur in maniera più piccola, anche qui si praticavano: le lotte con gli animali, chiamate in latino venationes, che implicavano la caccia e l’uccisione di bestie selvatiche ed esotiche che venivano portate a Roma dai lontani confini dell’Impero Romano (ci sono antiche rappresentazioni murarie nell’anfiteatro di Lecce che riportano animali come tori, leoni, orsi, cervi, … combattere contro essere umani); le lotte tra i condannati a morte e gli animali selvatici; altre tipologie di esecuzioni e lotte tra gladiatori. Tutto ciò seguiva un certo protocollo temporale: la mattina era il tempo delle lotte tra animali o tra gladiatori e animali; l’ora di pranzo era l’ora delle esecuzioni capitali; il pomeriggio era il tempo delle lotte tra gladiatori. L’importanza di Lecce in questa parte dell’Impero Romano, secondo me, è data proprio da questo anfiteatro di ben 25.000 posti a sedere per una città come l’antica Lupiae, ponte tra le due sponde del Mediterraneo.

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Attorno alla parte visibile dell’Anfiteatro Romano, oggi ci sono la Colonna di Sant’Oronzo con la statua di Sant’Oronzo in cima (sulla quale scriverò un post molto carino sulla diatriba se la colonna debba o meno tornare alla vicina città di Brindisi), il Palazzo del Seggio, più conosciuto come “Il Sedile”, il Palazzo dell’Istituto Nazionale Assicurazioni (INA) di epoca fascista, che si trova alle spalle dell’Anfiteatro e la cui costruzione segue proprio quella curvilinea dell’anfiteatro. Oggigiorno, l’evoluzione umana ha messo da parte le esecuzioni e le lotte tra uomini e animali, per lasciare posto all’arte e alla cultura. Infatti, l’Anfiteatro è usato come luogo per fare il Presepe nel periodo invernale, si tengono manifestazioni musicali e teatrali durante l’estate e si va a celebrare le vittoria della locale squadra di Calcio U.S. Lecce.

Cosa vedere in Piazza del Duomo a Lecce

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Inizio così il mio viaggio che nei prossimi mesi mi porterà a raccontarvi la mia città, Lecce. La città da vedere assolutamente quando venite in vacanza in Salento. Il centro di Lecce è una storia a sè, perdersi nei suoi vicoletti vi farà assaporare il sapore vero di una città barocca, ma non solo. Camminando per il centro storico vi capiterà di trovarvi di fronte a una delle piazze più belle d’Italia: Piazza Duomo.

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La piazza è una piazza chiusa, cioè completamente chiusa da tre lati e dispone soltanto di un accesso laddove Via Giuseppe Libertini incontra Via Vittorio Emanuele II. Un tempo la piazza era una sorta di cortile aperto di giorno e chiuso di notte attraverso delle porte, delle quali sono ancora oggi visibili i grandi mozzi. E’ una piazza barocca che al suo interno ha il Duomo di Lecce, il Campanile, l’Episcopio e il Palazzo del Seminario.

Duomo di Maria Santissima Assunta

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Al centro della piazza c’è il Duomo di Lecce che è la cattedrale della città. L’edificio è stato edificato nel 1144 dal vescovo Formoso e ricostruito nelle forme barocche nel 1659 dall’architetto Giuseppe Zimbalo. Lo Zimbalo è l’architetto più famoso e imitato del barocco leccese: se girate per il centro storico di Lecce, troverete numerose sue opere tra cui la chiesa del Rosario, la facciata inferiore del convento dei Celestini, la colonna di Sant’Oronzo, …. La cosa più curiosa della piazza e la falsa facciata del Duomo, mi spiego meglio. Entrando in piazza, troverete proprio di fronte a voi il duomo con una fantastica facciata in stile barocco. In realtà, questa non è la facciata della chiesa e ve ne accorgerete entrandoci dentro: la porta d’ingresso vi farà accedere direttamente nella navata laterale della Chiesa! La vera facciata è laterale, non visibile all’ingresso della piazza, questa che segue nelle foto.

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Visto? Decisamente meno artificiosa e più sobria di quella che vediamo all’ingresso della piazza. I costruttori si concentrarono a sviluppare meglio la facciata maggiormente visibile, rendendola un tripudio del barocco leccese. La soluzione scenografica venne adottata per evitare che il visitatore si trovasse di fronte ad un muro piatto e senza decori all’ingresso in piazza. Per entrare nel Duomo, utilizzate la porta della falsa facciata e ricordatevi che entrate in un luogo sacro, pertanto: non fate rumori e schiamazzi, non è possibile fare foto. Ho trovato comunque online su Wikipedia questa foto così vi fate un’idea dell’interno di questa splendida chiesa. L’interno, a croce latina, è a tre navate. Ha ben 12 altari, più quello maggiore, ed è ricco di opere pittoriche realizzate da artisti locali dell’epoca.

Il Campanile

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Alla sinistra del Duomo c’è il Campanile. Fu costruito tra il 1661 e il 1682 da Giuseppe Zimbalo su incarico del vescovo della città, Luigi Pappacoda. Venne edificato in sostituzione di quello normanno, crollato agli inizi del Seicento. Ha un’altezza di 72 metri.

Episcopio

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L’Episcopio è il palazzo in cui ha la residenza l’arcivescovo di Lecce e si trova a destra del Duomo.

Il Palazzo del Seminario

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Il Palazzo del Seminario è un palazzo storico costruito tra il 1694 e il 1709 sempre in stile barocco leccese. Si trova alla destra dell’Episcopio, in Piazza Duomo. Al suo interno c’è il Museo diocesano di arte sacra, nato del 2004 in occasione della Triennale di Arte Sacra Contemporanea. Conserva le principali opere d’arte a soggetto sacro provenienti dagli edifici religiosi urbani. All’interno del palazzo c’è anche un bellissimo Chiostro da vedere assolutamente.

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Orario di apertura al pubblico del Palazzo del Seminario
Visita al Chiostro
– periodo invernale: dalle ore 09.30 alle ore 12.00; dalle ore 16.00 alle ore 19.00
– periodo estivo: dalle ore 09.30 alle ore 12.00; dalle ore 17.00 alle ore 20.00
Visita al Museo
– periodo invernale: dal martedì al sabato dalle ore 09.30 alle ore 12.30; dalle ore 16.00 alle ore 19.00. Aperto la domenica solo su prenotazione
– periodo estivo: dal martedì al sabato dalle ore 09.30valle ore 12.30;dalle ore 17.00 alle ore 20.00. Aperto la domenica solo su prenotazione
Ingresso a pagamento con riduzioni per gruppi organizzati, anziani, bambini:
– € 1,00 per la visita limitata al piano terra: chiostro, cappella, sale della galleria d’arte sacra contemporanea
– € 4,00 per la visita da effettuare anche al museo diocesano, che espone arredi sacri, argenti, dipinti.

3 cose da vedere assolutamente a Otranto

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Al di là delle spiagge, Otranto ha da mostrarvi tante altre cose belle: è senza dubbio uno dei paesini di mare più belli del Salento. Ce ne sono tanti, Gallipoli, Santa Maria di Leuca, Castro, Porto Cesareo, ma Otranto ha un fascino diverso. E’ un centro abitato molto antico, che conserva monumenti, stradine, pietre e un atmosfera di confine. Ho scritto diverse volte già di questa città, al momento ecco i post pubblicati:
Alla scoperta di Otranto, la punta d’oriente d’Italia
Le spiagge più belle del Salento: Baia dei Turchi a Otranto
Una giornata d’estate a Otranto

Già leggendo i post precedenti vi farete un’idea abbastanza dettagliata di Otranto. Oggi, per concludere il mio racconto sulla città, vi evidenzio le tre cose che assolutamente non potete non vedere se siete in zona a trascorrere le vostre vacanze in Salento. Per cui, abbandonate per un giorno la spiaggia per un paio d’ore e dirigetevi nel centro storico di Otranto. Se alloggiate in zona, vi suggerisco di andarci al calare del sole così poi ci rimanete per cena. Invece, se alloggiate in altre località del Salento, vi conisglio di dedicare una giornata a fare un tour della costa e a Otranto vi suggerisco di arrivarci poco prima di pranzo. Andiamo a vedere adesso le 3 cose da vedere a tutti i costi a Otranto!

1. Castello Aragonese

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Il castello è una fortezza edificata dagli Aragonesi di Napoli tra il 1485 e il 1498, probabilmente su una costruzione preesistente risalente al periodo federiciano. Ha una pianta pentagonale e irregolare, è dotato di un fossato che si estende per tutto il perimetro e, in passato, era munito anche di un ponte levatoio che ne costituiva l’unico ingresso. E’ formato da tre torrioni di forma cilindrica e un bastione a lancia, soprannominato “Punta di Diamante”, costruito nel 1578. All’interno, vi è una piazzetta con una scalinata che porta ai livelli superiori. Attualmente, il castello è lo spazio in cui si svolgono mostre ed eventi culturali e artistici. Vi segnalo il sito del Castello Aragonese Otranto dove troverete tutte le informazioni e gli orari di apertura.

2. Cattedrale dell’Annunziata

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La Cattedrale si trova sul luogo più alto di Otranto. Fu costruita sui resti di una domus romana, di un villaggio messapico e di un tempio paleocristiano: già questo ci fa immaginare quante storie conosce il luogo e Otranto tutta! Fu terminata nel 1088, è una sintesti di stili differenti come quello paleocristiano, quello bizantino e quello romanico, tutti perfettamente fusi. Praticamente, la storia di Otranto si può dire che è racchiusa nella Cattedrale. All’interno, troverete il mosaico realizzato con delle tessere policrome di calcare locale molto duro. La tendenza di stile è romanica, con alcuni elementi bizantini.

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E’ un mosaico che ti rapisce con la sua bellezza visiva e la sua carica iconografica. Troverete un Albero della vita lungo il quale si dipanano le principali rappresentazioni: Adamo ed Eva, il toro, un Behemot, un Leviatano, un Dromedario rampante, un Elefante, una Lonza, la Regina di Saba, il Re Salomone, una Sirena, un Leopardo e un Ariete, la caccia al cinghiale, episodi del libro di Giona, Sansone, il Paradiso Terrestre, Re Artù, Caino e Abele, il Diluvio Universale, la dea Diana, un Cavallo, figure zoomorfe e antropomorfe di diverse dimensioni, re Alessandro Magno, il Giudizio Universale e molto altro. Per maggiori informazioni, cliccare qui.
Orari e giorni di apertura
– Da giugno a settembre: 7.00-12.30/15.00-20.00
– Restanti mesi dell’anno: 7.00-12.00/15.00-17.00

3. Chiesa di San Pietro

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La chiesa è uno dei massimi esempi di tradizione costruttiva bizantina in Puglia. La chiesa risale probabilmente ai secoli IX – X e si trova proprio nel cuore del centro storico di Otranto. E’, forse, la prima basilica della città, alle dirette dipendenze della sede patriarcale di Costantinopoli. La chiesa ha una pianta a croce greca, rientra nella tradizione religiosa bizantina. All’interno, tre piccole navate, sormontate da una cupola centrale, sono sorrette da quattro colonne. E poi: fantastici affreschi bizantini databili al X-XI secolo. Le pitture più antiche sono la Lavanda dei Piedi, che raffigura il Cristo nimbato nell’atto di sollevare la gamba di san Pietro, e l’Ultima Cena. Al XIV secolo sono ascrivibili la Natività di Gesù, la Pentecoste e la Risurrezione, mentre all’ultima fase del XVI secolo la Presentazione al Tempio e altre figure di santi.
Orari e giorni di apertura
– Da giugno a settembre: 10.00-12.00/16.00-19.30
– Inverno: apertura solo su richiesta

Le informazioni sugli orari di apertura le ho prese dal sito del Comune di Otranto. Magari, per averle più aggiornate nel caso in cui dovessero esserci delle modifiche, andate direttamente sul sito del comune. Tutte le foto (tranne quella della Chiesa di San Pietro tratta da Wikipedia) sono di Chiara Riccia alla quale va il mio ringraziamento per avercele passate!

Casa Longano, una casa in legno a Monopoli, Bari

Oggi vi parlo di costruzioni in legno, non certo un materiale usuale in Puglia, anzi. Eppure, c’è una nuova costruzione che mi ha colpito molto per come è stata pensata: Casa Longano a Monopoli, una casa progettata pensando a un rapporto corretto ed equilibrato tra uomo e natura. Da qui la scelta del legno, un materiale rinnovabile. L’estraneità di questo materiale alle tradizioni locali ha portato a una scelta architettonica che combina con essenzialità la vista del legno esterno con ampie parti intonacate e tinteggiate di bianco. Dopotutto: siamo in Puglia. Ecco il progetto ad opera dell’architetto Francesco Longano che ringrazio per la disponibilità nell’inviarmi materiale informativo e fotografico.

Casa Squicciarini, la prima CasaClima A in Puglia

Vi presento, oggi, una casa di nuova costruzione, la prima CasaClima A in Puglia. Si chiama Casa Squicciarini ed è stata costruita avendo come obiettivo non solo la riduzione del fabbisogno di riscaldamento ma anche il raggiungimento, in estate, di un buon comfort termico senza grandi dispendi di energia. Segue descrizione e fotografie per le quali ringrazio lo Studio di Progettazione Rinaldi e Fiore.

Masseria Gelso Bianco ad Alberobello in ristrutturazione

Diverse settimane fa ho trascorso una mezza giornata in una masseria di Puglia, nella Valle d’Itria ad Alberobello: Masseria Gelso Bianco. Il proprietario della Masseria è Antonello Losito (alla sinistra del video precedente), già impegnato nella sua attività di organizzatore di viaggi in Puglia con la sua Southern Visions. Ho conosciuto Antonello online, una persona dinamica e attivissima nei social media e altrettanto nella vita reale. A seguito di alcune conversazioni via Skype con lui, ho deciso di fare visita alla sua masseria con trulli, in ristrutturazione, immersa negli alberi di ulivo. Il video precedente è la chiacchierata che abbiamo fatto io, lui e l’architetto Floriana Errico (alla destra del video), una bella chiacchierata che vi riassumo di seguito nel caso in cui siete interessati ad ascoltare soltanto una parte del video: minuto 0:48 | Antonello racconta la filosofia di ristrutturazione; minuto 1:48 | Floriana racconta il lavoro che c’è dietro un progetto di recupero di queste dimensioni; minuto 3:16 | Antonello ci racconta la storia della masseria.

Antonello fa tutto con passione, me ne sono accorto dalla mattinata trascorsa assieme a discutere di trulli, masserie e viaggi e finita con un pranzo al Panificio Pasticceria Tavola Calda L’Assunta di Monopoli (del quale farò la recensione in un prossimo post). La passione e l’entusiasmo per la sua (nostra) terra e per il settore immobiliare, lo ha portato ad acquistare Masseria Gelso Bianco, un immobile in cattivo stato di conservazione. Il suo obiettivo adesso è quello di riconvertirlo in una scuola di cucina e in laboratorio enogastronomico per dare ospitalità soprattutto alla sua clientela del Nord America. Masseria Gelso Bianco sarà grandiosa, lo percepisco sin da questa fase di lavori: 11 coni (trulli) per 5 allogi. Un alloggio si trova al piano superiore e ha, senza dubbio, la vista più bella. Come spiega Floriana, la cosa più problematica di tutto il progetto è stata quella di riuscire a ricavare un bagno per ogni alloggio, pensate che persino il bagno è a cono! Fantastico. E’ stata riportata alla luce la pietra, togliendo l’intonaco, tutto il fronte sarà lasciato a vista. Anche gli interni sono stati trattati alla stessa maniera. Per quanto riguarda la storia di questa masseria, la si colloca in tre epoche: la parte centrale risale agli inizi dell’800, affincata con delle stalle a trulli risalenti alla fine dell’800. Vi è poi la parte aggiunta di recente agli inizi del ‘900, nella quale sarà operativa la food school. Vi lascio con alcuni scatti fotografici fatti durante la mia visita al cantiere e mi riprometto di ritornarci a lavori ultimati per mostrarvi anche l’interior design che Antonello ha voluto utilizzare in masseria, del quale mi ha già accennato qualcosina ma che preferisco tenerlo ancora segreto per il momento, suspense: ve lo svelerò quando farò ritorno in masseria a lavori ultimati!

Ringrazio Antonello, Laura di A pinch of Italy e Leigh Vincola, la social media manager di Southern Visions per la bella mattinata trascorsa insieme. Ecco i protagonisti 🙂

Una pajara del Salento recuperata in dimora per le vacanze

Che quella parte della Puglia chiamata Salento sia una terra magica lo dimostra non solo lo stile di vita, ma anche l’architettura. Un esempio tipico di architettura locale è la pajara, una costruzione trulliforme costruita dai contadini, tutta a secco. Se vi trovate a passeggiare nelle campagne di ulivi ne troverete decine, come quella in apertura a Morciano di Leuca, nel basso Salento.