10 piatti pugliesi che non puoi assolutamente perderti

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Questo post è stato scritto da Made in Masseria, uno shop online di prodotti tipici pugliesi, che offre una selezione delle migliori specialità locali dell’enogastronomia di Puglia e Basilicata. E’ un progetto che nasce dall’idea di alcuni produttori, distributori e organizzatori del processo produttivo per promuovere la qualità dei prodotti tipici della terra di Puglia e Basilicata. Contatto Facebook @MadeInMasseria.

La Puglia è una regione ricca di paesaggi meravigliosi, coste e spiagge mozzafiato, foreste di ulivi centenari e tradizioni che affondano le radici nei tempi più antichi. Da anni la regione è diventata una delle mete più ambite dai turisti di tutto il mondo, una regione famosa non solo per le proprie bellezze paesaggistiche, ma anche e specialmente per i prodotti tipici pugliesi che incantano al primo assaggio. In questo articolo raccontiamo dieci piatti e prodotti tipici pugliesi che hanno reso questa tradizione culinaria un patrimonio riconosciuto ovunque, dai più noti fino ad arrivare all’anima nascosta di produzioni e ricette della nonna che non tutti conoscono. Per ora …

Sivoni e cicorielle selvatiche

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Le campagne pugliesi offrono una ricca scelta di erbe spontanee commestibili, dalle tante proprietà e dai gusti rari. Su tutte le “malerbe”, le più celebri sono sivoni e cicorielle selvatiche. Tra i piatti tipici pugliesi più autentici, sivoni e cicorielle selvatiche sono l’emblema di una tradizione contadina povera che ha saputo sfruttare ogni frutto offerto dalla propria terra, anche quelli selvatici. Su ogni strada di campagna, in ogni campo coltivato e persino a ridosso del mare sivoni e cicorielle animano i suoli e spuntano con forza ed energia ovunque in tutta la regione. Sono ricchi di omega 3, potenti depurativi e diuretici. In cucina sono protagonisti di tante ricette tipiche da sivon e fav, alle pizze rustiche farcite con queste malerbe fino alle frittate. Il loro gusto amaro li rende riconoscibili in ogni pietanza e si sposano con i gusti piccanti e sapidi. Un must da provare durante le vostre vacanze.

Focaccia Barese

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Camminando per le vie dei piccoli paesi e delle città più importanti della provincia di Bari è facile incontrare l’inconfondibile odore della celeberrima focaccia barese. La focaccia è uno dei prodotti tipici pugliesi e dal nord al sud della Puglia sono tante le ricette che vedono protagonista questa bontà fatta con semola rimacinata, farina, olio extravergine di oliva, sale e lievito (possibilmente pasta madre). La ricetta che però è conosciuta in tutto il mondo è senza dubbio quella della focaccia barese. La storia vuole che la focaccia barese sia in realtà nata ad Altamura o Laterza per sfruttare il forno nel momento della sua accensione. Nel passato ogni fase di calore del forno era importante e non veniva sprecato alcun grado. Si iniziava appunto con le focacce quando il forno aveva le temperature più basse, per poi infornare il pane, nel momento di picco e infine i biscotti quando la temperatura calava. I cultori della focaccia barese vogliono che nella ricetta della massa molto liquida ci sia anche la patata lessa, altri, invece la preferiscono senza. Il condimento è uno e solo: pomodori e olive. Girovagando per le vie della città vecchia barese potrete assaggiare la focaccia barese aperta e farcita con mortadella. Una goduria!

Friselle

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Questo prodotto tipico pugliese arriva dal Salento, ma è diffuso in tutto il tacco d’Italia: parliamo della frisa o frisella. Questo prodotto da forno è uno dei più particolari e dei maggiormente utilizzati in cucina, specialmente nella stagione estiva essendo facile da condire e da servire, leggero e fresco. La frisella pugliese è un “tarallo” di grano duro o di orzo che viene preparato al forno. Dopo la prima infornata viene passato una seconda volta al forno per essere biscottato e ottenere la consistenza tipica di questo strabiliante panificato. La massa, preparata con farina, olio, sale e lievito viene arrotolata su se stessa e pressata ai quattro angoli per donare alla frisella la sua forma tipica. Si tratta di un prodotto antico nato dalla necessità di conservare a lungo i panificati e poterli utilizzare durante tutto l’anno. Originariamente le friselle venivano bagnate – o sponzate – in acqua di mare per poi essere condite. Oggi non viene più utilizzata l’acqua di mare e vengono corredate solitamente da pomodorini freschi, origano e olio extravergine. Si possono aggiungere capperi e cipolla cruda e qualsiasi altro ingrediente o addirittura frantumarla per utilizzarla in insalate e cialledde.

Rustico leccese

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Continuando il nostro viaggio alla scoperta dei sapori tradizionali della Puglia rimaniamo in Salento per presentarvi uno dei prodotti più famosi del sud della Puglia che non ha ancora scalato le classifiche dei blog di cucina, ma che presto lo farà. Parliamo del rustico leccese, una preparazione così deliziosa da rapire al primo morso. La ricetta tradizionale del rustico leccese è semplice: un impasto di pasta sfoglia ripieno di besciamella e pomodoro fresco che nel tempo è stata arricchita con l’aggiunta di mozzarella, anche se i tradizionalisti si oppongono a questa innovazione. Le origini del rustico più famoso del Salento sono incerte. C’è chi sostiene che la ricetta sia nata nelle famiglie aristocratiche della Lecce barocca durante il XVIII secolo e chi invece afferma che il rustico leccese sia una gustosa copia del cugino realizzato sulla sponda opposta dell’Adriatico: il burek. La ricetta è molto simile effettivamente: il rustico leccese è fatto con pasta sfoglia, il burek con pasta filo; il rustico è ripieno di besciamella e pomodoro, il burek farcito con formaggio e carne. Il rustico leccese è diventato lo street food più importante del Salento (come il panzerotto nel barese) ed è presente in ogni bar e rosticceria. C’è persino chi lo mangia a colazione!

Burrata

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Allontaniamoci un momento dal forno per immergerci nel formaggio pugliese per eccellenza, diventato famoso prima di tutto grazie al suo utilizzo nelle cucine dei ristoranti stellati: signore e signori, sua maestà la burrata pugliese. La burrata è un’esplosione di sapore che incanta tutti coloro che la scoprono e che possono apprezzarla nel formato più piccolo, la burratina, o anche nella sua versione affumicata. La burrata è composta da una gustosissima sfoglia di pasta filata come quella della mozzarella, caratterizzata da una consistenza morbida. Al suo interno cela un’esplosione di formaggio stracciatella della miglior qualità. La regina dei latticini freschi pugliesi nasce nella zona della Murgia e la storia vuole che sia nata nel 1956 ad Andria dall’ingegno di tale Lorenzo Bianchino durante una tremenda nevicata. Lorenzo, dovendo trasportare la pasta della mozzarella dalla masseria dove lavorava nei pressi di Castel Del Monte fino alla cittadina di Andria, timoroso che questa si congelasse nel tragitto, decise di proteggere il famoso impasto all’interno di un “fagottino di mozzarella”. Da quel giorno la Puglia e l’intero mondo sono cambiati: era nata la burrata!

Pomodoro Regina di Torre Canne

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Anche negli orti di Puglia c’è una regina che proviene da Torre Canne, un paesino in provincia di Fasano che si affaccia sulla bellissima costa adriatica. Il pomodoro regina di Torre Canne, al pari dei caroselli e delle carote viola di Polignano, è un ortaggio che potrete assaggiare e scoprire solo in Puglia. Viene coltivato sui terreni della costa, terreni sabbiosi e ricchi di sali marini donando a questo pomodoro un gusto unico e inconfondibile. Il nome “regina” deriva dal peduncolo che a maturazione prende la forma di una coroncina. Altrettanto peculiare è il processo di conservazione di questo pomodoro, che ancora una volta testimonia una tradizione votata a raccogliere e risparmiare ogni risorsa. I pomodori regina, sin dai tempi più antichi, sono conservati per tutto l’inverno dalle famiglie pugliesi. La storia ci racconta che nelle masserie della zona di Torre Canne questi pomodori dopo essere stati raccolti venivano legati tra loro con un sottile filo di cotone dando origine al celeberrimo “pomodoro d’appeso” pugliese. In questa maniera il raccolto estivo veniva essiccato e conservato per tutti i mesi più freddi dell’anno. I pomodori Regina fanno parte di uno dei tanti presidi Slow Food della regione e sono caratterizzati da un gusto sapido che deriva dai terreni a ridosso della costa dove vengono coltivati.

Brasciole

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In tutta la provincia di Bari la domenica mattina è contraddistinta da un odore unico che si diffonde nelle strade dei borghi antichi fino all’ora di pranzo quando a tavola viene servito il tradizionale sugo di brasciole. Anche dette bragiuole o bragiuolette, nella variante più piccola, questi preparati di carne tipici sono una squisitezza alla quale non si può rinunciare durante la propria vacanza in Puglia. Le brasciole sono fettine di carne magra farcite con prosciutto cotto (o lardo), aglio tritato, prezzemolo e pecorino. Vengono solitamente realizzate con carne di vitello o di maiale, ma le brasciole, quelle con la B maiuscola, sono senza dubbio quelle preparate con carne di cavallo. La ricetta tradizionale vuole che vengano cucinate al sugo come i migliori ragù di carne e consumate durante il ricco pranzo della domenica. Le famiglie più tradizionali iniziano la preparazione sin dal sabato pomeriggio dove, a fuoco lentissimo, le brasciole vengono cotte per ore all’interno della salsa fresca. La domenica mattina si riprende la cottura iniziata il sabato donando alla carne una consistenza soffice al punto che “si squaglia in bocca”, come direbbero le migliori nonne baresi.

Chiacchiere di Carnevale

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Le festività in Puglia sono molto sentite e diventano una ghiotta occasione per passare le giornate di festa, prima in cucina e poi a tavola per gustare le tradizionali ricette pugliesi. Sulle tavole, durante il carnevale, non possono mancare le chiacchiere. L’impasto è semplice: farina, uovo e zucchero. La preparazione è invece complessa ed è appannaggio delle nonne e delle mamme delle famiglie. Dopo aver impastato per bene, la massa viene stesa e tagliata a rettangolini per essere successivamente fritta e spolverata con zucchero a velo. Gli amanti della gastronomia pugliese annoverano la nascita delle chiacchiere al periodo degli antichi romani quando i dolciumi venivano fritti nel grasso animale proprio nel periodo di carnevale, dando origine ai frictilia (una preparazione tradizionale dell’epoca romana che veniva realizzata nel periodo di carnevale). Se state pianificando le vostre vacanze in Puglia nel periodo di carnevale, tenetevi pronti a mangiarne in quantità, perché le chiacchiere si sa, sono così: una tira l’altra.

Taralli dolci al vino

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Il nostro viaggio nel mondo dei prodotti tipici pugliesi sta volgendo al termine e quindi abbiamo lasciato il dolce alla fine. I taralli dolci al vino sono un altro dolce tipico pugliese che viene preparato durante le festività. Sono solitamente protagonisti dei momenti conviviali natalizi quando nonne, mamme e nipoti si riuniscono per fare i taralli dolci rigorosamente a mano. L’impasto è a base di farina, abbondante zucchero e vino rosso, solitamente primitivo o negramaro, e ha una consistenza non facile da lavorare. Ottenuta la massa, viene data la forma tipica di tarallo, spolverati con zucchero e successivamente infornati a bassa temperatura per mantenere intatto il sapore e la consistenza soffice e delicata del tarallo dolce al vino pugliese [la foto dei taralli è di LecceNews24]

Mele cotogne

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Un frutto raro che cresce in Puglia e che viene utilizzato in cucina in molteplici preparazioni tradizionali, gustose e pregne di storia. Parliamo delle mele cotogne, un prodotto tipicamente autunnale ricco di proprietà che fa parte della famiglia delle mele, ma ha un gusto totalmente differente. Le mele cotogne sono l’ingrediente cardine di un dolce della tradizione pugliese: la cotognata. Originaria del Salento, questa preparazione si è diffusa in tutta la Puglia molto rapidamente grazie al suo gusto dolce e alla consistenza inconfondibile. Si tratta di una buonissima marmellata densa al punto da essere tagliata e conservata a pezzi. È squisita se abbinata ai formaggi, ma anche da sola. Un’altra preparazione tipica è il liquore di mele cotogne, un dolce rosolio che non manca sulle tavole dei pugliesi DOC. Il gusto naturale e fruttato racchiude tutta la tradizione delle terre pugliesi. Viene realizzato mediante processo di infusione in alcool puro e poi miscelato con uno sciroppo di zucchero. Fatto riposare per qualche mese, è pronto per essere servito alla fine dei pasti.

Ognuno dei dieci prodotti tipici pugliesi è un must da provare durante le proprie vacanze pugliesi per poter cogliere a pieno la cultura e le tradizioni secolari che questa meravigliosa regione incarna.

Le foto di questo post sono state fornite direttamente da Made in Masseria.

3 dolci di Natale tipici da provare assolutamente in Puglia

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Anche in Puglia a Natale mangiamo il panettone e il pandoro, ok. E poi ci sono anche dolci tipici della nostra tradizione, talmente tanto buoni che ne ho già parlato diverse volte su questo blog. In particolare ho segnalato 3 ricette dolci tipiche della Puglia che, secondo me, sono le più importanti e le più diffuse. Considerando che siamo nel periodo natalizio, ho voluto riassumervele tutte in questo post così sapete cosa chiedere se vi trovate in Puglia. Non le troverete nei supermercati e nella grande distribuzione (anzi, se conoscete qualche catena del genere che le vende, segnalatelo pure nei commenti), ma solo nei negozietti tipici locali e nelle gastronomie e pasticcerie specializzate. E nelle case, ovviamente, dove persiste la tradizione di preparare queste leccornie seguendo le ricette che vi propongo adesso.

Le cartellate

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Il dolce più tipico della Puglia che viene preparato a Natale. Ogni zona della Puglia ha la sua tipica parola e il suo tipico accento per identificarle: nella zona del barese carteddàte o scartilléte, o péttue oppure chelustre o ancora sfringioli, a Lucera crùstele, a Torremaggiore névele, nel salentino cartiddate, chiòsere a Gravina in Puglia … Sono diffuse anche nelle regioni vicine, in Basilicata e in Calabria. Con il condimento di miele, zucchero a velo o vincotto, sono ideali per terminare un buon pranzo di Natale. Per leggere di più cliccate sulla ricetta delle cartellate.

Li Purcidduzzi

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Anche in questo caso, ci sono diverse varianti di pronuncia. Nella mia zona, ad esempio, si dicono purciddhruzzi con quella caratteristica espressione salentina del ddhr che è impossibile da pronunciare se non sei nato qui. A differenza delle cartellate, qui il miele ci sta per forza altrimenti non sono … purcidduzzi. Possono avere diverse forme che addirittura cambiano da famiglia a famiglia. Per leggere di più cliccate sulla ricetta dei purcidduzzi.

Le Chinuliddhre

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Hanno la forma di una conchiglia, una conchiglia dolce perchè ripiena di marmellata (la mia preferita è la cotognata). In genere, fanno coppia con i purcidduzzi, ma si possono anche gustare da sole in quanto sono già buone così. Il ripieno, può essere di marmellata di uva, pere, cotogna, ma anche di cioccolato se volete. Per leggere di più cliccate sulla ricetta delle chinuliddhre.

Tempo fa, quando andavo in giro per il Salento con la mia videocamerina portatile, ho fatto anche un video esplicativo degli ultimi due dolci di questo post. Il video, che potete vedere qui, è una breve conversazione tra me e la maestra Lisetta che spiega come fare i dolci di Natale di Puglia.

Se conoscete altre ricette tipiche della tradizione natalizia della Puglia, fatecelo sapere nei commenti! Fateci sapere anche come si chiamano dalle parti vostre questi dolci. E con questo: un Buon Natale e un Felice Anno Nuovo a tutti voi!

Le 5 ricette pugliesi più lette sul nostro blog

Dopo i 5 posti più letti sulle spiagge del Salento, ecco adesso le 5 ricette che avete letto di più quest’anno sul nostro blog. Ricette della tradizione di Puglia che potete provare a preparare voi stessi a casa vostra e deliziarvi con i gusti culinari dal Gargano al Salento.

5) Ricetta delle cartellate


Un dolce tipico di Natale, diffuso in Puglia, cosparso di miele, zucchero a velo o, meglio ancora, vincotto.

Ingredienti
1 kg di farina tipo 00 | 100 gr di olio extravergine d’oliva | 100 gr di zucchero | 4 uova | Un pizzico di sale | Vino bianco secco q.b. | Olio di semi per la frittura

Cliccate qui per la preparazione.

4) Ricetta della pizza rustica


Detta anche pizzica rustica, come la musica, è la pizza per eccellenza del Salento, una pizza chiusa e senza mozzarella. Per la preparazione accompagnata da fotografie passo dopo passo, cliccate qui.

Ingredienti per la pasta
250 gr. di farina tipo 0 | 250 gr. di farina tipo 00 | 1 lievito di birra | Sale qb. | 2 cucchiai di Olio Extravergine di Oliva | Mezzo cucchiaio di zucchero | Un po’ di acqua a temperatura ambiente.

Ingredienti per il condimento della pizza
Pomodori gialli in soffritto oppure pomodori rossi | Olive nere snocciolate | Alici

3) Ricetta del purè di fave con le cicorie di campagna


Simbolo della cultura gastronomica pugliese insieme alle orecchiette con le cime di rapa. Ne esistono diverse varianti, quella che vi propongo qui è quella classica: il purè di fave con verdura.

Ingredienti per il purè di fave
Fave secche | Cicorie | Olio extravergine di oliva | Sale

2) Ricetta dei pezzetti di carne di cavallo al sugo


Si tratta di uno stracotto di carne di cavallo al sugo di pomodoro. La carne viene cotta a pezzetti per parecchie ore e diventa tenerissima. Cliccate qui per la ricetta.

Ingredienti
500 gr. di pezzetti di carne di cavallo | 1/2 cipolla | 1 foglia di alloro | Sedano, Prezzemolo e Rosmarino qb. | 1 spicchio di aglio | Pepe e Peperoncino a piacere | Olio qb. | 1/2 bicchiere di vino bianco | 1 Kg di passata di pomodoro

1) Ricetta della marmellata di arance


Al primo posto quest’anno si piazza la marmellata di arance, tipica di tutto il sud Italia. Cliccate qui per capire come fare un bella marmellata di arance da utilizzare durante tutto l’anno per le crostate o da spalmare sulle fette di pane fresco.

Ingredienti
1 kg di Arance | 1 Limone | 800 gr. di Zucchero

Queste erano le 5 più lette quest’anno. Seguiteci, pubblicheremo altre ricette della tradizione pugliese!

Ricetta dei fagiolini verdi con pasta al sugo di pomodoro

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Una ricetta che adoro tantissimo, la trovo di una delizia unica, è questa: le linguine con i fagiolini verdi al sugo di pomodoro. Non so dirvi se sia una preparazione gastronomica tipica della zona questa, fatto sta che la mia nonna la preparava sin da quando sono nato per cui penso sia una tradizione. Ad esempio, su Giallo Zafferano c’è la ricerra dei fagiolini alla pugliese con la salsa di pomodoro che già nel nome portano la località di Puglia. Ecco come fare.

Ingredienti
400 gr di fagiolini | 500 gr di salsa di pomodoro | 500 gr. di linguine | 1 cipolla | 1 spicchio di aglio | Formaggio pecorino | Peperoncino, Sale e Olio extravergine di Oliva q.b.

Preparazione
La preparazione è semplicissima. In una pentola, lessate in acqua bollente con sale i fagiolini per 15/20 minuti circa, dopo averli lavati. In un’altra pentola cuocete la pasta. Potete usare altri tagli, l’importante è che siano tagli lunghi come gli spaghetti, i bucatini, le bavette, … In una padella a parte preparate il sughetto con un sofritto di cipolla e aglio e il peperoncino se lo gustate. Una volta che i fagiolini e la pasta sono cotti, mischiateli e amalgamateli per bene con il sugo. Impiattate e servite con formaggio pecorino grattuggiato. Buon appetito!

Ricetta dei cavatelli, cozze e gamberi: l’estate sta arrivando

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L’estate sta arrivando e qui già pensiamo ai pranzi da fare sotto il solleone. Uno dei preferiti è quello che vedete nella foto: cavatelli, cozze e gamberi. Love! Ecco la ricetta così vi dilettate a casa in attesa di venire qui in Salento.

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Ingredienti
Cavatelli | Cozze | Gamberi | Pomodorini | Cipolla | Aglio | Origano | Pepe | Peperoncino | Prezzemolo | Vino bianco | Olio extravergine di oliva

Preparazione
Lavate le cozze e preparatele alla fiamma, ecco come fare, cliccate su Ricetta delle cozze alla fiamma. Non conditele però, perchè le dovrete versate nel soffritto. Fate, pertanto, un soffritto con cipolla, aglio e rosmarino. Quando la cipolla si è dorata, versate le cozze senza guscio e i gamberi sgusciati. Lasciate anche un paio di gamberi col guscio, serviranno da decorazione. Ci mettono pochissimo a cuocersi, quando li vedete un po’ cotti, versate un bicchiere di vino bianco per dare la sapore, come diciamo noi qui. Versate, dunque, nel soffritto qualche pomodorino per dare il colore, origano, pepe, peperoncino e prezzemolo. Cuocete un altro po’ e il condimento è pronto! A parte, in una pentola cuocete i cavatelli e poi versate tutto nella padella con il condimento, ve ne suggerisco una bella ampia per saltare il tutto per bene. Impiattate e decorate con qualche cozza aperta e qualche gambero che abbiamo messo da parte in precedenza. Io ci metto anche il prezzemolo crudo che crea quel cromatismo verde che non guasta, vero?

A presto e buon appetito!

Ricetta del polpo a pignata

Il polpo a pignata (purpu a pignata) è una ricetta tipica della Puglia. La pignata è il recipiente in terracotta usato per la cottura. Un tempo, si faceva al fuoco, oggi che abbiamo le cucine moderne, invece, lo facciamo in pentola. Ma nulla vieta che, se avete una pignata in terracotta a casa, potete anche cucinarlo nel modo antico. Ecco la ricetta.

Ingredienti
1 Polpo | Pomodorini | Prezzemolo, Sedano, Origano, Olio extravergine di oliva, Peperoncino | 1 Cipolla | 1 Spicchio di aglio | Sale | Rosmarino e alloro (facoltativi)

Preparazione
Lavate il polpo e tagliatelo a pezzetti. Mettetelo in una pentola alta. Mettere in pentola, contemporaneamente al polpo, anche tutti gli altri ingredienti: uno spicchio di aglio, una cipolla finemente tagliuzzata, prezzemolo, sedano, origano, peperoncino e sale. Quindi, terminate con olio extravergine di oliva. Potete anche aggiungere se gradite, il rosmarino e l’alloro: a piacere vostro. Cuocete a fuoco lento. Non vi è bisogno di mettere acqua in pentola perchè il polpo caccia via la sua stessa acqua e si insaporisce con tutte le spezie che abbiamo messo (come si dice dalle mie parti: lu purpu si coce cu l’acqua soa stessa). Tempo di cottura, generalmente non meno di un ‘ora, tuttavia: assaggiate di tanto in tanto per vedere a che livello di cottura è il polpo e poi regolatevi. Verso fine cottura, versate in pentola anche qualche pomodorino tagliato a pezzetti.

Una volta pronto, potete condire con il polpo qualsiasi tipo di pasta corta tipo le lumachine (foto di apertura), le conchiglie, … Oppure, come vuole tradizione di Puglia, con le patate. Se volete fare il polpo a pignata con le patate, però, dovete mettere le patate direttamente nella pentola del polpo così da farle cuocere e insaporirle direttamente lì.

Buon appetito 😉

5 modi per preparare le cime di rapa alla pugliese

Che in Puglia ci siano i mangiatori di cime di rapa è un fatto risaputo. Ma, sapete quante tipologie di preparazione di cime di rapa abbiamo? Così come gli Inuit hanno diverse parole per dire “neve” (leggenda metropolitana?), anche noi qui in Puglia abbiamo diversi modi di intendere le cime di rapa. Vi riassumo i più gettonati!

Tempo di marmellata di arance

Gli alberi di arancio del mio giardino sono ancora ben carichi di arance. Non si riesce proprio a mangiarle tutte. Allora, un buon modo per non gettarle via è quello di fare una bella marmellata di arance da utilizzare durante tutto l’anno per le crostate o da spalmare sulle fette di pane fresco. Ecco la ricetta della marmellata di arance del mio orto!

I fiori di zucca fritti per antipasto

Non so se lo sapete, ma ci sono diversi fiori commestibili e saporitissimi. Dalle mie parti siamo mangiatori di fiori di …zucca. La zucchina in generale è un alimento molto presente nella tradizione culinaria pugliese. Se ne avete mai raccolta qualcuna in campagna, avrete notato i suoi fiori giallo scuro che offrono dimora a un bel po’ di formiche di campagna. Vi presento la ricetta di come prepararli fritti, un must della cucina locale: li fiuri ti cucuzza fritti!

Fave fresche stufate alla menta

Chi segue le stagioni di madre natura in cucina sa che questo è il periodo delle fave. In Puglia le fave sono uno dei legumi più importanti. Ho già pubblicato la loro versione secca in purè, la ricetta del purè di fave con le cicorie di campagna, una delle ricette più importanti della zona. In questo periodo, se camminate per i campi a piedi o in bici, non potete fare a meno di notare piccole piantagioni di fave fresche. Per chi ama il genere, abbiamo una ricetta molto ghiotta: le fave stufate alla menta. Ecco a voi.

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Ingredienti
Fave fresche | Cipolla | Aglio | Menta | Prezzemolo | Olio extravergine di oliva | Sale | Pepe

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Preprazione
Lavate le fave. Fate un soffritto con tutti gli ingredienti: cipolla, aglio, menta, prezzemolo, olio extravergine di oliva, sale, pepe. Quando la cipolla e l’aglio si sono dorati un po’, versate le fave nel soffritto e cuocete. Ogni tanto aggiungete dell’acqua calda per cuocere meglio. Cuocete per una ventina di minuti assaggiando ogni tanto una fava per vedere se hanno raggiunto la cottura giusta. Il tempo di cottura dipende dalla grandezza della fava e dalla sua tenerezza.

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Una variante per preparare le fave è questa: invece che fare un soffritto, versate tutti gli ingredienti contemporaneamente in una pentola e copriteli con acqua il giusto. Cuocete tutto insieme. Se vi rendete conto che necessitate di altra acqua aggiungetela mano a mano che la cottura procede. Anche qui, serviranno una ventina di minuti circa. Assaggiate per vedere se sono arrivate a cottura buona per essere mangiate, alla fine rimarrà soltanto un po’ di acqua che creerà un sughetto ottimo per accompagnarlo con una bella scarpetta.

Solitamente, poi, le fave stufate si possono accompagnare con la pasta, in genere con i cannolicchi o conchiglie o comunque con pasta cortissima.