I 7 panorami più belli del Salento

Le viste mare più belle di tutto il Salento, dallo Ionio all'Adriatico, con foto spettacolari

Il mio lavoro mi porta a girare il Salento in lungo e in largo. Ed’ è una fortuna essere in questa terra perchè a volte mi si presentano dei panorami talmente tanto belli da togliere il fiato. Ultimo da me visto? Lo scorcio spettacolare nei pressi di Torre Sant’Emiliano vicino a Porto Badisco sul lato adriatico (vedete la foto di apertura). Sicchè, mi sono posto come obiettivo quello di scrivere un post in cui segnalarvi i punti più belli nei quali fare una pausa e fermarvi ad ammirare il paesaggio. Tutti i posti segnalati sono sul mare, forse perchè ho un debole per esso: ciò non significa che non ve ne siano altri di panorami belli anche nell’entroterra del Salento. Sarà materia di un altro post, per il momento eccovi i miei personalissimi 7 panorami più belli del Salento.

A Porto Cesareo l’Aquabike World Championship GP Italy

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Vi segnalo un grande evento che parte oggi qui a Porto Cesareo: l’UIM-ABP Aquabike World Championship GP Italy dal 2 al 4 giugno. Una delle tappe mondiali che proseguirà a Vieste nel Gargano per poi spostarsi in Asia in Cina e negli Emirati Arabi Uniti a Dubai. Ho letto in giro e mi sembra di aver capito che è uno degli eventi più importanti nell’ambito delle moto d’acqua. Porto Cesareo è in fermento: stand ovunque, gente in arrivo (lo scorso anno a Otranto ci sono stati trentamila spettatori), squadre provenienti da tutto il mondo: 110 raiders, 220 equipaggi, 30 nazioni … Per darvi un’idea, ecco un video che ho preso dall’account ufficiale di Aquabike World Championship, non so dove sia stato girato, giusto per dare un’idea di cosa fanno questi tipi!

2 aree protette da vedere a Porto Cesareo oltre le spiagge

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Generalmente chi viene in Salento, in questa parte della Puglia dove si trova Porto Cesareo, viene per le sue spiagge bellissime. Ma, la zona è piena di risorse naturali eccezionali. Non solo spiagge dunque, ma anche: macchia mediterranea, riserve naturali, boschi, fenomeni carsici, isole e molto altro ancora. Porto Cesareo abbraccia sia l’ecosistema di campagna dell’interno caratterizzato da campi di ulivi, pascoli e coltivazioni di ortaggi, sia l’ecosistema della costa composto da macchia mediterranea, dune e un ambiente marino con una grande biodiversità. Qui, ci sono due zone protette: la riserva naturale orientata regionale Palude del Conte e Duna Costiera a terra e l’Area Marina Protetta in mare.

Lo spettacolo della campagna in primavera!

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Ho la passione di andare a camminare all’aria aperta in campagna e la primavera mi consente qui in Salento di vedere dei paesaggi fantastici. Tanto che, nonostante il tempo per scrivere cominci a scarseggiare per via dell’arrivo della stagione estiva (che significa: aumento del carico di lavoro …), ho voluto trovarne comunque un po’ per scrivere questo post e farvi vedere delle immagini della campagna. Qui vi mostro ciò che ho visto in Valle d’Itria tra i paesi di Ceglie Messapica, Cisternino e Ostuni. In questo periodo, ho fatto anche la Transalentina, una marcia istmica di 50 km da Otranto fino a Gallipoli organizzata dall’Associazione SpeleoTrekkingSalento, ma di questa ne parlerò in un altro post.

3 golf club dove fare golf in Puglia

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Ok, la Puglia è associata alle vacanze al mare sulle spiagge più belle d’Italia, alle città d’arte e alla sua bellissima campagna piena di masserie e ulivi secolari. Ma non solo, perchè proprio in questa campagna è possibile fare tante attività sportive e ricreative come ad esempio il golf. Non ne avevo ancora parlato in questo blog e adesso che ho il quadro della situazione dei campi da golf pugliesi più chiaro … vi segnalo i migliori golf club di Puglia.

Matrimonio in Puglia tra masserie, castelli, spiagge e ulivi secolari

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Sono stato contattato da Elena che si occupa di servizi di wedding planning per il matrimonio in Puglia e mi è venuta l’idea di farle delle domande per capire meglio il settore. Sposarsi in Puglia in masseria o nei castelli, fare un matrimonio sulla spiaggia o tra gli ulivi: è diventata una tendenza molto richiesta tra gli italiani e gli stranieri.

La Puglia sta andando bene dal punto di vista turistico. E tra le tendenze in atto c’è anche quella di sposarsi in Puglia. Quali sono le zone più richieste?
La Puglia offre molte alternative a chi sceglie di sposarsi in questa stupenda regione e da un po’ di tempo devo affermare, se ne sono accorti anche gli stranieri che, ammaliati dalla sua bellezza, scelgono di pronunciare il loro “sì” in questa terra. Le zone più richieste sono le zone della Valle d’Itria, come l’amatissima Polignano a Mare, ma anche Monopoli, Savelletri, Ostuni, Alberobello e Conversano. Il Salento, area molto gettonata, Lecce e le sue zone limitrofe, ad incantare per la sua bellezza artistica e architettonica. Ho notato, inoltre, che le richieste nell’ultimo periodo stanno interessando anche il Gargano ricco di fascino per la sua naturale bellezza: Vieste, per esempio, la fa da protagonista. Quindi che dire? Da nord a sud la Puglia viene scelta dalle coppie di futuri sposi per i suoi scenari così unici per un matrimonio da sogno.

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Ecco, che cosa chiedono i futuri sposi che vogliono sposarsi in Puglia?
Emozionarsi e vivere un sogno: è questa la frase che sento spesso dire. Una coppia di sposi che sceglie di sposarsi in Puglia cerca genuinità, raffinatezza ed eleganza, che si tratti della tradizionale masseria, l’affascinante spiaggia, le tenute, i promontori a picco sul mare o ville sontuose circondate da alberi di ulivo, gli sposi vogliono farsi coccolare, con la sua tradizione vinicola e culinaria, il colore del suo mare, i profumi e i suoi imponenti uliveti. Se pensiamo alle richieste che stanno prendendo sempre più piede in Puglia, sono: sposarsi in spiaggia con la romanticissima cerimonia simbolica, per poi seguire il ricevimento di nozze in riva al mare e l’affascinante cerimonia in masseria stile country chic tra gli ulivi, i mandorli e i carrubi. Voglio ricordare però che ci sono ancora coppie di sposi che preferiscono attenersi alla tradizionale scelta di chiese, castelli e dimore storiche.

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Da Justin Timberlake alla figlia del magnate indiano del ferro Pramod Agarwal: che cosa sta succedendo nella nostra regione?
Esatto, sono numerosi i vip che scelgono la Puglia, da Justin Timberlake alla figlia del magnate indiano, tra le coppie che hanno dato uno straordinario impatto mediatico alla regione, ricordiamo anche i matrimoni avvenuti nel 2016: quello di Cristel Carrisi e Davor Luksic, Flavia Pennetta e Fabio Fagnini. E numerosi saranno i matrimoni vip nel 2017 … Semplicemente perché la Puglia ti entra dentro, i suoi luoghi così suggestivi rendono unico un evento così importante come il matrimonio. Chi viene in Puglia per vacanza o curiosità, vive un esperienza così intensa che se ne innamora, proprio come se gli appartenesse. A me personalmente è successo questo, sono stata adottata da questa terra e sin da subito ne ho ammirato le potenzialità, i panorami mozzafiato, il suo cielo così intensamente azzurro, i suoi campi battuti dal sole, le pietre dal colore così unico delle masserie storiche, il sapore del cibo, l’odore del mare, degli ulivi, l’accoglienza e il calore con la quale le persone ti accolgono, la loro disponibilità … ecco, ed proprio con queste semplici qualità che se ne resta stregati. Per questo, anche secondo la mia personale esperienza, celebrità di tutto il mondo si lasciano catturare da questa magia, scegliendo la Puglia per il loro matrimonio, perché sposarsi in Puglia è un po’ come sposare la Puglia.

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Quale è il ruolo di una wedding planner come te?
Il ruolo della wedding planner è principalmente quello di accompagnare gli sposi nelle varie fasi dell’organizzazione del matrimonio, saper ascoltare i loro desideri, suggerire e consigliare lo stile, il gusto, senza stravolgere la loro personalità. Saper riuscire a gestire situazioni delicate in caso di pressioni ed ansie che, per ovvie ragioni, gli sposi se ne sentono sopraffatti. La mia missione è creare un giorno di gioia e felicità ed è proprio per questo che con professionalità ed attenzione cerco di trasmettere tranquillità e fiducia ai miei sposi, con la consapevolezza e la certezza di essere seguiti non solo da una consulente ma soprattuto da un’amica. Il segreto? Amore e Passione, sono le parole che mi accompagnano ogni giorno.

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Infine, voglio chiederti una curiosità: quale è stata la richiesta più strana che hai ricevuto?
Sono svariate le richieste particolari ed originali che gli sposi richiedono, e per la maggior parte per noi wedding planner, tutte fattibili e realizzabili. Ma, se devo essere sincera, quella che mi ha lasciato più senza parole ad oggi, è questa: una delle mie domande di rito è quella di chiedere agli sposi “cosa posso fare per voi?” Ricorderò sempre una coppia di sposi stranieri che mi rispose con serenità e calma … “organizza e realizza tu il nostro matrimonio … noi ci fidiamo completamente di te!” Vi lascio immaginare la grande responsabilità nel riceve questa risposta, ma l’emozione nel vederli pienamente soddisfatti del lavoro creato è stata ancora più grande e unica!

Elena Le Fosse è una wedding planner in Puglia a Manfredonia. La sua HeraEl organizza matrimoni lungo tutta la regione. Tutte le foto di questo articolo sono state fornite da lei. Potete seguirla anche su Google+ e Facebook.

Una cosa segreta da vedere a Lecce: il Teatro Romano

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In pieno centro storico a Lecce, camminando per le sue viuzze, può capitare di imbattersi in veri e propri capolavori della cultura e dell’arte. C’è un posto segreto, molto grande in termini di dimensioni eppure invisibile, a due passi dal Duomo e da Piazza Sant’Oronzo eppure di solito ci si passa accanto senza vederlo: il Teatro Romano. Perchè? Perchè è nascosto tra i palazzi della città barocca e per vederlo si deve sapere dove andare. E già, fin qui, abbiamo capito che a Lecce, oltre al bellissimo anfiteatro romano c’è anche un teatro romano.

Il Teatro Romano

Il monumento è stato scoperto per caso, come spesso accade nelle città italiane: si scava per ristrutturare un edificio ed ecco apparire dal suolo qualche frammento di storia. Nel caso di Lecce era il 1929 quando, a seguito di alcuni lavori, venne portata alla luce la cavea, cioè le gradinate dove prendevano posto gli spettatori. Vennero, poi, trovate anche delle statue che decoravano il teatro, statue risalenti all’età degli Antonini. In quanto al teatro vero e proprio, si pensa sia stato edificato nel I-II secondo dopo Cristo. Oggi possiamo vederne solo una parte essendo ormai costruito tutto intorno, ma si pensa potesse contenere circa 5.000 persone. Come tutti i teatri dell’epoca, qui venivano rappresentate commedie e tragedie. Per le lotte con gli animali e i gladiatori c’era l’anfiteatro.

Come raggiungere il Teatro Romano

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La strada di accesso al teatro è Via Arte della Cartapesta. Potete accedervi dalla piazzetta nei pressi della Chiesa di Santa Chiara, a due passi dalla Piazza Sant’Oronzo. Oppure dalla parte opposta, da Via Theutra. E’ una delle cose che dovete vedere assolutamente quando siete a Lecce, pertanto: inseritelo nel vostro tour della città antica. Vedendo la mappa, può sembrare anche che si possa accedere da Via degli Ammirati, ma non è possibile in quanto quel pezzo di strada per arrivare al teatro non è aperto al pubblico.

Museo del Teatro Romano

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In Via degli Ammirati, però, potete visitare il Museo del Teatro Romano. Il museo espone: alcuni reperti trovati durante gli scavi; l’esposizione intitolata “Roma, la scena della vita”; alcune maschere teatrali provenienti dalla Villa Adriana a Tivoli; un plastico che ricostruisce Lecce in età imperiale romana (Lecce che a quel tempo si chiamava Lupiae).

Potrebbe anche interessarvi questo mio post: 3 cose da vedere assolutamente a Lecce. Se vi servono informazioni e suggerimenti, chiedete pure.

La prima foto del post è stata scattata da Antonio Vaccarini, le altre sono mie.

Un castello da visitare a Lecce: Castello Carlo V

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Mi piace tantissimo camminare per le vie del centro storico di Lecce. Di solito ci passo per vedere immobili in affitto per le vacanze oppure strutture ricettive tipo b&b e case vacanze dei miei clienti e partner immobiliari. E sempre più mi rendo conto che passeggiando per queste vie mi passa accanto tutta la mia storia che affonda le radici a molto prima dei Romani (dei quali a Lecce sono rimasti ben un teatro e un anfiteatro). Dell’epoca cinquecentesca rimane in tutta la sua magnificenza il Castello di Lecce conosciuto come il Castello Carlo V, dal nome dell’imperatore Carlo V d’Asburgo. Fu lui a volere la costruzione di una fortezza militare che adesso si trova in pieno centro città nei pressi di Piazza Sant’Oronzo.

Informazioni generali
Inizio costruzione: XIII secolo, ricostruito tra il 1539 e il 1549
Costruttore: Gian Giacomo dell’Acaya
Materiale: pietra leccese

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E’ un edificio grandissimo (per i canoni leccesi) di forma quadrangolare che ai quattro angoli ha quattro bastioni. Si entra dalla Porta Reale che da l’accesso al cortile interno del Castello. In passato l’edificio aveva una funzione militare, aveva persino un fossato lungo tutto il suo perimetro (oggi il fossato non c’è più) e ancora oggi si possono vedere le postazioni dove c’erano i pezzi di artiglieria. Poi, dal 1870 al 1979 diventò una caserma fino a quando l’Amministrazione Militare lo cedette al Comune di Lecce. Oggi è uno spazio visitabile in cui si fanno mostre d’arte, convegni e iniziative culturali.

Museo della Cartapesta

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All’interno del Castello potete visitare il Museo della Cartapesta che, secondo me, è la forma d’arte più caratteristica di Lecce e del Salento. Non a caso, se girate per le stradine del centro storico di Lecce, ogni tanto troverete dei piccoli laboratori artigianali di cartapesta. Si tratta della lavorazione della carta e degli stracci intrisi di colla vinilica (prima si utilizzava il collante di farina) per creare forme che generalmente sono statue legate al mondo religioso o alla vita di tutti i giorni. In questo museo vi potete fare un’idea di questa antica arte salentina.

I sotterranei del Castello

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Si tratta delle gallerie che sono state portate alla luce sotto il fossato. Attualmente è possibile visitare la galleria meridionale che collega il bastione di San Giacomo con il bastione della Trinità, mentre quella orientale, visibile solo in parte, attende ancora di essere liberata dal materiale di riempimento.

La mostra permanente
Come ho detto prima, oggi il Castello viene utilizzato per eventi culturali e mostre temporanee. Ma ci sono anche due sale dedicate a una mostra permanente che propone la Donazione G.Faliva – E.Pignatelli. Le opere sono esposte al primo piano.

Concludo con alcuni aneddoti sul Castello che ho scoperto navigando su internet.
1) Una leggenda narra che, nel corso del trecento, la famiglia nobiliare degli Orsini Del Balzo ha tenuto nel fossato un orso bianco, sia come “status symbol” che per scoraggiare eventuali intrusioni! Se qualcuno può verificare questa notizia, lo scriva pure nei commenti: non riesco proprio a spiegarmi come potesse un orso bianco sopravvivere in un fossato in pieno Mediterraneo …
2) Per costruire il Castello in tutta la sua grandezza, fu necessario demolire il Convento dei Celestini, l’annessa Chiesa di Santa Croce e la reggia antica. Il Convento e la Chiesa furono riedificati in via Umberto I. Della reggia invece …
3) Potete vedere lo stemma imperiale asburgico sulla porta d’ingresso, a rimarcare il fatto che quest’opera architettonica è stata voluta e realizzata dagli Asburgo.

Il biglietto d’ingresso costa 3,00 € intero e 2,00 € ridotto. Per bimbi e scolaresche il costo è di 1,00 €. Entrano gratisi i disabili e i loro accompagnatori. Servizi disponibili: accettazione gruppi, bar – punto ristoro, biglietteria, merchandising, offerte ricreative, sala congressi, servizi igienici, shop prodotti artigianali, visite guidate.

Considerando che queste ultime informazioni sui prezzi e i servizi potrebbero cambiare, vi rimando a ogni aggiornamento direttamente al sito del Castello Carlo V dove potete vedere anche gli orari di apertura e chiedere informazioni dirette. Maggiori informazioni su iLecce.it, che ringrazio per avermi fornito anche gli scatti fotografici di questo post.

3 wine tour nelle Terre del Negroamaro in Salento

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Una cosa da fare in Salento tra le tante altre cose da fare in Salento? Andar per cantine, ve lo suggerisco tantissimo se siete appassionati di enogastronomia. Il Salento è una terra ricca di vini, sopratutto vini rossi e rosati. E’ la patria, infatti, di due vitigni molto importanti per l’enologia del sud Italia: il negroamaro e il primitivo. In questo post vi suggerisco dei mini tour di mezza giornata alla scoperta di una zona di produzione del vino Salice Salentino DOC, un’area doc dove si produce un vino eccezionale. Qui sono di casa, per cui statemi a sentire!

Luoghi dove si svolge il tour

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Il tour si concentra nell’area di produzione del Salice Salentino DOC, una doc prestigiosa per la Puglia che comprende i comuni di Salice Salentino, Guagnano, Veglie e Campi Salentina nella provincia di Lecce e Cellino San Marco, San Pancrazio Salentino e San Donaci nella provincia di Brindisi. In totale si tratta di circa 1.200 ettari coltivati a vigneto: il comune maggiormente vitato a negroamaro è proprio il mio, Guagnano.

Durata del tour
Potete farlo in una mezza giornata, meglio di mattina perchè non è detto che nel pomeriggio le aziende vinicole siano sempre aperte. Prendendo come epicentro della zona da visitare i comuni di Guagnano e Salice Salentino, ecco le distanze dalle località principali del Salento: Lecce (20 km), Porto Cesareo (20 km), Gallipoli (50 km), Otranto (68 km), Pescoluse – Maldive del Salento (90 km), Santa Maria di Leuca (95 km), Brindisi (30 km), Ostuni (60 km). Se siete in vacanza in queste zone, probabilmente alloggerete in queste città o nei dintorni, per cui considerate le distanze precedenti per pianificare bene i tempi e il percorso da seguire.

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Varietà di vitigni e vini prodotti in zona
A farla da padroni sono i rossi e i rosati con un minimo di 80% di Negroamaro a cui possono concorrere la Malvasia nera di Lecce e/o di Brindisi per un massimo del 20% (resa per ettaro 120 quintali). Ci sono, poi, i bianchi, solitamente con un minimo del 70% di Chardonnay a cui possono concorrere altre uve a bacca bianca, non aromatiche, per un massimo del 30%. C’è, infine, un monovarietale rosso chiamato Aleatico, con un minimo del 85% con la possibilità di blend anche di Negroamaro e/o Malvasia nera e/o Primitivo per un massimo del 15%.

Caratteristiche del vino Salice Salentino Doc
Il rosso doc, è un vino secco fermo, di colore rosso rubino tendente al granato. Al naso è fruttato, in bocca è asciutto, robusto e scorrevole. Da servire a una temperatura di 18°C., lo si può abbinare egregiamente con secondi piatti a base di carne, in particolare con arrosto di carne suina. Potete abbinarlo anche con i primi, ad esempio con primi piatti di pasta con ragù. Nella versione rosato, potete abbinarlo, invece, a primi piatti con sughi leggeri, a salumi, a formaggi anche. Non voglio entrare nel dettaglio, saranno concetti che scoprirete meglio di persona andando in giro per cantine e chiedendo direttamente ai produttori e ai sommelier che incontrerete in loco.

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Itinerario 1: mezza giornata nelle Terre del Negroamaro a Guagnano
Prendendo come punto di riferimento Guagnano, partite con uno stop nella zona di vinificazione tra Guagnano e Villa Baldassarri, dove si concentrano alcune delle migliori aziende vinicole nel raggio di un chilometro circa. Azienda Vinicola Cantele e Azienda Agricola Taurino si trovano entrambe sulla strada principale SP365. Cantele è una moderna cantina che produce alcune delle bottiglie mie preferite: la prima è l’Amativo IGT Salento, un blend di Primitivo (60%) e Negroamaro (40%) con uve provenienti dal sistema di allevamento tradizionale locale chiamato “alberello”, una bottiglia che viene affinata in barriques per circa 12 mesi; la seconda è il Negroamaro IGT Salento, anch’esso un blend di Primitivo (60%) e Negroamaro (40%) (sarà che mi piace questo mix?). E’ una bottiglia affinata in serbatoio d’acciaio fino all’imbottigliamento, una pratica che può sembrare meno romantica delle barriques, ma che io adoro perchè la reputo meno invadente nei confronti del vino. Azienda Agricola Taurino, invece, è un’azienda storica di Puglia, probabilmente l’azienda che per prima ha lanciato il Negroamaro nel mondo grazie alla bottiglia magnifica Patriglione IGT Salento, vino a base di Negroamaro (90%) e Malvasia (10%), prodotto solo nelle annate migliori, quando c’è poca pioggia e le uve arrivano a maturazione sana e asciutta. Il vino viene fatto invecchiare per oltre un anno in piccole botti di legno di rovere e per altri 5 anni in bottiglia prima della sua commercializzazione. Prende il nome da una zona di campagna di Guagnano dove ho trascorso gran parte della mia infanzia con mio nonno e mio padre a coltivare la vigna! Un’altra bottiglia che mi sento di suggerire è il Notarpanaro IGT Salento vino a base di Negroamaro (85%) e Malvasia (15%), un altro IGT Salento con affinamento in barriques per circa 6 mesi. Alle spalle di Taurino c’è Azienda Vinicola Leuci che produce diverse bottiglie interessanti tra cui il Varale IGT Salento Rosso Negroamaro, da uve coltivate ad alberello: si tratta di una bottiglia a base di Negroamaro (90%) e, ciò che fa la differenza rispetto alle bottiglie precedenti, Montepulciano (10%). Da questa zona di produzione in campagna tra Guagnano e Villa Baldassarri, potete dirigervi nel paese vero e proprio dove troverete altre due cantine suggerite da me. La prima è Feudi di Guagnano, una piccola azienda che produce circa 100.000 bottiglie di vino all’anno. Sono diverse le bottiglie che gradisco di questa cantina, vi dico direttamente la mia preferita: il Nero di Velluto Negroamaro IGT Salento, una bottiglia negroamaro in purezza con uve sempre provenienti da vigneti allevati ad alberello. Una bottiglia che viene prodotta in quantitià limitata, decisamente una che si lega bene al mio palato … Sulla strada principale di Guagnano, poi, ha sede Cantina Moros, una giovane e dinamica azienda vinicola che ha recentemente ristrutturato un vecchio palmento. Raffinata la sua sede, così come raffinati sono i suoi vini. In questo opificio si lavorano prevalentemente uve proprie di Negroamaro e Malvasia Nera, coltivate in un piccolo vigneto di 1,3 ettari situato alla periferia del paese.

Itinerario 2: mezza giornata nelle Terre del Negroamaro a Salice Salentino
Lasciando Guagnano, dirigiamoci verso Salice Salentino che dista appena 1 chilometro. Qui ha sede una delle aziende vinicole più antiche di tutta la Puglia: Leone De Castris. Una sosta qui vi consentirà di visitare il Museo del Vino che si sviluppa all’interno della stessa azienda e di degustare tra le tante bottiglie, la prima bottiglia di vino rosato imbottigliata in Italia, il famosissimo Five Roses Rosato IGT Salento a base di Negroamaro (90%) e Malvasia Nera di Lecce (10%): la prima bottiglia fu imbottigliata nel 1943 e dimostra come la zona del Salento sia una delle zone migliori d’Italia per la vinificazione in rosato. Lasciando il paese, andate in direzione per Avetrana. All’uscita di Salice Salentino, troverete la Cantina Cooperativa Salice Salentino dove sono solito prendere il vino rosso sfuso che mi piace per la sua qualità prezzo: un vino da tavola per tutti i giorni. La cantina da qualche anno propone anche delle bottiglie di vino a base di vitigni locali. Percorsi 5 chilometri di campagna in direzione Avetrana, troviamo Castello Monaci in Contrada Monaci: incantevole il paesaggio qui con ettari di vigneto, ulivi e la splendida cornice di Castello Monaci, una sala ricevimenti tra le più belle e prestigiose del Salento. La cantina si trova accanto con la sua fantastica bottaia sotterranea. Qui vengono prodotti vini autoctoni quali Primitivo, Negramaro e Malvasia Nera di Lecce ma anche internazionali. A Castello Monaci potete fare una visita anche al Museo del Vino all’interno della stessa azienda che racconta la civiltà del vino locale.

Itinerario 3: mezza giornata nelle Terre del Negroamaro tra San Donaci e Cellino San Marco
La prossima tappa è San Donaci, sede di un’altra azienda vinicola storica della zona: Azienda Vitivinicola Francesco Candido, nata nei primi del ‘900. I vigneti sono coltivati tutti nella zona tra San Donaci e Guagnano. Qui, vi segnalo una bottiglia, il Duca d’Aragona IGT Salento Rosso, un blend a base di Negroamaro (80%) e Montepulciano (20%). Su una fascia di prezzo più bassa, adoro il Cappello di Prete IGT Salento Rosso. San Donaci fa parte, come detto, del cuore delle Terre del Negroamaro, per cui anche qui troverete altre aziende vinicole. Per scoprire il vero spirito vinicolo della popolazione del luogo, le cooperative sociali enotrie sono un buon punto di partenza e anche a San Donaci, ovviamente, ce n’è una: Cantina San Donaci, che nel corso degli ultimi anni ha investito tanto in termini di miglioramento della propria qualità. Anch’essa è storica e risalente ai primi anni del ‘900. Un linea vini che vi suggerisco di assaggiare è l’Anticaia, tra i quali potreste degustare la bottiglia Anticaia Negroamaro Salento IGP. Se volete fare un’esperienza con un gusto diverso, la cantina vinifica in purezza anche la Malvasia Nera, la bottiglia si chiama Pietra Caya: fate la prova e considerate che, a mio avviso, vinificare in purezza questo vitigno è già di per sè una grandissima idea! Cantine Paolo Leo è un’altra realtà emersa nel corso degli anni la cui sede si trova lungo la strada che porta da San Donaci a Tuturano, fate un stop qui per assaggiare bottiglie come il Salice Salentino DOC Riserva: il vigneto da cui si ricava questa riserva si estende su 4 ettari di vigne di Negroamaro e Malvasia Nera di Lecce, tutte allevate secondo il metodo tradizionale dell’alberello pugliese. Da San Donaci ci si sposta a Cellino San Marco, altro punto focale della produzione di Negroamaro del Salento. Qui trovano sede altre aziende vinicole da visitare. Tenute Al Bano Carrisi, dell’omonimo cantante italiano tra i più famosi al mondo. L’azienda si trova nella zona di masseria di Curti Petrizzi: una visita qui è un’esperienza col genio artistico di Albano. Al di là della cantina, CarrisiLand Resort è un luogo di parchi divertimento, giardini, acquapark, picnic, ristorazione e alloggi per dormire. In paese, invece, troviamo Cantine Due Palme, una delle cooperative più importanti della zona con 1.200 soci e 2.400 ettari di vigneti. La produzione di etichette è vasta e io vi suggerisco, se volete andare subito al dunque, di degustare il Selvarossa Salice Salentino Riserva DOP a base di Negroamaro (85%) e Malvasia Nera (15%), un vino di 14,5% gradi circa che si abbina eccellentemente con primi piatti robusti, grigliata, selvaggina, agnello, formaggi fermentati e stagionati. Appena fuori Cellino San Marco, lungo la strada che porta a Campi Salentina, facciamo sosta a Masseria Li Veli. L’edificio è impiantato su una antica masseria costruita in età tardo medievale, la cantina vera e propria nacque nei primi del ‘900. E’ una zona agreste molto bella questa e qui vengono prodotte diverse bottiglie di vino tra le quali il Passamante Salice Salentino DOC, affinato sei mesi in barrique di rovere francese: è un negroamaro in purezza.

Consideratemi a vostra disposizione per ulteriori informazioni e … Alla Salute!!

La foto in apertura è del mio amico Giuseppe, cliccate qui per seguire i suoi lavori fotografici.

Cosa vedere in Piazza del Duomo a Lecce

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Inizio così il mio viaggio che nei prossimi mesi mi porterà a raccontarvi la mia città, Lecce. La città da vedere assolutamente quando venite in vacanza in Salento. Il centro di Lecce è una storia a sè, perdersi nei suoi vicoletti vi farà assaporare il sapore vero di una città barocca, ma non solo. Camminando per il centro storico vi capiterà di trovarvi di fronte a una delle piazze più belle d’Italia: Piazza Duomo.

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La piazza è una piazza chiusa, cioè completamente chiusa da tre lati e dispone soltanto di un accesso laddove Via Giuseppe Libertini incontra Via Vittorio Emanuele II. Un tempo la piazza era una sorta di cortile aperto di giorno e chiuso di notte attraverso delle porte, delle quali sono ancora oggi visibili i grandi mozzi. E’ una piazza barocca che al suo interno ha il Duomo di Lecce, il Campanile, l’Episcopio e il Palazzo del Seminario.

Duomo di Maria Santissima Assunta

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Al centro della piazza c’è il Duomo di Lecce che è la cattedrale della città. L’edificio è stato edificato nel 1144 dal vescovo Formoso e ricostruito nelle forme barocche nel 1659 dall’architetto Giuseppe Zimbalo. Lo Zimbalo è l’architetto più famoso e imitato del barocco leccese: se girate per il centro storico di Lecce, troverete numerose sue opere tra cui la chiesa del Rosario, la facciata inferiore del convento dei Celestini, la colonna di Sant’Oronzo, …. La cosa più curiosa della piazza e la falsa facciata del Duomo, mi spiego meglio. Entrando in piazza, troverete proprio di fronte a voi il duomo con una fantastica facciata in stile barocco. In realtà, questa non è la facciata della chiesa e ve ne accorgerete entrandoci dentro: la porta d’ingresso vi farà accedere direttamente nella navata laterale della Chiesa! La vera facciata è laterale, non visibile all’ingresso della piazza, questa che segue nelle foto.

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Visto? Decisamente meno artificiosa e più sobria di quella che vediamo all’ingresso della piazza. I costruttori si concentrarono a sviluppare meglio la facciata maggiormente visibile, rendendola un tripudio del barocco leccese. La soluzione scenografica venne adottata per evitare che il visitatore si trovasse di fronte ad un muro piatto e senza decori all’ingresso in piazza. Per entrare nel Duomo, utilizzate la porta della falsa facciata e ricordatevi che entrate in un luogo sacro, pertanto: non fate rumori e schiamazzi, non è possibile fare foto. Ho trovato comunque online su Wikipedia questa foto così vi fate un’idea dell’interno di questa splendida chiesa. L’interno, a croce latina, è a tre navate. Ha ben 12 altari, più quello maggiore, ed è ricco di opere pittoriche realizzate da artisti locali dell’epoca.

Il Campanile

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Alla sinistra del Duomo c’è il Campanile. Fu costruito tra il 1661 e il 1682 da Giuseppe Zimbalo su incarico del vescovo della città, Luigi Pappacoda. Venne edificato in sostituzione di quello normanno, crollato agli inizi del Seicento. Ha un’altezza di 72 metri.

Episcopio

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L’Episcopio è il palazzo in cui ha la residenza l’arcivescovo di Lecce e si trova a destra del Duomo.

Il Palazzo del Seminario

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Il Palazzo del Seminario è un palazzo storico costruito tra il 1694 e il 1709 sempre in stile barocco leccese. Si trova alla destra dell’Episcopio, in Piazza Duomo. Al suo interno c’è il Museo diocesano di arte sacra, nato del 2004 in occasione della Triennale di Arte Sacra Contemporanea. Conserva le principali opere d’arte a soggetto sacro provenienti dagli edifici religiosi urbani. All’interno del palazzo c’è anche un bellissimo Chiostro da vedere assolutamente.

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Orario di apertura al pubblico del Palazzo del Seminario
Visita al Chiostro
– periodo invernale: dalle ore 09.30 alle ore 12.00; dalle ore 16.00 alle ore 19.00
– periodo estivo: dalle ore 09.30 alle ore 12.00; dalle ore 17.00 alle ore 20.00
Visita al Museo
– periodo invernale: dal martedì al sabato dalle ore 09.30 alle ore 12.30; dalle ore 16.00 alle ore 19.00. Aperto la domenica solo su prenotazione
– periodo estivo: dal martedì al sabato dalle ore 09.30valle ore 12.30;dalle ore 17.00 alle ore 20.00. Aperto la domenica solo su prenotazione
Ingresso a pagamento con riduzioni per gruppi organizzati, anziani, bambini:
– € 1,00 per la visita limitata al piano terra: chiostro, cappella, sale della galleria d’arte sacra contemporanea
– € 4,00 per la visita da effettuare anche al museo diocesano, che espone arredi sacri, argenti, dipinti.