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	<title>The Puglia &#187; Salento</title>
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	<description>Vacanze Puglia, Mare Puglia, Puglia Turismo</description>
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		<title>5 buoni motivi per scegliere il Salento per le prossime vacanze estive</title>
		<link>http://www.thepuglia.com/2012/02/5-buoni-motivi-per-scegliere-il-salento-per-le-prossime-vacanze-estive/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 09:10:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco cinque buoni motivi per scegliere il Salento come prossima meta delle vacanze estive, al posto dei soliti Grecia, Spagna e Tunisia che una grossa fetta del turismo italiano sceglie ogni anno come meta low cost. 5 motivi suggeriti dal nostro lettore Alessandro (leggete la sua bio alla fine del post). 1. Il Salento offre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-4444" title="marittima-di-castro-salento" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2012/01/marittima-di-castro-salento.jpg" alt="" width="600" height="402" /></p>
<p>Ecco cinque buoni motivi per scegliere il Salento come prossima meta delle vacanze estive, al posto dei soliti Grecia, Spagna e Tunisia che una grossa fetta del turismo italiano sceglie ogni anno come meta low cost. 5 motivi suggeriti dal nostro lettore Alessandro (leggete la sua bio alla fine del post).<span id="more-4443"></span></p>
<p><strong>1. Il Salento offre le proprie ricchezze a prezzi convenienti</strong><br />
Il primo buon motivo per andare a fare le vacanze nel Salento è proprio questo: è un’esperienza che offre tutto a prezzi che, più che ragionevoli sono irrisori, se paragonati al resto della penisola, e che reggono benissimo il confronto anche con le mete più low cost. Si spende poco per arrivare, in aereo con la Ryan Air fino a Brindisi, e anche per spostarsi. Consigliato il noleggio di uno scooterone per viaggiare in coppia. Si spende poco anche per l’alloggio, visto che sono disponibili soluzioni per tutte le tasche ed anche andare al mare costa di solito i pochi euro del parcheggio, vista la grande quantità di spiagge libere.</p>
<p><strong>2. La natura incontaminata, tra oliveti secolari e mare cristallino</strong><br />
Il secondo buon motivo è inevitabilmente il trittico sole-spiaggia-mare che rappresenta il più importante “brand” del Salento, ciò che lo rende famoso in tutto il mondo. Il mare cristallino e i lidi intatti sono di straordinaria bellezza, ma c’è di più. Notevole è infatti anche l’alternanza tra costa adriatica, prevalentemente rocciosa e costa ionica, caratterizzata da spiaggie. Anche l’entroterra salentino presenta notevoli attrattive, con i suoi oliveti secolari e le formazioni carsiche, spesso costellate di grotte e cavità naturali.</p>
<p><strong>3. Il cibo ed il patrimonio eno-gastronomico</strong><br />
Non solo il Salento presenta una varietà di prodotti D.o.p. unica in Italia, ma anche un patrimonio di ricette che si tramandano da secoli di generazione in generazione. La enorme ricchezza eno-gastronomica del Salento si riverbera nelle migliaia di sagre che allietano l&#8217;estate salentina. Se scegliete il Salento per le vacanze, dovete almeno gustare il pesce freschissimo (soprattutto cozze, ricci di mare e triglie) che potete mangiare spendendo quasi nulla.</p>
<p><strong>4. La vitalità del Salento, le sue feste e tradizioni</strong><br />
Finito il giorno e fatta la spiaggia, il Salento non va certo a dormire: tutto l’anno, con punte rilevanti nel corso dell’estate, è costellato di feste patronali, concerti e rappresentazioni tradizionali, espressione della vitalità prorompente di questa terra. Ecco perché la scelta degli eventi e manifestazioni da segnalare è uno dei <a href="http://www.vizionario.it/">consigli sul Salento</a> più difficili da dare. Tra le feste patronali, le notti bianche e le rievocazioni storiche, bisogna citare almeno la famosissima <a href="http://www.thepuglia.com/tag/notte-della-taranta/">Notte della Taranta</a> di Melpignano.</p>
<p><strong>5. I monumenti e le bellezze artistiche</strong><br />
Dalle vestigia delle civiltà megalitiche al barocco leccese ed alla altre città d’arte c’è solo l’imbarazzo della scelta: i monumenti presenti nel Salento sono infatti testimonianza di più di cinque millenni di storia.</p>
<p><em><strong>Alessandro Benedetti</strong><br />
Toscano doc, ma grande appassionato della Puglia, e del Salento in  particolare. Mi piace viaggiare per la penisola, alla scoperta di  itinerari insoliti, quelli che rimangono di solito fuori dalle rotte del  turismo di massa. La passione per l’inusuale ed il curioso, e  l’avversione per il banale e lo scontato, si riflette nella mia attività  di blogger, come testimoniato dal mio blog di Curiosità su Firenze.</em></p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/fatifloresita/2986786984/">Fatima Flores</a></p>
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		<title>Avventura archeologica nei dintorni di Otranto: le pietre fitte del Salento</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 06:30:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(post scritto da Alessandro la cui biografia la trovi alla fine) Questo di oggi è un racconto di viaggio che vale per tutti quelli che pensano che il Salento sia soltanto spiagge, mare e sole (come se fosse poco), e si riferisce alla mia vacanza nei dintorni di Otranto della scorsa estate. Nel corso del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-4481" title="menhir- salento" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2012/01/menhir-salento.jpg" alt="" width="600" height="392" /></p>
<p><em>(post scritto da Alessandro la cui biografia la trovi alla fine) </em>Questo di oggi è un racconto di viaggio che vale per tutti quelli che pensano che il Salento sia soltanto spiagge, mare e sole (come se fosse poco), e si riferisce alla mia vacanza nei dintorni di Otranto della scorsa estate. Nel corso del mio breve ma intenso tour avevo deciso di fare tappa nei pressi di Otranto, visto che i miei genitori mi avevano consigliato caldamente di fare il bagno a Porto Badisco.<span id="more-4439"></span></p>
<p>Ho deciso di prendere alloggio in un <a href="http://www.vignevecchie.it/">bed &amp; breakfast a Otranto</a>, anzi, per dire il vero, nell&#8217;entroterra di Otranto, nel borgo di Casamassella, che si trova ad appena quattro chilometri da Porto Badisco. E qui ho avuto la prima bella sorpresa: immaginavo, ad esser sincero, che questo borgo collinare, rarissimo in una terra pressochè piatta come la Puglia, fosse qualcosa di bello, ed ho scoperto invece che è ancora meglio. Il minuscolo paese presenta una piazza dominata dal castello e dalla chiesa di San Michele Arcangelo (particolarmente venerato in questa zona, come testimonia il nome della vicina Monte Sant&#8217;Angelo), che è una specie di &#8220;salotto&#8221; per i gli abitanti di questo piccolo agglomerato di casette.</p>
<p>E&#8217; parlando in piazza con gli anziani del posto, piuttosto ciarlieri e ben felici di movimentare la sonnolenta tranquillità del borgo, che sono venuto a conoscenza della presenza di straordinari insediamenti archeologici nell&#8217;area. Quando sento parlare di archeologia, non posso fare a meno di lasciarmi conquistare da una divorante curiosità di scoprire strutture arcaiche e misteriose che portano addosso il fascino dei millenni. La mia immaginazione si è letteralmente infiammata quando, dopo aver sentito decantare la famosa Grotta dei Cervi di Porto Badisco, ho sentito parlare delle &#8220;pietre fitte&#8221; salentine.</p>
<p>Sono così venuto a sapere dell&#8217;esistenza di questa sorta di menhir, in tutto e per tutto simili a quelli che avevo visitato in precedenti viaggi in Bretagna ed in Sardegna, ma con una peculiarità tutta loro: mentre altrove ho visto tavole megalitiche ampie e piatte, di colore bruno-grigio, quelle salentine sono stiliformi e spesso di colore vicino al bianco. Ho così scoperto che, delle 152 pietre fitte censite nel Salento, ben 18 sono nel Comune di Giurdignano, a due chilometri da Casamassella, più quello di San Giovanni Malcantone nello stesso Comune di Casamassella (ovvero Uggiano La Chiesa). In un batter d&#8217;occhio ho deciso l&#8217;itinerario dell&#8217;escursione per il giorno successivo: visita alla pietra fitta di Uggiano, poi bagno a Porto Badisco, pranzo di fortuna e, tempo permettendo, visita alla Grotta dei Cervi, ma con una interessante variante: facendo tutta la strada a piedi e zaino in spalla.</p>
<p>La mattina mi ha visto mettermi in cammino da Casamassella per Uggiano La chiesa, sede del Comune, dove, appena fuori del paese si trova la suggestiva pietra fitta di San Giovanni Malcantone. Un consiglio valido per tutti i visitatori: il menhir è sperso nella campagna in un oliveto secolare, e la location è tanto suggestiva quanto recondita: è necessario entrare in paese e farselo indicare bene, meglio ancora farsi accompagnare. Il riferimento migliore che potete farvi dare è la fattoria fortificata di San Giovanni, che dà il nome a questa pietra fitta alta circa quattro metri. La cosa che più mi ha stupito è che un monumento così antico e pregiato se ne stia solitario e del tutto trascurato nel mezzo della campagna. E&#8217; il modo che i salentini hanno di onorare questo antica stele dedicata un tempo al culto della fertilità, quello di lasciarla nel suo contesto naturale, anche se questo significa un lento ma inevitabile deterioramento. In un altro paese lo avrebbero messo sotto una campana di vetro all&#8217;interno di un museo, snaturandone il contesto e facendo pagare un biglietto salato.</p>
<blockquote><p>Questa invece è cultura e bellezza accessibile a tutti.</p></blockquote>
<p>Costeggiando la Strada provinciale 358, in mezzo a oliveti (molti) e coltivi (pochi), si raggiungono le formazioni rocciose di Porto Badisco. Ci sono circa quattro chilometri da San Giovanni al mare, che si possono coprire sotto il sole di giugno in un paio d&#8217;ore, o almeno questo è il tempo che ci vuole per chi adotta la mia filosofia &#8220;slow&#8221;. Porto Badisco mi ha accolto di lontano, con la chiesetta della Madonna della Serra che occhieggiava dalla collina carsica che domina la valle. Dopo aver scoperto che due litri d&#8217;acqua, nel Salento, sotto il sole di giugno, possono non bastare, ho deciso di fare uno spuntino, prima delle meritata immersione nel mare Adriatico. Vista l&#8217;ora, mi sono fermato al primo banchetto che ho trovato sulla strada e mi sono rifocillato in quattro e quattr&#8217;otto con una mangiata di ricci di mare freschi e un bicchiere di vino bianco.</p>
<p>Sceso sulla minuscola caletta di sabbia incuneata in una costa alta e rocciosa, mi sono finalmente rinfrancato con un bagno nella piscina naturale: è impressionante vedere le barche che sembrano volare, sospese sull&#8217;acqua trasparente. All&#8217;uscita del bagno, entusiasta di essere prossimo alla visita alla Grotta dei Cervi, ho però avuto una cocente delusione: peccando di ingenuità, non mi ero informato prima, e solo sul momento sono venuto a sapere che la Grotta è tuttora chiusa al pubblico. Unica consolazione: la possibilità di tornare direttamente a Casamassella con il bus navetta da Porto Badisco, alla modica cifra di un euro.</p>
<p><em><strong>Post scritto da Alessandro Benedetti</strong><br />
Toscano doc, ma grande appassionato della Puglia, e del Salento in  particolare. Mi piace viaggiare per la penisola, alla scoperta di  itinerari insoliti, quelli che rimangono di solito fuori dalle rotte del  turismo di massa. La passione per l’inusuale ed il curioso, e  l’avversione per il banale e lo scontato, si riflette nella mia attività  di blogger, come testimoniato dal mio blog di Curiosità su Firenze.</em></p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/hydruntum/2684277359">Andrea D&#8217;Alba</a></p>
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		<title>Il Santuario di Santa Lucia a Erchie</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 06:30:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;Alto Salento ci sono diversi luoghi di culto cattolici molto frequentati e sentiti dalle persone del luogo e in alcuni casi anche dall&#8217;intero meridione d&#8217;Italia. Uno di questi è il Santuario di Santa Lucia a Erchie (Brindisi), un paesino di circa 9.000 abitanti nelle vicinanze di Manduria, Mesagne e Oria. Si trova quasi al centro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-4211" title="santuario-santa-lucia-erchie" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2011/12/santuario-santa-lucia-erchie.jpg" alt="" width="600" height="359" /></p>
<p>Nell&#8217;Alto Salento ci sono diversi luoghi di culto cattolici molto frequentati e sentiti dalle persone del luogo e in alcuni casi anche dall&#8217;intero meridione d&#8217;Italia. Uno di questi è il Santuario di Santa Lucia a Erchie (Brindisi), un paesino di circa 9.000 abitanti nelle vicinanze di Manduria, Mesagne e Oria. Si trova quasi al centro del triangolo formato da Lecce, Brindisi e Taranto. Molti sono i devoti di Santa Lucia, conosciuta come la protettrice degli occhi. Vi racconto la sua storia e la sua importanza in questo angolo di Salento.<span id="more-4210"></span></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4223" title="santuario-santa-lucia-erchie-piazza" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2011/12/santuario-santa-lucia-erchie-piazza.jpg" alt="" width="600" height="359" /></p>
<p>Santa Lucia nacque a Siracusa tra il 280 e il 290 d.C.. La madre la istruì nella religione cristiana tanto che si consacrò a Dio ricusando le nozze terrene. Venne accusata come cristiana, processata e condannata a morte: a quei tempi sappiamo come era la vita per i cristiani. Prima di morire, secondo la tradizione, sostenne il &#8220;supplizio degli occhi&#8221;. Subì il martirio a Siracusa stessa il 13 dicembre del 304 d.c.. Il suo sepolcro nelle catacombe siracusane divenne centro di Fede, ma poi vennero i musulmani: durante la loro dominazione il corpo di Santa Lucia venne portato in un luogo segreto per sottrarlo alla profanazione (circa 500 anni dopo la sua morte). Per ben due secoli rimase ignorato, dall&#8217;800 al 1000 d.C. fino all&#8217;anno 1039, anno in cui il generale dell&#8217;esercito bizantino Maniace, liberata Siracusa e ritrovato il corpo della Martire, lo portò fino all&#8217;imperatrice Teodosia a Costantinopoli.</p>
<p>Proprio in questo viaggio entra in gioco Erchie. Pare che il corpo sostò per qualche tempo presso la sorgente che si trova nella zona sud della foresta oritana, il luogo in cui oggi sorge Erchie. A quell&#8217;epoca a circa un chilometro di distanza vivevano dei monaci basiliani e furono loro a venerare le sacre spoglie per poi tramandarne il culto: l&#8217;anfratto sopra la sorgente dove era stato nascosto il corpo di Santa Lucia divenne prima Cappella, poi verso la fine del 1700 sopra di essa venne costruita l&#8217;attuale chiesa del Santuario. La storia di Santa Lucia prosegue, le sue spoglie rimasero a Costantinopoli fino al 1204 quando al tempo della IV crociata gli stessi crociati le portarono a Venezia per sottrarle alla profanazione dei Turchi. Oggi sono custodite nella chiesa SS. Geremia e Lucia nei pressi della stazione ferroviaria di Venezia.</p>
<p>Nel <a href="http://www.santaluciaerchie.it/">Santuario di Santa Lucia</a> di Erchie si conservano due reliquie: un lembo della pelle e un pezzo di osso del dito di una mano. Entrando nella chiesa si accede successivamente nell&#8217;ipogeo basiliano e poi ancora più giù attraverso una scala nel tempio sottostante. Qui trovate la sorgente d&#8217;acqua dove la tradizione vuole che ci si bagni la mano e ci si strofini con essa gli occhi. Le fotografie che ho scattato col mio cellulare vi possono dare l&#8217;idea della sacralità del luogo. Di fronte al Santuario c&#8217;è la Chiesa Madre, tutto concentrato nel centro del paese che vale una visita se volete staccare dai soliti circuiti turistici e scoprire un angolo vero di Salento. Se capitate di sabato troverete il mercato all&#8217;aperto lungo le strade delle due chiese. Solitamente, il giro religioso continua con la visita al Santuario di San Cosimo alla Macchia a pochi chilometri da Erchie, ve ne parlerò un&#8217;altra volta.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4215" title="santuario-santa-lucia-erchie-icona" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2011/12/santuario-santa-lucia-erchie-icona.jpg" alt="" width="600" height="359" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4224" title="santuario-santa-lucia-erchie-tempio" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2011/12/santuario-santa-lucia-erchie-tempio.jpg" alt="" width="599" height="359" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4222" title="santuario-santa-lucia-erchie-acqua" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2011/12/santuario-santa-lucia-erchie-acqua.jpg" alt="" width="600" height="359" /></p>
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		<title>I Mulicchi, il resort tra gli ulivi di Specchia</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 06:30:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una mia scoperta recente online è stata quella del Resort I Mulicchi, un resort che si trova a Specchia nel sud Salento. Specchia è considerato uno dei borghi più belli d&#8217;Italia e su questo garantisco anche io. Si trova su un&#8217;altura, il centro storico di impianto medievale è tutt&#8217;ora intatto. Per chi ama la campagna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-4448" title="i-mulicchi-resort-piscina" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2012/01/i-mulicchi-resort-piscina.jpg" alt="" width="600" height="399" /></p>
<p>Una mia scoperta recente online è stata quella del Resort I Mulicchi, un resort che si trova a Specchia nel sud Salento. Specchia è considerato uno dei <a href="http://www.borghitalia.it/">borghi più belli d&#8217;Italia</a> e su questo garantisco anche io. Si trova su un&#8217;altura, il centro storico di impianto medievale è tutt&#8217;ora intatto. Per chi ama la campagna con ulivi a pochi chilometri dai due mari Adriatico e Ionio, Specchia è decisamente una tappa obbligata. Cercando delle soluzioni presso cui pernottare, mi sono imbattutto sul Resort I Mulicchi e ho contattato direttamente il titolare Angelo cui ho fatto alcune domande. La caratteristica del resort sono proprio i suoi alloggi composti dalle <em>pajare</em> salentine, le tipiche costruzioni contadine del Salento fatte a secco che servivano da alloggi temporanei nelle campagne (i <em>bungalow</em> del Salento?). Il resort ha ripreso il concetto di pajara tra gli ulivi. Diamo parola direttamente ad Angelo.<span id="more-4447"></span></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4449" title="i-mulicchi-resort-pajare" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2012/01/i-mulicchi-resort-pajare.jpg" alt="" width="600" height="398" /></p>
<p><strong>Quando è nato il resort?</strong><br />
Il resort è giovanissimo, abbiamo aperto i battenti lo scorso luglio ed è stato subito un successo, ma la cosa più importante è che abbiamo raccolto molti consensi positivi da parte dei nostri ospiti.</p>
<p><strong>Come vi è venuta l&#8217;idea di un resort in mezzo agli ulivi del Salento?</strong><br />
Viaggiando per il mondo, in un paio di occasioni, abbiamo avuto modo di soggiornare in dei piccoli resort strutturati con dei bungalow sparsi qua e la immersi in una natura meravigliosa dove regnavano pace e tranquillità. E&#8217; stato proprio qui che io e mia moglie abbiamo avuto l’idea di sostituire i bungalow con le pajare ed inserirle in un contesto di un uliveto secolare. Poi la posizione centrale della tenuta rispetto ai due mari e la vicinanza di Specchia ha fatto il resto. Ed eccoci qua.</p>
<p><strong>Quale filosofia avete seguito nel rielaborare il concetto di pajara salentina?</strong><br />
Per rispettare il nostro paesaggio abbiamo voluto rielaborare le nostre pajare o <em>liame</em> riproponendole in chiave moderna e cercando di mantenere le tecniche costruttive di una volta. Non a caso, i muri perimetrali esterni sono larghissimi, le volte delle stanze sono girate a botte, le stanze cosi ricavate risultano confortevoli e freschissime. Le camere, inoltre, sono tutte molto spaziose con un arredamento minimale e molto funzionale, il pavimento in pietra leccese e il bianco mediterraneo dei muri rendono il <a href="http://www.imulicchi.it/">Resort I Mulicchi </a>unico e meta ideale per chi ama la tranquillità e la natura.</p>
<p><strong>Come è composto il resort?</strong><br />
Il resort è situato sulla collinetta di Specchia a circa 240 metri dal livello del mare. Si estende su una superficie di circa 4 ettari ed è composto da 8 pajare. Ogni pajara ha 2 camere separate, con ingresso indipendente e patio. Un&#8217;intera pajara è adibita a reception e sala colazione.</p>
<p><strong>Quale tipologia di servizi offrite ai vostri ospiti?</strong><br />
I servizi offerti sono: colazione, servizio snack bar, piscina, servizio transfer da e per l&#8217;aeroporto, servizio lavanderia.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4450" title="i-mulicchi-resort-pajara" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2012/01/i-mulicchi-resort-pajara.jpg" alt="" width="600" height="398" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4451" title="i-mulicchi-resort-camera" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2012/01/i-mulicchi-resort-camera.jpg" alt="" width="600" height="399" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4452" title="i-mulicchi-resort-bagno" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2012/01/i-mulicchi-resort-bagno.jpg" alt="" width="600" height="398" /></p>
<p><strong>I MULICCHI RESORT</strong><br />
Strada Comunale Mulicchio prima &#8211; 73040, Specchia (LE)<br />
Tel: +39 0833 1857250 | Cell: +39 392 3345488 | Fax: +39 0833 1850482<br />
Email: info@imulicchi.it</p>
<p>PS: per avere un&#8217;idea dei commenti sul resort, vi suggerisco di dare un&#8217;occhiata alle recensioni su TripAvisor <a href="http://www.tripadvisor.it/Hotel_Review-g652006-d2257488-Reviews-I_Mulicchi_Resort-Specchia_Province_of_Lecce_Puglia.html">cliccando qui</a></p>
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		<title>Escursione in kayak a Gallipoli all&#8217;isola di Sant&#8217;Andrea</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 10:11:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo post è scritto da Alessandro (vedi fine dell&#8217;articolo). Oggi vorrei condividere con i lettori un&#8217;esperienza di mare, sport e relax che è diventata per me appuntamento fisso ogniqualvolta mi trovo a passare nei pressi di Gallipoli. Per me che sono un amante degli sport acquatici è assolutamente un must, e presenta diversi aspetti vantaggiosi. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-4403" title="isola_s_andrea-gallipoli" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2012/01/isola_s_andrea-gallipoli.jpg" alt="" width="600" height="400" /></p>
<p><em>Questo post è scritto da Alessandro (vedi fine dell&#8217;articolo).</em> Oggi vorrei condividere con i lettori un&#8217;esperienza di mare, sport e relax che è diventata per me appuntamento fisso ogniqualvolta mi trovo a passare nei pressi di Gallipoli. Per me che sono un amante degli sport acquatici è assolutamente un must, e presenta diversi aspetti vantaggiosi. Sto parlando del periplo dell&#8217;isola di Sant&#8217;Andrea, il minuscolo isolotto che si trova proprio di fronte alla città di Gallipoli. E’ una escursione che di solito viene fatta in barca a vela o a motore, noleggiando direttamente il mezzo presso il porticciolo turistico di Gallipoli. I prezzi per il noleggio giornaliero, o per la mezza giornata, sono solitamente irrisori, basta intavolare un minimo di trattativa prima di noleggiare la barca.<span id="more-4402"></span></p>
<p>A me piace invece girare il Salento con il mio fido kayak sul tetto dell&#8217;auto: il Salento, si sa, è una terra che presenta spesso il suo lato migliore con scogliere e grotte naturali ed è, quindi, particolarmente indicato poterne ammirare le coste dal mare. Il programma dell&#8217;escursione è presto detto: arrivo in serata e prendo alloggio in uno dei numerosi <a href="http://vacanzeparadiso.it/">bed &amp; breakfast a Gallipoli</a> o nelle immediate vicinanze. Al mattino, sveglia di buon ora, di solito non oltre le sette. Il consiglio è quello di mettersi in mare presto in quanto già da giugno, il caldo del giorno è piuttosto insistente. Non preoccupatevi del fresco mattutino, poche pagaiate e si dissolve come nebbia al sole.</p>
<p>Alle otto, tappa allo Scalo del Canneto, che costituisce il punto di partenza obbligato dell&#8217;escursione. Dal piccolo approdo presso il mercato ittico, famoso tra gli appassionati di sport acquatici per la situazione di forte degrado nella quale versa, mi allontano velocemente da riva e inizio a gustare il meritato sapore di una escursione che ha contorni mistici. E&#8217; una sensazione meravigliosa, al mattino presto, con la luce del sole ancora tenue, solcare l&#8217;acqua con la pagaia in totale solitudine, se non quella di rari pescherecci che rientrano dalla battuta notturna.</p>
<blockquote><p>Solo il fruscio della pagaia sull&#8217;acqua mi accompagna, mentre mi avvicino ai due scogli detti &#8220;dei Piccioni&#8221; e &#8220;del Campo&#8221;, che si ergono sul pelo del mare come due sentinelle.</p></blockquote>
<p>Passando nel mezzo ai due scogli, oppure sorpassando lo scoglio del Campo da nord, mi avvicino all&#8217;isolotto di Sant&#8217;Andrea. La caratteristica dell&#8217;isolotto di Sant&#8217;Andrea è di essere completamente piatto: l’ unico rilievo dell&#8217;isola è costituito dal faro ottocentesco, che è stato restaurato e rimesso in funzione una ventina di anni fa. L&#8217;approdo avviene nei pressi del porticciolo sul lato ovest dell&#8217;isola, dove solitamente mi fermo per fare il primo bagno della giornata: piccolo momento di vero relax, per rinfrescarmi prima di affrontare la &#8220;circumpagaiazione&#8221; vera e propria dell&#8217;isola. La scelta di questa posizione per fare il bagno non è casuale: il lato ovest è quello più riparato dal vento, avendo la terraferma alle spalle. Il lato opposto invece, risente delle frequenti passate di maestrale che spazza il basso isolotto.</p>
<p>Poco più a nord del porticciolo si apre il canale di accesso alla laguna, la quale costituisce certamente la maggiore attrattiva dell&#8217;isola. Il piccolo specchio palustre dell&#8217;isola è l&#8217;elemento caratterizzante della Riserva Naturale dell&#8217;Isola di Sant&#8217;Andrea e litorale di Punta Pizzo. E&#8217; l&#8217;occasione ideale per la pratica del bird-watching, se non altro per la presenza del rarissimo gabbiano corso e di uccelli migratori come l&#8217;airone cinerino. Ritengo che mezz&#8217;ora – quaranta minuti passati nella laguna siano il tempo giusto da passare qui e consiglio vivamente a tutti di farci tappa. Con un&#8217;avvertenza, però: l&#8217;approdo e la visita dell&#8217;entroterra sono vietati, in quanto è necessario l&#8217;accompagnamento di una guida ambientale autorizzata. Contravvenire alle disposizioni in merito della Capitaneria di Porto può comportare multe molto salate. Il kayak, invece è perfetto allo scopo: non inquina, non fa rumore, e consente di destreggiarsi con agilità nelle acque della riserva. Un piccolo binocolo consente di distinguere chiaramente i volatili senza disturbarli avvicinandosi.</p>
<p>Quando esco dalla laguna, inizia il periplo dell&#8217;isola, che si effettua passando sotto il faro. In genere, dal faro al rientro presso il Canneto ci si impiega non più di mezz’ ora, se avete un minimo di allenamento. La lunghezza complessiva dell&#8217;escursione è pari a circa 15 chilometri e, fra bagno, bird watching e periplo metto in conto tre ore e anche qualcosa in più: è un tempo più che sufficiente, ma per me questa escursione rappresenta un momento di vero relax, e desidero gustarmelo con lentezza. Di questo passo, al rientro, penso di solito che, riposta l&#8217;attrezzatura e fatta una doccia, è già arrivata l&#8217;ora di rifocillarsi con una bella porzione di triglie alla gallipolina.</p>
<p><em><strong>Alessandro Benedetti</strong><br />
Toscano doc, ma grande appassionato della Puglia, e del Salento in particolare. Mi piace viaggiare per la penisola, alla scoperta di itinerari insoliti, quelli che rimangono di solito fuori dalle rotte del turismo di massa. La passione per l&#8217;inusuale ed il curioso, e l&#8217;avversione per il banale e lo scontato, si riflette nella mia attività di blogger, come testimoniato dal mio blog di Curiosità su Firenze. Mi potete seguire sul mio blog <a href="http://curiositasufirenze.wordpress.com/">Firenze curiosità</a></em></p>
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		<title>La spiaggia e i faraglioni di Torre Sant&#8217;Andrea in Salento</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 08:48:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La costa adriatica del Salento vi regalerà alcune tra le bellezze paesaggistiche più belle della zona. A differenza della parte del mare Ionio, la costa adriatica è più frastagliata, presenta scogli e rocce e solo a nord di Otranto le spiagge con sabbia: la bellissima spiaggia della Baia dei Turchi e la spiaggia di Torre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-4142" title="sant'andrea-faraglioni" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2011/12/santandrea-faraglioni.jpg" alt="" width="600" height="359" /></p>
<p>La costa adriatica del Salento vi regalerà alcune tra le bellezze paesaggistiche più belle della zona. A differenza della parte del mare Ionio, la costa adriatica è più frastagliata, presenta scogli e rocce e solo a nord di Otranto le spiagge con sabbia: la bellissima spiaggia della <a href="http://www.thepuglia.com/2011/01/le-spiagge-piu-belle-del-salento-baia-dei-turchi-a-otranto/">Baia dei Turchi</a> e la <a href="http://www.thepuglia.com/2011/04/le-spiagge-piu-belle-della-puglia-torre-dellorso-in-salento/">spiaggia di Torre dell&#8217;Orso</a>. Proprio tra queste due spiagge si trova quella che per me è una vera e propria goduria visiva: i faraglioni di Torre Sant&#8217;Andrea.<span id="more-4140"></span></p>

<a href='http://www.thepuglia.com/2012/01/la-spiaggia-e-i-faraglioni-di-torre-santandrea-in-salento/santandrea-faraglioni/' title='sant&#039;andrea-faraglioni'><img width="150" height="150" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2011/12/santandrea-faraglioni-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="sant&#039;andrea-faraglioni" /></a>
<a href='http://www.thepuglia.com/2012/01/la-spiaggia-e-i-faraglioni-di-torre-santandrea-in-salento/santandrea-faraglioni-arco/' title='sant&#039;andrea-faraglioni-arco'><img width="150" height="150" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2011/12/santandrea-faraglioni-arco-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="sant&#039;andrea-faraglioni-arco" /></a>
<a href='http://www.thepuglia.com/2012/01/la-spiaggia-e-i-faraglioni-di-torre-santandrea-in-salento/santandrea-faraglioni-mare/' title='sant&#039;andrea-faraglioni-mare'><img width="150" height="150" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2011/12/santandrea-faraglioni-mare-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="sant&#039;andrea-faraglioni-mare" /></a>
<a href='http://www.thepuglia.com/2012/01/la-spiaggia-e-i-faraglioni-di-torre-santandrea-in-salento/santandrea-faraglioni-scogli/' title='sant&#039;andrea-faraglioni-scogli'><img width="150" height="150" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2011/12/santandrea-faraglioni-scogli-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="sant&#039;andrea-faraglioni-scogli" /></a>
<a href='http://www.thepuglia.com/2012/01/la-spiaggia-e-i-faraglioni-di-torre-santandrea-in-salento/santandrea-faraglioni-spiaggia/' title='sant&#039;andrea-faraglioni-spiaggia'><img width="150" height="150" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2011/12/santandrea-faraglioni-spiaggia-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="sant&#039;andrea-faraglioni-spiaggia" /></a>
<a href='http://www.thepuglia.com/2012/01/la-spiaggia-e-i-faraglioni-di-torre-santandrea-in-salento/santandrea-salento/' title='sant&#039;andrea-salento'><img width="150" height="150" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2011/12/santandrea-salento-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="sant&#039;andrea-salento" /></a>
<a href='http://www.thepuglia.com/2012/01/la-spiaggia-e-i-faraglioni-di-torre-santandrea-in-salento/santandrea-spiaggia-babilonia/' title='sant&#039;andrea-spiaggia-babilonia'><img width="150" height="150" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2011/12/santandrea-spiaggia-babilonia-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="sant&#039;andrea-spiaggia-babilonia" /></a>
<a href='http://www.thepuglia.com/2012/01/la-spiaggia-e-i-faraglioni-di-torre-santandrea-in-salento/santandrea-spiaggia-barca/' title='sant&#039;andrea-spiaggia-barca'><img width="150" height="150" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2011/12/santandrea-spiaggia-barca-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="sant&#039;andrea-spiaggia-barca" /></a>

<p>Le foto che vedete in questo post le ho fatte il 13 ottobre scorso, periodo dell&#8217;anno in cui solitamente termino con il fare i bagni a mare. I faraglioni sono diversi, non saprei quantificarli. Sono situati sul versante nord del villaggio di Torre Sant&#8217;Andrea. La zona è esclusivamente scoglio e presenta un buon punto di accesso al mare proprio all&#8217;inizio dell&#8217;area dei faraglioni: si scende giù per una decina di metri fino a giungere a una piattaforma naturale di roccia. Da qui potete accedere al mare in tutta tranquillità. All&#8217;inizio l&#8217;acqua non è profonda, la sua altezza aumenta con l&#8217;aumentare della distanza dalla costa. In alcuni punti potete fare anche dei tuffi se volete e se li sapete fare. Il faraglione più bello è quello che vedete nella foto di apertura con la forma dell&#8217;arco: passateci sotto, è un&#8217;esperienza bella che si può fare soltanto in alcuni angoli del mondo. Nuotate, liberatevi, noterete cavità, grotte, piccole insenature. La sostanza di questa roccia è tale da essere malleabile facilmente dal mare e dalla sua forza. Se capitate nella giornata giusta, troverete un&#8217;acqua calma e cristallina che non dimenticherete mai più.</p>
<p>A pochi metri dai faraglioni si trova il piccolo centro abitato di Torre Sant&#8217;Andrea, centro abitato che mi piace definire villaggio: è davvero piccolino. Proprio al suo &#8220;centro&#8221; troverete la spiaggetta di sabbia, piccolina anch&#8217;essa, incastonata nell&#8217;altrettanto piccola baia di fronte al paese. La spiaggia non è il massimo, qui è un po&#8217; scura, ma è un buon punto se volete riposarvi un attimo. E&#8217; una spiaggia un po&#8217; sui generis perchè, oltre a fornire un punto di accesso al mare ai bagnanti, è anche il porticciolo per le barche dei pescatori locali, barche che potete vedere nelle foto precedenti. Anche da qui noterete altri faraglioni in lontananza e altre cavità e grotte lungo la costa rocciosa sia a destra che a sinistra. Proprio sulla sinistra si trova il rudere della omonima torre cinquecentesca. Inoltre, proprio a ridosso della spiaggetta, troverete lo storico locale Babilonia, di giorno bar, di notte uno dei punti fermi della scena musicale locale estiva, soprattutto per il suo passato reggae: da questo locale sono passati praticamente tutti i musicisti italiani della scenza reggae, world, etno, &#8230; A sud di Torre Sant&#8217;Andrea inizia la pineta che arriva fino ai laghi Alimini.</p>
<p><strong>Come arrivare a Torre Sant&#8217;Andrea</strong><br />
Torre Sant&#8217;Andrea è una frazione del comune di Melendugno. Per arrivare qui vi suggerisco di fare la litoranea che è bella. Se venite dalla parte nord, Torre Sant&#8217;Andrea si trova subito dopo Torre dell&#8217;Orso dalla quale dista poco meno di 4 km: da Torre dell&#8217;Orso prendete la litoranea in direzione Otranto, oltrepassate Torre Saracena (la vedrete alla vostra destra) e arriverete a un semaforo al quale svolterete a sinistra. Dal semaforo a Torre Sant&#8217;Andrea è circa mezzo km. Se, invece, venite da Otranto, quindi da sud, oltrepassate i laghi Alimini, poi Conca Specchiulla per giungere sempre allo stesso semaforo: solo che stavolta svolterete a destra. Da Otranto a Torre Sant&#8217;Andrea sono circa 14 km.</p>
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		<title>Porto Cesareo nella Top 10 delle destinazioni emergenti di TripAdvisor</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 10:07:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Chi non conosce TripAdvisor, il sito di recensioni di viaggio più visitato al mondo? Alla fine del 2011 il sito ha pubblicato la sua speciale TOP 10 delle destinazioni italiane che hanno registrato il maggior aumento annuo nel traffico all&#8217;interno della community dei viaggiatori. In TOP 10 si piazzano 2 destinazioni turistiche pugliesi: Polignano a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3549" title="mare-spiaggia-lito-tabu-porto-cesareo" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2011/09/mare-spiaggia-lito-tabu-porto-cesareo.jpg" alt="" width="600" height="400" /></p>
<p>Chi non conosce TripAdvisor, il sito di recensioni di viaggio più visitato al mondo? Alla fine del 2011 il sito ha pubblicato la sua speciale TOP 10 delle destinazioni italiane che hanno registrato il maggior aumento annuo nel traffico all&#8217;interno della community dei viaggiatori. In TOP 10 si piazzano 2 destinazioni turistiche pugliesi: Polignano a Mare e Porto Cesareo, quest&#8217;ultima proprio la sede della nostra agenzia. Tra le 10 destinazioni che stanno crescendo di più ci sono anche Follonica, San Quirico d&#8217;Orcia, Portoferraio e Pistoia in Toscana, Sirolo nelle Marche, Isola di Capo Rizzuto in Calabria, Laigueglia in Liguria e San Martino di Castrozza in Trentino Alto Adige.<span id="more-4289"></span></p>
<p>Prima di riportare le descrizioni delle due località pugliesi fornite da <a href="http://www.tripadvisor.it/PressCenter-i4929-c1-Press_Releases.html">TripAdvisor</a>, vi segnalo la nota metodologia della TOP 10: &#8220;la classifica è stata stilata selezionando le destinazioni italiane con il maggior aumento annuo nel numero di pagine viste su tutti i siti di TripAdvisor.it. L&#8217;aumento è stato rilevato mettendo a confronto il traffico nel periodo compreso fra il primo gennaio e il 31 ottobre 2011 e il primo gennaio e il 31 ottobre 2010&#8243;. Tra le prime dieci posizioni, Polignano a Mare è al secondo posto e Porto Cesareo al nono posto.</p>
<blockquote><p><strong>2. Polignano a Mare (Bari)</strong><br />
Nota come la “Perla dell’Adriatico”, terra natale del grande Domenico Modugno, Polignano sorge a strapiombo sul mare Adriatico e incanta per il suo meraviglioso paesaggio punteggiato da scorci suggestivi. “Una fantastica località che vanta più di 80 grotte marine tutte da scoprire”, commenta un viaggiatore. “Un borgo medioevale arroccato sulla scogliera, affascinante in ogni periodo dell’anno: caratteristica la lunga camminata sul ponte che attraversa il centro storico”, gli fa seguito un altro utente.</p>
<p><strong>9. Porto Cesareo (Lecce)</strong><br />
Tra le città salentine ambite negli ultimi anni da milioni turisti, Porto Cesareo si distingue per le baie e le  lagune dalla sabbia dorata a piccolissimi granelli e per le distese infinite di ulivi, alcuni dei quali  definiti tra i più belli d’Italia tanto da essere inseriti negli habitat prioritari dell’U.E. “Il mare salentino è meglio dei Caraibi. Le spiagge sono un po’ affollate ma per chi ama gli scogli ci sono insenature stupende e tranquille lungo tutta la litoranea” scrive un viaggiatore su TripAdvisor.</p></blockquote>
<p>Un risultato che ci premia come destinazione turistica. Personalmente, sono anche presente con un account su TripAdvisor, <a href="http://www.tripadvisor.it/members/fabioingrosso">questo il mio profilo personale</a> se volete seguirmi. Non sono presente costantemente, ma ogni tanto dico anche io la mia sul forum viaggiatori, chiedetemi pure. Nel frattempo, per approfondimenti su Porto Cesareo e dintorni, vi rimando a questa pagina <a href="http://www.thepuglia.com/vacanze-salento/porto-cesareo/">Vacanze Porto Cesareo</a></p>
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		<title>La prima volta di un vino primitivo nel gotha dei vini del mondo</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 10:30:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Era da un po&#8217; di tempo che volevo darvi questa notizia: il vino Torcicoda Salento Igt 2008 dell&#8217;azienda Tormaresca è entrato nella lista dei migliori 100 vini del mondo secondo Wine Spectator. Visto che questo non è un blog di vino credo che molti di voi non sappiano bene di cosa sto parlando, vi spiego [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-4199" title="vigneto-mare-tenuta-maime-tormaresca" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2011/12/vigneto-mare-tenuta-maime-tormaresca.jpg" alt="" width="600" height="310" /></p>
<p>Era da un po&#8217; di tempo che volevo darvi questa notizia: il vino Torcicoda Salento Igt 2008 dell&#8217;azienda Tormaresca è entrato nella lista dei migliori 100 vini del mondo secondo Wine Spectator. Visto che questo non è un blog di vino credo che molti di voi non sappiano bene di cosa sto parlando, vi spiego tutto in questo articolo. Wine Spectator è una rivista di vino americana, quella che viene considerata come la Bibbia del vino in ambito internazionale. E&#8217; una rivista che ha un&#8217;influenza molto forte tra i consumatori d&#8217;oltreoceano e tra i buyer, in alcuni casi fa tendenza vera e propria. Ogni anno la rivista pubblica la sua Top 100, una lista dei <em>most exciting wines</em>, vale a dire i vini che la redazione e il panel di esperti reputa i migliori dell&#8217;anno. Qui viene il bello.<span id="more-4198"></span></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4200" title="masseria-tenuta-bocca-di-lupo-murge" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2011/12/masseria-tenuta-bocca-di-lupo-murge.jpg" alt="" width="600" height="398" /></p>
<p>Nell Top 100 non è mai entrato un vino pugliese. Troviamo vini piemontesi, toscani, veneti, ma mai vini pugliesi. Quest&#8217;anno per la prima volta un vino pugliese è entrato in questa lista prestigiosa, senz&#8217;altro un grande veicolo di marketing. Il vino, come detto prima, è il Torcicoda Salento Igt 2008 dell&#8217;azienda <a href="http://www.tormaresca.it/">Tormaresca</a>, un primitivo in purezza. Le uve per fare questo vino provengono da vecchi vigneti di primitivo allevati ad alberello e da vigneti allevati a cordone speronato presso la Tenuta Maime di San Pietro Vernotico, dalla quale io abito a pochi chilometri. Un vino di 14 % vol.</p>
<blockquote><p><strong>Produzione del Torcicoda Salento Igt</strong><br />
Le uve sono raccolte appena surmature. Dopo la pigiatura, la macerazione, gestita con rimontaggi e delèstage soffici, è protratta per 15 giorni in serbatoi di acciaio inox. Durante questa fase, i vini completano la fermentazione alcolica a una temperatura non superiore a 26 °C. Dopo la svinatura il vino effettua la fermentazione malolattica direttamente in barriques di rovere francese e ungherese, nelle quali viene elevato per circa 10 mesi. Segue un ulteriore periodo di 8 mesi di affinamento in bottiglia prima dell’immissione sul mercato.</p></blockquote>
<p>Non l&#8217;ho mai degustato, forse sarà il caso di farlo per questo Natale ormai imminente. Non voglio entrare nel merito delle classifiche, la cosa importante è che l&#8217;entrata nella Top 100 di Wine Spectator di un vino pugliese mi entusiasma perchè sinonimo di crescita della qualità dell&#8217;enologia pugliese e di attenzione verso questa regione del vino che ancora deve esprimersi al massimo delle sue potenzialità. E poi, oltre alla qualità del vino, volete mettere anche i paesaggi delle due fotografie di questo post? La prima è il vigneto sul mare della tenuta nell&#8217;area Salento Igt &#8211; &#8220;Masseria Maìme&#8221; dove Tormaresca alleva principalmente negroamaro, primitivo e fiano, oltre che chardonnay e cabernet sauvignon. La seconda è la bianca masseria nelle murge di &#8220;Tenuta Bocca di lupo&#8221; nella DOC di Castel del Monte dove crescono soprattutto aglianico, chardonnay, fiano e moscato di Trani. Le fotografie mi sono state fornite dalla stessa azienda Tormaresca. Se volete approfondire la Top 100 dei vini di Wine Spectator per il 2011, <a href="http://www.winespectator.com/display/show?id=top100-2011">cliccate qui</a>.</p>
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		<title>Uno dei presepi più belli del Salento: il presepe vivente di Tricase</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 09:59:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Salento]]></category>
		<category><![CDATA[presepe natale]]></category>
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		<category><![CDATA[presepe vivente tricase]]></category>
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		<description><![CDATA[Uno dei presepi del Salento che va per la maggiore in questi anni è il presepe vivente di Tricase, nel Basso Salento. Tricase si trova a circa 15 chilometri da Santa Maria di Leuca, siamo proprio nella terra di dove finisce la terra, come canta Vinicio Capossela. Il presepe vivente nasce da un&#8217;idea di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-4183" title="presepe-vivente-tricase" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2011/12/presepe-vivente-tricase.jpg" alt="" width="600" height="403" /></p>
<p>Uno dei presepi del Salento che va per la maggiore in questi anni è il presepe vivente di Tricase, nel Basso Salento. Tricase si trova a circa 15 chilometri da Santa Maria di Leuca, siamo proprio nella <em>terra di dove finisce la terra</em>, come canta Vinicio Capossela. Il presepe vivente nasce da un&#8217;idea di un tale Andrea Rizzo nel 1976, vi racconto la storia e vi invito a fare un salto volentieri a Tricase nei giorni della rappresentazione (trovate le date di apertura del presepe alla fine del post).<span id="more-4182"></span></p>
<p>Dicevo, nel dicembre del 1976 Andrea aprì la &#8220;Villa delle Gomene&#8221; o &#8220;Monte Orco&#8221; a tutti coloro che volevano avvicinarsi al messaggio cristiano e fu in questo momento che nacque il presepe vivente grazie anche alla collaborazione dei suoi amici. Anno dopo anno, la partecipazione attorno a questo progetto è aumentata sempre più fino a farlo diventare uno dei presepi più interessanti della zona grazie anche alla sua filosofia.</p>
<blockquote><p>Il Presepe Vivente di Tricase infatti, unisce, all’aura della Natività e alla rappresentazione di avvenimenti, ambienti, figure bibliche, il recupero intelligente delle tradizioni locali, la valorizzazione di luoghi e testimonianze antiche, la riscoperta di mestieri e oggetti in via di progressiva estinzione: il “figulo” (vasaio), il fabbro, il calzolaio, il “funaro”…E poi la “ngegna” (marchingegno antico per la estrazione dell’acqua dal pozzo), il frantoio, il mulino &#8230;</p></blockquote>
<p>Se ci andate, noterete la precisione e la minuzia di dettagli all&#8217;interno del presepe che vi porteranno letteralmente in un passato ormai scomparso, per cui potrete unire alla vacanza di Natale, la sua religiosità e un&#8217;immersione negli usi e costumi contadini locali attraverso il recupero di arti e mestieri antichi. Oggi, ad organizzare il presepe è un’associazione Onlus, il Comitato Presepe, che ogni anno si impegna in varie iniziative umanitarie, volte a ricadute di utilità sociale, oltre che alimentare la funzione pedagogica del presepe stesso. Inoltre, ogni anno il presepe accoglie la “luce della pace”, itinerante in Italia, proveniente dalla lampada permanente accesa nella Grotta della Natività a Betlemme, quale segno di speranza e fratellanza tra i popoli.</p>
<p><strong>Date del presepe vivente di Tricase</strong><br />
25, 26, 28, 30 Dicembre 2011 e 1, 3, 6 Gennaio 2012 dalle 17,00 alle 21,30;</p>
<p>Domenica 11 Dicembre, ore 09,00: arrivo “Luce della Pace”, direttamente da Betlemme, a Lecce; ore 10,30 arrivo “Luce della Pace” a Tricase, nella Parrocchia della Natività B.M.V.</p>
<p>Sabato 17 Dicembre, ore 17,00: Santa Messa celebrata da S.E. Mons. Vito Angiulli con successiva fiaccolata per accompagnare la “Luce della Pace” sulla collinetta di Monte Orco per inaugurare la XXXII Edizione del “Presepe Vivente” con la consegna delle chiavi della “città” al personaggio più anziano.</p>
<p>Approfondimenti: <a href="http://www.presepeviventetricase.it/">Presepe Vivente Tricase</a></p>
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		<title>Ricetta delle lumache di campagna alla salentina</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 13:43:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Salento]]></category>

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		<description><![CDATA[Come ho detto altre volte in questo mio blog, il Salento non è proprio la mecca della cucina a base di carne, bensì lo è per la cucina mediterranea a base di verdure, legumi e cereali. A parte la carne di cavallo e qualche altra tipologia che adesso mi sfugge, il Salento non è terra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-4159" title="lumache-salento" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2011/12/lumache-salento.jpg" alt="" width="600" height="400" /></p>
<p>Come ho detto altre volte in questo mio blog, il Salento non è proprio la mecca della cucina a base di carne, bensì lo è per la cucina mediterranea a base di verdure, legumi e cereali. A parte la carne di cavallo e qualche altra tipologia che adesso mi sfugge, il Salento non è terra di cultura gastronomica a base di carne, per cui, trovare un piatto tradizionale di questo tipo non è semplice. Ve ne propongo uno: le lumache di campagna alla salentina. Il nome della ricetta l&#8217;ho scelto io perchè non c&#8217;è un vero e proprio nome identificativo valido per tutto il Salento, fatemi sapere se vi piace. Le lumache le potete trovare nei mercati di paese, ma molte persone del luogo vanno a raccoglierle manualmente nella campagna subito dopo un temporale. Infatti, queste escono allo scoperto a seguito della pioggia. Andare in campagna alla ricerca delle lumache sembra davvero un ritorno al periodo dei cacciatori &#8211; raccoglitori, un pezzo di ancestralità di cui è fatto ancora tutt&#8217;oggi il Salento. Eccovi la ricetta.<span id="more-4156"></span></p>
<p><strong>Ingredienti per 250 gr. di lumache</strong><br />
250 gr. di lumache | 1 cipolla | 5-6 pomodorini |1 bicchiere di vino bianco |  alloro | peperoncino | sale e olio extravergine di oliva</p>
<p><strong>Preprazione delle lumache</strong><br />
Lavate le lumache nell&#8217;acqua con sale grosso per depurarle del tutto. Lessatele in abbondante acqua senza sale. Se, invece, le lavate in sola acqua, potete lessarle in abbondante acqua salata. In una padella a parte, preparate un soffritto con olio extravergine di oliva, cipolla, peperoncino (se gradito, altrimenti potete farne a meno) e alloro. Quando la cipolla comincia a dorarsi, versate in padella le lumache e subito dopo un bicchiere di vino bianco. Aggiungete i pomodorini a vostro piacere, altrimenti lasciate le lumache al vino. Presentatele con una foglia di allora a piatto come decorazione. E&#8217; una ricetta molto veloce, siamo sui 10-15 minuti di cottura delle lumache e 5-10 minuti di cottura nel soffritto. Ditemi la vostra nei commenti!</p>
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