Matrimonio in Puglia tra masserie, castelli, spiagge e ulivi secolari

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Sono stato contattato da Elena che si occupa di servizi di wedding planning per il matrimonio in Puglia e mi è venuta l’idea di farle delle domande per capire meglio il settore. Sposarsi in Puglia in masseria o nei castelli, fare un matrimonio sulla spiaggia o tra gli ulivi: è diventata una tendenza molto richiesta tra gli italiani e gli stranieri.

La Puglia sta andando bene dal punto di vista turistico. E tra le tendenze in atto c’è anche quella di sposarsi in Puglia. Quali sono le zone più richieste?
La Puglia offre molte alternative a chi sceglie di sposarsi in questa stupenda regione e da un po’ di tempo devo affermare, se ne sono accorti anche gli stranieri che, ammaliati dalla sua bellezza, scelgono di pronunciare il loro “sì” in questa terra. Le zone più richieste sono le zone della Valle d’Itria, come l’amatissima Polignano a Mare, ma anche Monopoli, Savelletri, Ostuni, Alberobello e Conversano. Il Salento, area molto gettonata, Lecce e le sue zone limitrofe, ad incantare per la sua bellezza artistica e architettonica. Ho notato, inoltre, che le richieste nell’ultimo periodo stanno interessando anche il Gargano ricco di fascino per la sua naturale bellezza: Vieste, per esempio, la fa da protagonista. Quindi che dire? Da nord a sud la Puglia viene scelta dalle coppie di futuri sposi per i suoi scenari così unici per un matrimonio da sogno.

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Ecco, che cosa chiedono i futuri sposi che vogliono sposarsi in Puglia?
Emozionarsi e vivere un sogno: è questa la frase che sento spesso dire. Una coppia di sposi che sceglie di sposarsi in Puglia cerca genuinità, raffinatezza ed eleganza, che si tratti della tradizionale masseria, l’affascinante spiaggia, le tenute, i promontori a picco sul mare o ville sontuose circondate da alberi di ulivo, gli sposi vogliono farsi coccolare, con la sua tradizione vinicola e culinaria, il colore del suo mare, i profumi e i suoi imponenti uliveti. Se pensiamo alle richieste che stanno prendendo sempre più piede in Puglia, sono: sposarsi in spiaggia con la romanticissima cerimonia simbolica, per poi seguire il ricevimento di nozze in riva al mare e l’affascinante cerimonia in masseria stile country chic tra gli ulivi, i mandorli e i carrubi. Voglio ricordare però che ci sono ancora coppie di sposi che preferiscono attenersi alla tradizionale scelta di chiese, castelli e dimore storiche.

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Da Justin Timberlake alla figlia del magnate indiano del ferro Pramod Agarwal: che cosa sta succedendo nella nostra regione?
Esatto, sono numerosi i vip che scelgono la Puglia, da Justin Timberlake alla figlia del magnate indiano, tra le coppie che hanno dato uno straordinario impatto mediatico alla regione, ricordiamo anche i matrimoni avvenuti nel 2016: quello di Cristel Carrisi e Davor Luksic, Flavia Pennetta e Fabio Fagnini. E numerosi saranno i matrimoni vip nel 2017 … Semplicemente perché la Puglia ti entra dentro, i suoi luoghi così suggestivi rendono unico un evento così importante come il matrimonio. Chi viene in Puglia per vacanza o curiosità, vive un esperienza così intensa che se ne innamora, proprio come se gli appartenesse. A me personalmente è successo questo, sono stata adottata da questa terra e sin da subito ne ho ammirato le potenzialità, i panorami mozzafiato, il suo cielo così intensamente azzurro, i suoi campi battuti dal sole, le pietre dal colore così unico delle masserie storiche, il sapore del cibo, l’odore del mare, degli ulivi, l’accoglienza e il calore con la quale le persone ti accolgono, la loro disponibilità … ecco, ed proprio con queste semplici qualità che se ne resta stregati. Per questo, anche secondo la mia personale esperienza, celebrità di tutto il mondo si lasciano catturare da questa magia, scegliendo la Puglia per il loro matrimonio, perché sposarsi in Puglia è un po’ come sposare la Puglia.

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Quale è il ruolo di una wedding planner come te?
Il ruolo della wedding planner è principalmente quello di accompagnare gli sposi nelle varie fasi dell’organizzazione del matrimonio, saper ascoltare i loro desideri, suggerire e consigliare lo stile, il gusto, senza stravolgere la loro personalità. Saper riuscire a gestire situazioni delicate in caso di pressioni ed ansie che, per ovvie ragioni, gli sposi se ne sentono sopraffatti. La mia missione è creare un giorno di gioia e felicità ed è proprio per questo che con professionalità ed attenzione cerco di trasmettere tranquillità e fiducia ai miei sposi, con la consapevolezza e la certezza di essere seguiti non solo da una consulente ma soprattuto da un’amica. Il segreto? Amore e Passione, sono le parole che mi accompagnano ogni giorno.

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Infine, voglio chiederti una curiosità: quale è stata la richiesta più strana che hai ricevuto?
Sono svariate le richieste particolari ed originali che gli sposi richiedono, e per la maggior parte per noi wedding planner, tutte fattibili e realizzabili. Ma, se devo essere sincera, quella che mi ha lasciato più senza parole ad oggi, è questa: una delle mie domande di rito è quella di chiedere agli sposi “cosa posso fare per voi?” Ricorderò sempre una coppia di sposi stranieri che mi rispose con serenità e calma … “organizza e realizza tu il nostro matrimonio … noi ci fidiamo completamente di te!” Vi lascio immaginare la grande responsabilità nel riceve questa risposta, ma l’emozione nel vederli pienamente soddisfatti del lavoro creato è stata ancora più grande e unica!

Elena Le Fosse è una wedding planner in Puglia a Manfredonia. La sua HeraEl organizza matrimoni lungo tutta la regione. Tutte le foto di questo articolo sono state fornite da lei. Potete seguirla anche su Google+ e Facebook.

10 piatti pugliesi che non puoi assolutamente perderti

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Questo post è stato scritto da Made in Masseria, uno shop online di prodotti tipici pugliesi, che offre una selezione delle migliori specialità locali dell’enogastronomia di Puglia e Basilicata. E’ un progetto che nasce dall’idea di alcuni produttori, distributori e organizzatori del processo produttivo per promuovere la qualità dei prodotti tipici della terra di Puglia e Basilicata. Contatto Facebook @MadeInMasseria.

La Puglia è una regione ricca di paesaggi meravigliosi, coste e spiagge mozzafiato, foreste di ulivi centenari e tradizioni che affondano le radici nei tempi più antichi. Da anni la regione è diventata una delle mete più ambite dai turisti di tutto il mondo, una regione famosa non solo per le proprie bellezze paesaggistiche, ma anche e specialmente per i prodotti tipici pugliesi che incantano al primo assaggio. In questo articolo raccontiamo dieci piatti e prodotti tipici pugliesi che hanno reso questa tradizione culinaria un patrimonio riconosciuto ovunque, dai più noti fino ad arrivare all’anima nascosta di produzioni e ricette della nonna che non tutti conoscono. Per ora …

Sivoni e cicorielle selvatiche

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Le campagne pugliesi offrono una ricca scelta di erbe spontanee commestibili, dalle tante proprietà e dai gusti rari. Su tutte le “malerbe”, le più celebri sono sivoni e cicorielle selvatiche. Tra i piatti tipici pugliesi più autentici, sivoni e cicorielle selvatiche sono l’emblema di una tradizione contadina povera che ha saputo sfruttare ogni frutto offerto dalla propria terra, anche quelli selvatici. Su ogni strada di campagna, in ogni campo coltivato e persino a ridosso del mare sivoni e cicorielle animano i suoli e spuntano con forza ed energia ovunque in tutta la regione. Sono ricchi di omega 3, potenti depurativi e diuretici. In cucina sono protagonisti di tante ricette tipiche da sivon e fav, alle pizze rustiche farcite con queste malerbe fino alle frittate. Il loro gusto amaro li rende riconoscibili in ogni pietanza e si sposano con i gusti piccanti e sapidi. Un must da provare durante le vostre vacanze.

Focaccia Barese

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Camminando per le vie dei piccoli paesi e delle città più importanti della provincia di Bari è facile incontrare l’inconfondibile odore della celeberrima focaccia barese. La focaccia è uno dei prodotti tipici pugliesi e dal nord al sud della Puglia sono tante le ricette che vedono protagonista questa bontà fatta con semola rimacinata, farina, olio extravergine di oliva, sale e lievito (possibilmente pasta madre). La ricetta che però è conosciuta in tutto il mondo è senza dubbio quella della focaccia barese. La storia vuole che la focaccia barese sia in realtà nata ad Altamura o Laterza per sfruttare il forno nel momento della sua accensione. Nel passato ogni fase di calore del forno era importante e non veniva sprecato alcun grado. Si iniziava appunto con le focacce quando il forno aveva le temperature più basse, per poi infornare il pane, nel momento di picco e infine i biscotti quando la temperatura calava. I cultori della focaccia barese vogliono che nella ricetta della massa molto liquida ci sia anche la patata lessa, altri, invece la preferiscono senza. Il condimento è uno e solo: pomodori e olive. Girovagando per le vie della città vecchia barese potrete assaggiare la focaccia barese aperta e farcita con mortadella. Una goduria!

Friselle

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Questo prodotto tipico pugliese arriva dal Salento, ma è diffuso in tutto il tacco d’Italia: parliamo della frisa o frisella. Questo prodotto da forno è uno dei più particolari e dei maggiormente utilizzati in cucina, specialmente nella stagione estiva essendo facile da condire e da servire, leggero e fresco. La frisella pugliese è un “tarallo” di grano duro o di orzo che viene preparato al forno. Dopo la prima infornata viene passato una seconda volta al forno per essere biscottato e ottenere la consistenza tipica di questo strabiliante panificato. La massa, preparata con farina, olio, sale e lievito viene arrotolata su se stessa e pressata ai quattro angoli per donare alla frisella la sua forma tipica. Si tratta di un prodotto antico nato dalla necessità di conservare a lungo i panificati e poterli utilizzare durante tutto l’anno. Originariamente le friselle venivano bagnate – o sponzate – in acqua di mare per poi essere condite. Oggi non viene più utilizzata l’acqua di mare e vengono corredate solitamente da pomodorini freschi, origano e olio extravergine. Si possono aggiungere capperi e cipolla cruda e qualsiasi altro ingrediente o addirittura frantumarla per utilizzarla in insalate e cialledde.

Rustico leccese

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Continuando il nostro viaggio alla scoperta dei sapori tradizionali della Puglia rimaniamo in Salento per presentarvi uno dei prodotti più famosi del sud della Puglia che non ha ancora scalato le classifiche dei blog di cucina, ma che presto lo farà. Parliamo del rustico leccese, una preparazione così deliziosa da rapire al primo morso. La ricetta tradizionale del rustico leccese è semplice: un impasto di pasta sfoglia ripieno di besciamella e pomodoro fresco che nel tempo è stata arricchita con l’aggiunta di mozzarella, anche se i tradizionalisti si oppongono a questa innovazione. Le origini del rustico più famoso del Salento sono incerte. C’è chi sostiene che la ricetta sia nata nelle famiglie aristocratiche della Lecce barocca durante il XVIII secolo e chi invece afferma che il rustico leccese sia una gustosa copia del cugino realizzato sulla sponda opposta dell’Adriatico: il burek. La ricetta è molto simile effettivamente: il rustico leccese è fatto con pasta sfoglia, il burek con pasta filo; il rustico è ripieno di besciamella e pomodoro, il burek farcito con formaggio e carne. Il rustico leccese è diventato lo street food più importante del Salento (come il panzerotto nel barese) ed è presente in ogni bar e rosticceria. C’è persino chi lo mangia a colazione!

Burrata

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Allontaniamoci un momento dal forno per immergerci nel formaggio pugliese per eccellenza, diventato famoso prima di tutto grazie al suo utilizzo nelle cucine dei ristoranti stellati: signore e signori, sua maestà la burrata pugliese. La burrata è un’esplosione di sapore che incanta tutti coloro che la scoprono e che possono apprezzarla nel formato più piccolo, la burratina, o anche nella sua versione affumicata. La burrata è composta da una gustosissima sfoglia di pasta filata come quella della mozzarella, caratterizzata da una consistenza morbida. Al suo interno cela un’esplosione di formaggio stracciatella della miglior qualità. La regina dei latticini freschi pugliesi nasce nella zona della Murgia e la storia vuole che sia nata nel 1956 ad Andria dall’ingegno di tale Lorenzo Bianchino durante una tremenda nevicata. Lorenzo, dovendo trasportare la pasta della mozzarella dalla masseria dove lavorava nei pressi di Castel Del Monte fino alla cittadina di Andria, timoroso che questa si congelasse nel tragitto, decise di proteggere il famoso impasto all’interno di un “fagottino di mozzarella”. Da quel giorno la Puglia e l’intero mondo sono cambiati: era nata la burrata!

Pomodoro Regina di Torre Canne

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Anche negli orti di Puglia c’è una regina che proviene da Torre Canne, un paesino in provincia di Fasano che si affaccia sulla bellissima costa adriatica. Il pomodoro regina di Torre Canne, al pari dei caroselli e delle carote viola di Polignano, è un ortaggio che potrete assaggiare e scoprire solo in Puglia. Viene coltivato sui terreni della costa, terreni sabbiosi e ricchi di sali marini donando a questo pomodoro un gusto unico e inconfondibile. Il nome “regina” deriva dal peduncolo che a maturazione prende la forma di una coroncina. Altrettanto peculiare è il processo di conservazione di questo pomodoro, che ancora una volta testimonia una tradizione votata a raccogliere e risparmiare ogni risorsa. I pomodori regina, sin dai tempi più antichi, sono conservati per tutto l’inverno dalle famiglie pugliesi. La storia ci racconta che nelle masserie della zona di Torre Canne questi pomodori dopo essere stati raccolti venivano legati tra loro con un sottile filo di cotone dando origine al celeberrimo “pomodoro d’appeso” pugliese. In questa maniera il raccolto estivo veniva essiccato e conservato per tutti i mesi più freddi dell’anno. I pomodori Regina fanno parte di uno dei tanti presidi Slow Food della regione e sono caratterizzati da un gusto sapido che deriva dai terreni a ridosso della costa dove vengono coltivati.

Brasciole

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In tutta la provincia di Bari la domenica mattina è contraddistinta da un odore unico che si diffonde nelle strade dei borghi antichi fino all’ora di pranzo quando a tavola viene servito il tradizionale sugo di brasciole. Anche dette bragiuole o bragiuolette, nella variante più piccola, questi preparati di carne tipici sono una squisitezza alla quale non si può rinunciare durante la propria vacanza in Puglia. Le brasciole sono fettine di carne magra farcite con prosciutto cotto (o lardo), aglio tritato, prezzemolo e pecorino. Vengono solitamente realizzate con carne di vitello o di maiale, ma le brasciole, quelle con la B maiuscola, sono senza dubbio quelle preparate con carne di cavallo. La ricetta tradizionale vuole che vengano cucinate al sugo come i migliori ragù di carne e consumate durante il ricco pranzo della domenica. Le famiglie più tradizionali iniziano la preparazione sin dal sabato pomeriggio dove, a fuoco lentissimo, le brasciole vengono cotte per ore all’interno della salsa fresca. La domenica mattina si riprende la cottura iniziata il sabato donando alla carne una consistenza soffice al punto che “si squaglia in bocca”, come direbbero le migliori nonne baresi.

Chiacchiere di Carnevale

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Le festività in Puglia sono molto sentite e diventano una ghiotta occasione per passare le giornate di festa, prima in cucina e poi a tavola per gustare le tradizionali ricette pugliesi. Sulle tavole, durante il carnevale, non possono mancare le chiacchiere. L’impasto è semplice: farina, uovo e zucchero. La preparazione è invece complessa ed è appannaggio delle nonne e delle mamme delle famiglie. Dopo aver impastato per bene, la massa viene stesa e tagliata a rettangolini per essere successivamente fritta e spolverata con zucchero a velo. Gli amanti della gastronomia pugliese annoverano la nascita delle chiacchiere al periodo degli antichi romani quando i dolciumi venivano fritti nel grasso animale proprio nel periodo di carnevale, dando origine ai frictilia (una preparazione tradizionale dell’epoca romana che veniva realizzata nel periodo di carnevale). Se state pianificando le vostre vacanze in Puglia nel periodo di carnevale, tenetevi pronti a mangiarne in quantità, perché le chiacchiere si sa, sono così: una tira l’altra.

Taralli dolci al vino

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Il nostro viaggio nel mondo dei prodotti tipici pugliesi sta volgendo al termine e quindi abbiamo lasciato il dolce alla fine. I taralli dolci al vino sono un altro dolce tipico pugliese che viene preparato durante le festività. Sono solitamente protagonisti dei momenti conviviali natalizi quando nonne, mamme e nipoti si riuniscono per fare i taralli dolci rigorosamente a mano. L’impasto è a base di farina, abbondante zucchero e vino rosso, solitamente primitivo o negramaro, e ha una consistenza non facile da lavorare. Ottenuta la massa, viene data la forma tipica di tarallo, spolverati con zucchero e successivamente infornati a bassa temperatura per mantenere intatto il sapore e la consistenza soffice e delicata del tarallo dolce al vino pugliese [la foto dei taralli è di LecceNews24]

Mele cotogne

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Un frutto raro che cresce in Puglia e che viene utilizzato in cucina in molteplici preparazioni tradizionali, gustose e pregne di storia. Parliamo delle mele cotogne, un prodotto tipicamente autunnale ricco di proprietà che fa parte della famiglia delle mele, ma ha un gusto totalmente differente. Le mele cotogne sono l’ingrediente cardine di un dolce della tradizione pugliese: la cotognata. Originaria del Salento, questa preparazione si è diffusa in tutta la Puglia molto rapidamente grazie al suo gusto dolce e alla consistenza inconfondibile. Si tratta di una buonissima marmellata densa al punto da essere tagliata e conservata a pezzi. È squisita se abbinata ai formaggi, ma anche da sola. Un’altra preparazione tipica è il liquore di mele cotogne, un dolce rosolio che non manca sulle tavole dei pugliesi DOC. Il gusto naturale e fruttato racchiude tutta la tradizione delle terre pugliesi. Viene realizzato mediante processo di infusione in alcool puro e poi miscelato con uno sciroppo di zucchero. Fatto riposare per qualche mese, è pronto per essere servito alla fine dei pasti.

Ognuno dei dieci prodotti tipici pugliesi è un must da provare durante le proprie vacanze pugliesi per poter cogliere a pieno la cultura e le tradizioni secolari che questa meravigliosa regione incarna.

Le foto di questo post sono state fornite direttamente da Made in Masseria.

3 dolci di Natale tipici da provare assolutamente in Puglia

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Anche in Puglia a Natale mangiamo il panettone e il pandoro, ok. E poi ci sono anche dolci tipici della nostra tradizione, talmente tanto buoni che ne ho già parlato diverse volte su questo blog. In particolare ho segnalato 3 ricette dolci tipiche della Puglia che, secondo me, sono le più importanti e le più diffuse. Considerando che siamo nel periodo natalizio, ho voluto riassumervele tutte in questo post così sapete cosa chiedere se vi trovate in Puglia. Non le troverete nei supermercati e nella grande distribuzione (anzi, se conoscete qualche catena del genere che le vende, segnalatelo pure nei commenti), ma solo nei negozietti tipici locali e nelle gastronomie e pasticcerie specializzate. E nelle case, ovviamente, dove persiste la tradizione di preparare queste leccornie seguendo le ricette che vi propongo adesso.

Le cartellate

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Il dolce più tipico della Puglia che viene preparato a Natale. Ogni zona della Puglia ha la sua tipica parola e il suo tipico accento per identificarle: nella zona del barese carteddàte o scartilléte, o péttue oppure chelustre o ancora sfringioli, a Lucera crùstele, a Torremaggiore névele, nel salentino cartiddate, chiòsere a Gravina in Puglia … Sono diffuse anche nelle regioni vicine, in Basilicata e in Calabria. Con il condimento di miele, zucchero a velo o vincotto, sono ideali per terminare un buon pranzo di Natale. Per leggere di più cliccate sulla ricetta delle cartellate.

Li Purcidduzzi

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Anche in questo caso, ci sono diverse varianti di pronuncia. Nella mia zona, ad esempio, si dicono purciddhruzzi con quella caratteristica espressione salentina del ddhr che è impossibile da pronunciare se non sei nato qui. A differenza delle cartellate, qui il miele ci sta per forza altrimenti non sono … purcidduzzi. Possono avere diverse forme che addirittura cambiano da famiglia a famiglia. Per leggere di più cliccate sulla ricetta dei purcidduzzi.

Le Chinuliddhre

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Hanno la forma di una conchiglia, una conchiglia dolce perchè ripiena di marmellata (la mia preferita è la cotognata). In genere, fanno coppia con i purcidduzzi, ma si possono anche gustare da sole in quanto sono già buone così. Il ripieno, può essere di marmellata di uva, pere, cotogna, ma anche di cioccolato se volete. Per leggere di più cliccate sulla ricetta delle chinuliddhre.

Tempo fa, quando andavo in giro per il Salento con la mia videocamerina portatile, ho fatto anche un video esplicativo degli ultimi due dolci di questo post. Il video, che potete vedere qui, è una breve conversazione tra me e la maestra Lisetta che spiega come fare i dolci di Natale di Puglia.

Se conoscete altre ricette tipiche della tradizione natalizia della Puglia, fatecelo sapere nei commenti! Fateci sapere anche come si chiamano dalle parti vostre questi dolci. E con questo: un Buon Natale e un Felice Anno Nuovo a tutti voi!

3 blog di viaggio pugliesi da leggere per scoprire la regione

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Il fatto di gestire un blog di viaggi sulla Puglia mi ha portato nel corso di questi anni a conoscere altri travel blogger locali che leggo con una certa costanza. Alcuni gli ho conosciuti personalmente, altri solo virtualmente ma ormai tra blog, Instagram, Facebook e altri social media è come se ci si conoscesse di persona! Ho stilato la mia top 3 personale di blogger locali pugliesi da leggere, non è da intendersi come una classifica bensì come una mia personale segnalazione a tutti voi affinchè seguiate questi blog fighissimi.

1) Pensieri in Viaggio

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E’ il blog di Manuela Vitulli, pugliese, viaggiatrice seriale con la testa tra le nuvole e i piedi per terra, freelance writer, storyteller, futura sommelier, col debole per l’Asia (condiviso anche da me, tra l’altro), una fissa per le porticine e per tutto ciò che è vintage e una passione per la fotografia. L’ho conosciuta personalmente di sfuggita durante l’edizione della BTM 2016 a Lecce, giusto il tempo per dirci “Ah, sei tu?! e bla bla bla”, qualche tweet assieme e poi via: io verso il mio stand, lei verso le sue conferenze. Ha scritto il libro La Mia Thailandia, Storia di un profondo amore, potete leggere la sua biografia e le sue numerose attività cliccando qui. Seguite il suo blog che è un viaggio continuo in giro per il mondo e perchè ogni volta che torna in terra natia racconta la sua Puglia con le sue storie e i suoi personaggi da scoprire.
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2) The Nature Jotter

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E’ il blog di Barbara Rotella, il “taccuino” sul quale appunta i suoi ricordi di viaggio e li condivide con noi. Biologa, amante della natura e delle scienze, esploratrice del mondo con lo zaino sulle spalle e la sua amata macchina fotografica (ecco cosa condivido con lei: lo zaino in spalla e la mia fotocamera, nel mio caso una Fujifilm vecchio stile). Con lei potete scoprire il mondo in ottica … Natura. Non ho avuto modo di conoscerla personalmente ma se capito a Bari si fa un tentativo!
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3) Made For Walking

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E’ il blog di Luciana Lettere, adesso diventato anche una bella associazione. Uno spazio online fatto per chi piace camminare, non solo trekking, ma nel senso di un vero e proprio cammino. Luciana racconta una Puglia differente rispetto ai canoni tradizionali: sentieri sperduti nelle campagne, cammini sconosciuti tra le serre, percorsi a picco sulla costa del mare, passeggiate nei borghi autentici della Puglia. Da seguire se siete interessati all’argomento e se volete prendere parte alle numerose attività di Made For Walking. Ho preso io parte direttamente a qualche camminata e vi garantisco che è un’esperienza fantastica, magari ve la racconto in un altro post. Anche con lei condivido qualcosa: il camminare. In quest’ultimo caso entriamo nel regno di H. D. Thoreau, cercate su Google per capire …
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Se avete blog pugliesi da segnalare fatelo pure: sarà un piacere conoscerne di nuovi per me. Anzi, questo post lo voglio intendere proprio in questo modo: un post(o) per conoscere nuovi blogger pugliesi che amano raccontare la propria terra e quella degli altri. Nel frattempo mi immergo nella lettura di questi!

La Puglia tra le 10 migliori destinazioni enoturistiche al mondo

Fino a qualche anno fa curavo un blog sul vino tra i più letti d’Italia. Poi, ho lanciato il progetto ThePuglia virando sul settore immobiliare turistico. E questa che sto per comunicarvi è una notizia che mi piace tantissimo perchè unisce un po’ il mio passato (cibo – vino) con il presente (turismo): la Puglia è stata selezionata tra le 10 migliori destinazioni enoturistiche al mondo dalla rivista Wine Enthusiast.

Guida veloce ai vini di Puglia

Questo post è scritto da Gianluigi Gualandi, sommelier. Sei siete in vacanza in Puglia e volete prendervi una pausa dalla spiaggia e dal mare non avete che l’imbarazzo della scelta perché questa regione davvero splendida offre la possibilità di vedere luoghi meravigliosi e incontrare cultura e tradizione. Per chi è appassionato di cibo e di vino le possibilità si moltiplicano e c’è quasi l’imbarazzo della scelta. Per una volta quindi abbandonate il pc e la carta di credito per acquistare sui siti di vendita online vino e assaporate il piacere della visita in cantina, accompagnati possibilmente dal vignaiolo che con molto piacere vi racconterà l’amore per la sua terra e il vino che con tanta passione riesce a produrre.

La prima volta di un vino primitivo nel gotha dei vini del mondo

Era da un po’ di tempo che volevo darvi questa notizia: il vino Torcicoda Salento Igt 2008 dell’azienda Tormaresca è entrato nella lista dei migliori 100 vini del mondo secondo Wine Spectator. Visto che questo non è un blog di vino credo che molti di voi non sappiano bene di cosa sto parlando, vi spiego tutto in questo articolo. Wine Spectator è una rivista di vino americana, quella che viene considerata come la Bibbia del vino in ambito internazionale. E’ una rivista che ha un’influenza molto forte tra i consumatori d’oltreoceano e tra i buyer, in alcuni casi fa tendenza vera e propria. Ogni anno la rivista pubblica la sua Top 100, una lista dei most exciting wines, vale a dire i vini che la redazione e il panel di esperti reputa i migliori dell’anno. Qui viene il bello.

Nell Top 100 non è mai entrato un vino pugliese. Troviamo vini piemontesi, toscani, veneti, ma mai vini pugliesi. Quest’anno per la prima volta un vino pugliese è entrato in questa lista prestigiosa, senz’altro un grande veicolo di marketing. Il vino, come detto prima, è il Torcicoda Salento Igt 2008 dell’azienda Tormaresca, un primitivo in purezza. Le uve per fare questo vino provengono da vecchi vigneti di primitivo allevati ad alberello e da vigneti allevati a cordone speronato presso la Tenuta Maime di San Pietro Vernotico, dalla quale io abito a pochi chilometri. Un vino di 14 % vol.

Produzione del Torcicoda Salento Igt
Le uve sono raccolte appena surmature. Dopo la pigiatura, la macerazione, gestita con rimontaggi e delèstage soffici, è protratta per 15 giorni in serbatoi di acciaio inox. Durante questa fase, i vini completano la fermentazione alcolica a una temperatura non superiore a 26 °C. Dopo la svinatura il vino effettua la fermentazione malolattica direttamente in barriques di rovere francese e ungherese, nelle quali viene elevato per circa 10 mesi. Segue un ulteriore periodo di 8 mesi di affinamento in bottiglia prima dell’immissione sul mercato.

Non l’ho mai degustato, forse sarà il caso di farlo per questo Natale ormai imminente. Non voglio entrare nel merito delle classifiche, la cosa importante è che l’entrata nella Top 100 di Wine Spectator di un vino pugliese mi entusiasma perchè sinonimo di crescita della qualità dell’enologia pugliese e di attenzione verso questa regione del vino che ancora deve esprimersi al massimo delle sue potenzialità. E poi, oltre alla qualità del vino, volete mettere anche i paesaggi delle due fotografie di questo post? La prima è il vigneto sul mare della tenuta nell’area Salento Igt – “Masseria Maìme” dove Tormaresca alleva principalmente negroamaro, primitivo e fiano, oltre che chardonnay e cabernet sauvignon. La seconda è la bianca masseria nelle murge di “Tenuta Bocca di lupo” nella DOC di Castel del Monte dove crescono soprattutto aglianico, chardonnay, fiano e moscato di Trani. Le fotografie mi sono state fornite dalla stessa azienda Tormaresca. Se volete approfondire la Top 100 dei vini di Wine Spectator per il 2011, cliccate qui.

Consigli climatici per chi volesse svernare in Puglia

La Puglia in inverno che temperature ha? E’ possibile svernare in zona per chi proviene dalle rotte del nord? Ho ricevuto una domanda via email da Roberta, alla quale rispondo di seguito. Premessa: immagini come quella di apertura non sono tanto comuni in zona.

Salve,
avrei bisogno di una informazione: i miei suoceri (anziani) vorrebbero svernare in una località italiana, ho pensato alla Puglia che non ho mai visitato ma penso ci siano zone dove il clima sia mite rispetto al Nord, preferirebbero stare in prossimità del mare, potete consigliarmi qualcosa? Grazie mille e buon anno

Ok, vi dò allora alcune informazioni sulla situazione climatica in Puglia in inverno. Quando arrivate in regione potete assaporare il clima mediterraneo alla perfezione lungo la sua immensa costa. Nell’entroterra la situazione è differente. Vi presento velocemente le temperature medie della regione in inverno (gennaio), così vi fate un’idea, vi presento soltanto le città più importanti:
– Bari: Max: 12.1; Min: 5.2; Media: 8.7
– Brindisi: Media 9.6
– Lecce: Max: 12.3; Min: 5.4; Media: 8.9
– Taranto: Media: 9
– Foggia: Max: 11.4; Min: 2.9; Media: 6.3

– Otranto: Max: 12.0; Min: 7.1; Media: 9.6
– Vieste: Max: 11.3; Min: 7.1; Media: 9.2
– Santa Maria di Leuca: Max: 12.3; Min: 7.3; Media: 9.9

Come vedete, nelle città di mare la temperatura è abbastanza gradevole anche a gennaio, mentre la situazione cambia se si va sulle Murge, ad esempio ecco i dati di Gioia del Colle:
Gioia del Colle: Max: 9.7; Min: 2.0; Media: 3.6

Tutti i dati li ho presi da Italyis.com, se volete vedere le temperature di tutto l’anno in Puglia cliccate qui. Se volete avere una panoramica dell’area salentina è da approfondire il sito di SuperMeteo, una produzione del C.M.S. Centro Meteorologico Salentino e Pugliese in collaborazione con Meteonetwork-Centro Epson Meteo.

Come vedete, quindi, lungo la costa la situazione climatica è davvero mite rispetto al nord e senza dubbio si trovano dei buoni posti in cui svernare in tranquillità, per i quali rimando a questo mio articolo precedente Consigli per le vacanze al mare in Puglia in inverno. Tenete presente che più a sud si va più clima mite troverete, così come anche più verso la costa si va. Della serie: in Salento non nevica quasi mai, io da quando sono nato ricordo soltanto due nevicate bibliche che sono rimaste nella storia locale, quella del 1987 e quella del 2001. Mentre, sulle Murge e nella zona delle Gravine la neve si vede con più frequenza. Lungo la costa adriatica l’unico elemento di fastidio che potete incontrare è il vento di tramontana che qui arriva direttamente dai Balcani.

Foto | Matteo Giardino

Dolci di Natale in Puglia, ricetta dei purciddhruzzi

Tra tutti i dolci tipici di Natale in Puglia, ci sono i purciddhruzzi, usati moltissimo nella zona del Salento. La ricetta ce la fornisce Lisetta de L’Orecchietta, un laboratorio di prodotti tipici locali a Guagnano – Lecce. Insieme a Lisetta abbiamo fatto una presentazione dei purciddhruzzi con questo video, di seguito la sua ricetta.

Ingredienti per l’impasto

1 kg di farina tipo 00 | 200 gr. di olio extravergine di oliva | 1 cucchiaio di zucchero | Un pizzico di sale | una spolverata di cannella | liquore d’anice qb. | vino bianco qb. | Bucce di agrumi (arancio, limone e mandarino) | 1 uovo | 1 bustina di Pane degli Angeli

Preparazione dei purciddhruzzi

Impastate il tutto. Se l’impasto è un po’ duro, aggiungete succo di agrumi. Quando avrete ottenuto un impasto moribo e ben amalgamato, lavoratelo a cordicine e tagliate a mo’ di gnocchetti piccoli (vedete foto precedente). Friggete nell’olio di oliva. Scaldate il miele in una pentola di alluminio o di rame, circa 750 gr. di miele, e appena escono le prime bollicine versate i purciddhruzzi fritti. Rivoltateli nel miele, facendo bollire un po’, circa 1 minuto e mezzo, due. E’ un’operazione delicata perchè, se il miele lo si fa bollire molto, si indurisce insieme ai purciddhruzzi, il che non va bene. A operazione ultimata, versate il tutto nei piatti di terracotta e sistemate per la presentazione aggiungendo sopra degli anesini.

La musica del video è di Bert Jerred