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	<title>The Puglia &#187; Natura &amp; Campagna</title>
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	<description>Vacanze Puglia, Mare Puglia, Puglia Turismo</description>
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		<title>Nate le tartarughe caretta caretta a Torre Lapillo, Porto Cesareo</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 13:51:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 18 luglio 2008 2011 un tartaruga caretta caretta è apparsa in piena notte sulla spiaggia della Baia di Torre Lapillo, a un centinaio di metri da dove c&#8217;è la casa della mia famiglia. Un evento unico, raro, eccezionale. Bellissimo. La tartaruga marina caretta caretta è una tartaruga in via di estinzione lungo le acque [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3581" title="tartarughine-caretta-caretta-torre-lapillo-salento" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2011/09/tartarughine-caretta-caretta-torre-lapillo-salento.jpg" alt="" width="600" height="384" /></p>
<p>Il 18 luglio <span style="text-decoration: line-through;">2008</span> 2011 un tartaruga caretta caretta è apparsa in piena notte sulla spiaggia della Baia di Torre Lapillo, a un centinaio di metri da dove c&#8217;è la casa della mia famiglia. Un evento unico, raro, eccezionale. Bellissimo. La tartaruga marina caretta caretta è una tartaruga in via di estinzione lungo le acque italiane ed è minacciata un po&#8217; in tutto il Mediterraneo, principalmente a causa delle attività dell&#8217;uomo. Vederla a pochi metri di distanza mi ha riempito il cuore di gioia. Vi racconto un po&#8217; la storia di questa deposizione di uova a Torre Lapillo, nel comune di Porto Cesareo. Tutte le immagini che inserisco in questo post sono tratte dall&#8217;Area Marina Protetta Porto Cesareo (AMP).<span id="more-3580"></span></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3582" title="tartaruga-caretta-caretta-torre-lapillo-salento" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2011/09/tartaruga-caretta-caretta-torre-lapillo-salento.jpg" alt="" width="600" height="370" /></p>
<p>Dai racconti che ho sentito a Torre Lapillo, pare che il primo ad accorgersi dell&#8217;uscita dal mare della tartaruga è stato un turista, orario notturno. Il quale stupefatto ha subito chiamato i vigili per poi fare una comunicazione a Legambiente e all&#8217;AMP. Vista l&#8217;importanza dell&#8217;evento (specie in via di estinzione), la zona è stata subito transennata, in maniera tale da evitare il contatto con l&#8217;uomo, e sorvegliata 24 ore su 24 dai volontari di Legambiente, che hanno fatto un lavoro straordinario. In tutti questi giorni, i volontari hanno misurato le temperature a 0, 10, 20, 30 e 40 cm di profondità nel nido, per tre volte al giorno alle ore 8, 12 e 20, sotto la guida del dottor Giacomo Marzano, incaricato dall’AMP. E&#8217; andato tutto bene: il 20 settembre, dopo due mesi, sono nate le prime 20 tartarughine che vedete nella foto in apertura, in tutto le uova sono 60. Questo il messaggio dell&#8217;AMP:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="420" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/qwkgSWTgY2E?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/v/qwkgSWTgY2E?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<blockquote><p>Carissimi amici, finalmente la scorsa notte hanno iniziato la loro emozionante avventura le prime meravigliose tartarughine. Questa notte, così vicina all&#8217;essenziale, così profondamente naturale ha toccato i cuori di tutti coloro che hanno seguito con fatica e trepidazione i 60 lunghi giorni di attesa&#8230;.Non ci resta che augurare buon viaggio alle piccole-grandi avventuriere.</p></blockquote>
<p>L&#8217;ultima volta che sono stato sul sito era il 18 settembre, poca gente, l&#8217;estate verso la fine, i volontari sempre lì, giorno e notte. E nell&#8217;aria si percepiva che stava per accadere qualcosa, la nascita. Sono due le cose belle che mi hanno colpito molto in tutta questa storia:<br />
- Un ragazzo volontario che vigilava sul sito mi ha riferito la storia della tartaruga. Pare che la caretta caretta deponga le uova laddove è nata lei stessa e le depone almeno 25 anni dopo la sua nascita. Il fatto che la mamma (foto precedente) sia tornata qui, dopo ben 25 anni di girovagare nei mari del mondo, ha dello speciale: la potenza della natura! Speriamo si sia trovata bene.<br />
- La zona dell&#8217;Area Marina Protetta Porto Cesareo è una zona ricchissima di biodiversità e il fatto che sia tornata una tartaruga di quelle dimensioni per nidificare sulla spiaggia di Torre Lapillo è un segnale positivissimo perchè significa che l&#8217;acqua è pulita, il sistema marino è sano e sta facendo grandi progressi dalla creazione dell&#8217;area marina protetta in poi.</p>
<p>Non posso che augurare un buon viaggio a questi esseri del mare meravigliosi. E ringraziare tutti coloro i quali si sono prodigati per la buona riuscita di questa nascita. Sperando che in futuro ce ne siano sempre di più. La prossima volta che venite a Torre Lapillo o in zona, ricordate che questo è anche il mare della tartaruga caretta caretta ;)</p>
<p>Sito di <a href="http://www.ampportocesareo.it/">Area Marina Protetta Porto Cesareo</a><br />
Sito di <a href="http://www.legambiente-portocesareo.it/">Legambiente Porto Cesareo</a></p>
<p><strong>Rettifica, come da commento ricevuto in basso da Cristina</strong><br />
<em>L’Area marina protetta di Porto Cesareo ha incaricato i tecnici del Centro recupero tartarughe marine dell’Osservatorio faunistico della Provincia di Lecce &#8211; Rete TartaSalento e del Centro recupero tartarughe marine di Rauccio del monitoraggio scientifico del nido, mentre la vigilanza del nido è stata realizzata dalla stessa Area marina in collaborazione con l’Osservatorio faunistico, il Parco di Rauccio, Legambiente e il CO.G.E.A.V.</em> [fonte: <a href="http://www.puglianews.org/ultime-notizie-puglianews/torre-lapillo-le-si-e-svolta-la-schiusa-delle-uova-depositate-da-una-caretta-caretta.html">Puglianews.org</a>]. Qualora abbia dimenticato qualcuno, potete inviarmi i commenti in basso, sarà mia cura correggere tutte le informazioni ed è giusto riconoscere tutti colori i quali si sono impegnati in questa grande bella esperienza naturalistica. Grazie Cristina :)</p>
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		<title>Cerchi vacanze da sogno? Goditi un viaggio alle Tremiti</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 16:48:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi Fabio Nicolosi ci porta nel nord della Puglia, precisamente alla Isole Tremiti, quel fantastico arcipelago a nord del promontorio del Gargano. Cinque isole da scoprire non solo in estate. Se cerchi vacanze rivolte al relax, all&#8217;approccio con la natura e al mare, le Isole Tremiti potrebbero essere la risposta alle tue esigenze. San Domino, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2863" title="isole-tremiti-puglia" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2011/06/isole-tremiti-puglia.jpg" alt="" width="600" height="382" /></p>
<p><em>Oggi Fabio Nicolosi ci porta nel nord della Puglia, precisamente alla Isole Tremiti, quel fantastico arcipelago a nord del promontorio del Gargano. Cinque isole da scoprire non solo in estate.</em><span id="more-2862"></span></p>
<p>Se <a title="Come cercare Vacanze" href="http://viaggi-e-vacanze.cerkalo.it/">cerchi vacanze</a> rivolte al relax, all&#8217;approccio con la natura e al mare, le Isole Tremiti potrebbero essere la risposta alle tue esigenze. San Domino, San Nicola, Capraia, Cretaccio e Pianosa, le cinque piccole  isole che compongono l&#8217;arcipelago delle Tremiti, fanno parte del Parco  Nazionale del Gargano in provincia di Foggia, una grande riserva naturale nel nord della  Puglia. Solo San Domino e San Nicola sono isole abitate, le altre sono esclusivamente rivolte al turismo.</p>
<p>Le Tremiti sono una meta molto popolare per le immersioni grazie al  numero di cale e grotte subacquee nelle acque dell&#8217;arcipelago.   La maggior parte dei turisti è italiani ma negli ultimi anni le attrazioni e la bellezza di questo arcipelago stanno guadagnando reputazione anche all&#8217;estero. San Domino è la più grande isola dell’arcipelago delle Isole Tremiti. Oltre a essere la più attrezzata in campo turistico (sono presenti ristoranti, hotel e strutture per le vacanze ben organizzate), è forse la più bella isola in tema naturale e paesaggistico. San Domino ha decine di splendide calette<strong>, </strong>molte delle quali  molto suggestive. Le più importanti sono  Cala Matano, Cala Tramontana e Cala delle Arene.   I boschi di pini odorosi che continuano quasi fino al bordo dell&#8217;acqua su  San Domino sono ideali per il trekking. Il rigoglioso sottobosco è costituito dalle specie tipiche della macchia mediterranea come il rosmarino, la fillirea, il lentisco e il ginepro. L&#8217;isola è abbastanza  piccola da poter essere attraversata a piedi in circa due ore.   I subacquei potranno visitare le impressionanti grotte sottomarine  dell&#8217;arcipelago e le barriere coralline. Al largo di San Domino, nella Cala Zio Cesare vi è un relitto romano, a circa 24 metri di profondità.   Vengono organizzate ogni giorno gite in barca che portano alle grotte costiere e nei periodi di alta stagione vengono effettuate partenze continue da San Domino e San Nicola per brevi vacanze nelle altre isole e per soddisfare le esigenze di ogni turista.</p>
<div>
<p>Per chi ha intenzione di visitare le due San Domino o San Nicola potrà soddisfare le proprie esigenze culinarie con deliziose specialità marinare del posto. Per chi decidesse, invece, di visitare le altre isole dell&#8217;arcipelago è necessario munirsi di pranzo a sacco. Quindi, prossimamente quando <a title="Consulenza per il turismo" href="http://servizi-vari.cerkalo.it/no/cerco/consulenze-turistiche">cerchi agenzie turistiche</a> chiedi delle isole Tremiti!</p>
<p><em><strong>Fabio Nicolosi</strong><br />
Fabio Nicolosi è uno studente di ingegneria elettronica con la passione per il web e la scrittura. La sua formazione come articolista matura e cresce di pari passo con le sue convizioni: &#8220;La scrittura libera la mente e trascina in un mondo parallelo, dove non ci sono barriere, non ci sono restrizioni, c&#8217;è solo il tuo mondo&#8221;. La foto è di <a href="http://www.flickr.com/photos/roberto_ferrari/99204369/">Roby Ferrari</a></em></p>
</div>
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		<title>Puglia: non solo mare. Le vacanze in hotel sul Gargano</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 12:05:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A volte la grandezza e la meraviglia sono caratteristiche paradossalmente negative. Più che altro lo sono per chi sta lì attorno. Pensiamo per esempio a un giovane faggio che ostinatamente prova a crescere in una faggeta antica. Pensiamo alle opere letterarie cosiddette minori solo perché confrontate con la fama e la suprema arte dei più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2773" title="gargano-foresta-umbra" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2011/06/gargano-foresta-umbra.jpg" alt="" width="600" height="400" /></p>
<p>A volte la grandezza e la meraviglia sono caratteristiche paradossalmente negative. Più che altro lo sono per chi sta lì attorno. Pensiamo per esempio a un giovane faggio che ostinatamente prova a crescere in una faggeta antica. Pensiamo alle opere letterarie cosiddette minori solo perché confrontate con la fama e la suprema arte dei più conosciuti capolavori (primo caso che mi viene in mente: le Satire offuscate dall’Orlando Furioso dell’Ariosto). Un destino non del tutto dissimile può capitare anche con i luoghi geografici, e può capitare ancora di più in Puglia, troppo spesso celebrata (per carità: assolutamente a ragione) per le trasparenti lucentezze del proprio mare, per le calde atmosfere del proprio sole, per le bianche calci delle proprie case, per gli indimenticati ricordi dei propri cibi. Nessuno, o comunque pochi, troppo pochi, dicono che la Puglia è verde. E quando lo dicono, semmai, alludono all’olio extravergine di oliva.<span id="more-2772"></span></p>
<p>Quando al rientro da una vacanza si dice, frettolosamente, magari davanti alla macchina del caffè, che si è andati in Puglia, subito ci si sente replicare ah, beato te: sei andato al mare! E se uno invece avesse prenotato un <a href="http://hotel.italiaabc.it/gargano.html">hotel sul Gargano</a>? Già il grande Giuseppe Ungaretti mostrò una grande ammirazione per la varietà di quanto sul Gargano poteva trovare. Come si trova in <em>Vita di un uomo</em>, non poté esimersi dallo scrivere <em>&#8220;Il Gargano è il monte più vario che si possa immaginare […] faggi e cerri che hanno 50 metri d&#8217;altezza e un fusto d&#8217;una bracciata di 5 metri […] con abeti, aceri, tassi; con un rigoglìo, un colore, l&#8217;idea che le stagioni si siano incantate in sull&#8217;ora di sera […] caprioli, lepri, volpi … .&#8221;</em></p>
<p>E per fortuna è ancora oggi così: pensiamo per esempio all’enorme serbatoio di biodiversità che il promontorio pugliese offre, valendosi in questo di un clima molto vantaggioso caratterizzato da venti settentrionali che si caricano di umidità. Troviamo faggete, Pino d&#8217;Aleppo, macchia mediterranea, querceti, cerri, lecci, boschi misti con ornelli, frassini, olmi, ecc. In tutto contiamo oltre duemila specie botaniche, quasi 200 specie di uccelli. Spettacolare è anche il fenomeno del carsismo, davvero evidente nel caso della dolina Pozzatina, (profonda più di 100 metri, diametro di circa 500), la più grande d&#8217;Europa, e all’origine della particolarità della celebre Vieste, dato che deve la propria organizzazione urbana proprio al fenomeno del carsismo garganico. Sono andato al mare? Sono andato in montagna? Sono andato in grotta? No, più semplicemente sono andato in Puglia.</p>
<p><em><strong>Massimo Gregori</strong><br />
Massimo Gregori nasce – e cresce – come montanaro convinto. Pur avendo imparato ad amare i diversi tipi di paesaggio e specialmente l’indubbio fascino delle destinazioni tipicamente marine, non rinuncia a un po’ di prurito quando sente sminuire delle località varie ed articolate in nome delle loro spiagge dorate. E’ questo, per esempio, il caso del Gargano.</em></p>
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		<title>Foto di Santa Maria al Bagno, Salento</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Mar 2011 09:18:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Santa Maria al Bagno in inverno è una città tranquillissima, una città che mi ispira intimità. E&#8217; parte integrante del mare che lo si vede da qualsiasi punto. Ci sono stato per lavoro ieri e ne ho approfittato per fare alcune fotografie, la giornata era tiepida e abbastanza serena. La litoranea porta a nord verso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2004" title="santa_maria_al_bagno_mare" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2011/03/santa_maria_al_bagno_mare.jpg" alt="" width="600" height="399" /></p>
<p>Santa Maria al Bagno in inverno è una città tranquillissima, una città che mi ispira intimità. E&#8217; parte integrante del mare che lo si vede da qualsiasi punto. Ci sono stato per lavoro ieri e ne ho approfittato per fare alcune fotografie, la giornata era tiepida e abbastanza serena.<span id="more-2003"></span></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2005" title="santa_maria_al_bagno" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2011/03/santa_maria_al_bagno.jpg" alt="" width="600" height="400" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2006" title="santa_maria_bagno" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2011/03/santa_maria_bagno.jpg" alt="" width="600" height="400" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2007" title="santa_maria_al_bagno_spiaggetta" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2011/03/santa_maria_al_bagno_spiaggetta.jpg" alt="" width="600" height="400" /></p>
<p>La litoranea porta a nord verso <a href="http://www.thepuglia.com/2010/05/vacanze-nel-salento-a-santa-caterina-una-breve-guida/">Santa Caterina</a></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2008" title="santa_maria_al_bagno_litoranea" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2011/03/santa_maria_al_bagno_litoranea.jpg" alt="" width="600" height="399" /></p>
<p>Tutta la vita di Santa Maria al Bagno ruota attorno alla sua Piazza Nardò, dove trovate ristoranti e bar e il palazzo che, secondo me, domina la scena visiva dello skyline della città.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2009" title="santa_maria_al_bagno_piazzetta" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2011/03/santa_maria_al_bagno_piazzetta.jpg" alt="" width="600" height="400" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2010" title="santa_maria_al_bagno_ristorante" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2011/03/santa_maria_al_bagno_ristorante.jpg" alt="" width="600" height="399" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2011" title="santa_maria_al_bagno_salento" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2011/03/santa_maria_al_bagno_salento.jpg" alt="" width="600" height="400" /></p>
<p>In questo periodo si notano, lungo la litoranea, molte persone fare footing, portare a spasso il cane e gruppi di ciclisti che ne appofittano per fare sosta dopo aver passato lo splendido Parco Naturale di Porto Selvaggio. Ho fatto un giro a conversare con alcune persone del luogo che mi hanno consigliato dei posti dove mangiare e prendere un caffè, posti che vi consiglierò in un altro post. Ho creato un set di fotografie sulla <a href="http://tinyurl.com/6fypbpp">Pagina Facebook</a>, ne trovate qualcun altra del centro della città.</p>
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		<title>Vacanze in Gargano a Vico del Gargano, spiagge e trabucchi</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 08:35:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Consigli di viaggio per le vostre vacanze in Gargano in tutta la sua bellezza, raccontato da Giuseppe Romondia che ci consiglia alcune città e spiagge da visitare e anche un trabucco nel quale mangiare. Si dice che per apprezzare il luogo in cui si è nati bisogna guardarlo con gli occhi da turista, lo faccio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1939" title="vico_del_gargano" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2011/02/vico_del_gargano.jpg" alt="" width="600" height="399" /></p>
<p><em>Consigli di viaggio per le vostre vacanze in Gargano in tutta la sua bellezza, raccontato da Giuseppe Romondia che ci consiglia alcune città e spiagge da visitare e anche un trabucco nel quale mangiare.</em><span id="more-1938"></span></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1940" title="vico_del_gargano_paesaggio" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2011/02/vico_del_gargano_paesaggio.jpg" alt="" width="600" height="399" /></p>
<p>Si dice che per apprezzare il luogo in cui si è nati bisogna guardarlo con gli occhi da turista, lo faccio ogni giorno e ogni giorno rimango affascinato dalla bellezza genuina che il Gargano e <strong>Vico del Gargano</strong> riesce a trasmettermi. Sono luoghi da cui sono scappato letteralmente subito dopo i 18, ma &#8220;intru core&#8221; è rimasto e con passione ed entusiasmo ho deciso di tornare. Sono paesini con mille sfaccettature negative e positive, la gente sa tutto di tutti e se non sa qualcosa: la inventa, almeno qualcosa da dire e di cui parlare c’è sempre &#8230;</p>
<p>Ti svegli al mattino con l’urlo del panettiere che con il suo ape 50 consegna il pane in giro per il paese, fai un salto in piazza e la terza generazione vige incontrastata padrona assoluta delle panchine in villa, ti osservano ogni giorno come se non ti avessero mai visto, scrutano e indagano e sembra quasi ti critichino con lo sguardo invece no, ti guardano e pensano ai tuoi parenti cercano di capire &#8220;a chi si fign&#8221;, se il nome è quello del nonno paterno o materno, è gente umile piena di ospitalità  e semplicità quella che vive nel mio paese. Uscire con l’amico a 4 zampe è un rito per me, il compagno di viaggio ideale per scampagnate nella fantastica <strong>foresta Umbra </strong>ricca di vegetazione incontaminata, aria sana, vedute surreali, colori e ombre di un fascino incredibile.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1941" title="cibo_gargano" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2011/02/cibo_gargano.jpg" alt="" width="600" height="401" /></p>
<p>Quando l’arietta fresca della foresta diventa fredda mi sposto sulla costa, <strong>Calenella </strong>una delle spiaggie che frequento di più quando posso. Una baia non molto grande, alle due estremità due scogliere immense che ti fanno sentire coccolato e avvolto, il mare è cristallino, molta spiaggia libera e gli animali sono il benvenuto. Spostandosi di qualche chilometro si raggiunge <strong>Peschici</strong> meta dal carattere turistico piu marcato rispetto a Vico del Gargano, il suo centro storico merita una visita, la gente del posto è molto vivace: sembra di essere in Grecia osservando i colori delle abitazioni ma no, siamo Sul Gargano. La particolarità della nostra lunghissima costa che va da Foce Varano sino alla punta estrema di Vieste sono i Trabucchi, antichi strumenti di pesca oggi trasformati in attività ristorative.</p>
<p>Proprio ieri sono stato al <a href="http://www.altrabucco.it/">trabucco da Mimi</a>, subito dopo Peschici sulla litoranea che porta a <strong>Vieste</strong>, mangiare mentre un gabbiano ti osserva geloso del tuo pasto penso sia un esperienza unica. I profumi di questi luoghi e il loro essere intatti e inalterati rispetto ai tempi in cui erano funzionanti rende questi luoghi uno delle “Sette bellezze del Gargano” da visitare. Consiglio anche Spiaggia Zaiana, che posto! Una meraviglia tanto bella quanto difficile raggiungerla ma si sa che i posti più belli sono sempre quelli piu difficili da raggiungere. Vi lascio con il Gargano nel    cuore e la speranza di vedervi qui dalle nostre parti &#8230;</p>
<p><strong><em><em>Giuseppe Romondia</em></em></strong><br />
<em>Classe 80 Diplomato al Liceo Classico di Vico del Gargano, Laureato allo  IULM di Milano in Scienze Del Turismo, Master a New York in turismo  sostenibile, sempre a New York ha lavorato come guida per vari hotel per poi  continuare questa esperienza sulle Navi da Crociera Costa. Ha vissuto in  svariate città del Mondo, parla fluentemente inglese e spagnolo, ama il  sui dialetto Vicaiolo, dialetto del paese di origine Vico del Gargano  dove oggi gestisce il <a href="http://www.pizzicatobeb.com/">Pizzicato eco bed and breakfast</a> e lavora presso il  locale di Famiglia Bar Gelateria Pizzicato selezionato da Gambero Rosso  come miglior locale della provincia di Foggia.</em></p>
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		<title>L&#8217;oasi ideale per il birdwatching in Italia, Le Cesine</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Jan 2011 09:42:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;oasi più bella in Italia per fare birdwatching è Le Cesine, in Puglia. Lo dice EBN Italia, l&#8217;associazione nazionale che si dedica alla promozione dell&#8217;attività di osservazione degli uccelli che ha svolto una votazione nella quale ben 500 voti su 650 si sono indirizzati a questa riserva naturale. Allora, penso sia il caso di parlarvene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1797" title="cesine_oasi_wwf" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2011/01/cesine_oasi_wwf.jpg" alt="" width="600" height="400" /></p>
<p>L&#8217;oasi più bella in Italia per fare birdwatching è Le Cesine, in Puglia. Lo dice <a href="http://www.ebnitalia.it/">EBN Italia</a>, l&#8217;associazione nazionale che si dedica alla promozione dell&#8217;attività di osservazione degli uccelli che ha svolto una votazione nella quale ben 500 voti su 650 si sono indirizzati a questa riserva naturale. Allora, penso sia il caso di parlarvene un po&#8217; di più.<span id="more-1796"></span></p>
<p>La <a href="http://www.wwf.it/cesine.nt">riserva naturale Le Cesine</a> è una Oasi del Wwf, grande 380 ettari: una zona paludosa che è rimasta intatta sia alle bonifiche sia alle costruzioni in riva al mare. Si trova a sud di San Cataldo, la marina dei leccesi: dune, aree palustri, canali di bonifica, bosco misto e macchia mediterranea. La cosa che la rende unica è che la zona si trova proprio lungo una delle <strong>principali rotte migratorie</strong> che attraversano la nostra penisola. Prima di arrivare agli uccelli che potete vedere nell&#8217;oasi, vi racconto un po&#8217; di storia.</p>
<p><strong>Storia delle Cesine</strong><br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1798" title="falco_cesine_salento" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2011/01/falco_cesine_salento.jpg" alt="" width="600" height="402" /></p>
<p>Per secoli la zona è stata palude, ma ben più grande di quanto è adesso. La palude si estendeva da Brindisi fino a Otranto ed era considerata come un ambiente malsano dai contadini locali, soprattutto per la presenza delle zanzare. Alla fine dell&#8217;800 si comincia a parlare di una <strong>bonifica</strong> della zona per renderla coltivabile, lavoro che fu fatto grazie alla costruzione di canali e l&#8217;impianto di alberi che avevano il compito di assorbire l&#8217;acqua rimasta. Poi ci fu la Riforma Fondiaria dei primi anni cinquanta che ridisegnò la proprietà dell&#8217;area: alla Regione Puglia vennero affidati circa 350 ettari di terreni, altri 300 furono frazionati e destinati a coloro che bonificarono Le Cesine.</p>
<blockquote><p>Da questi anni sino ai primi anni 70 l&#8217;area di proprietà regionale fu concessa in gestione a una associazione di cacciatori. Con il crescere della coscienza ambientalista e della consapevolezza dell&#8217;importanza della conservazione e della salvaguardia di zone come Le Cesine, dopo una terribile mattanza di circa 5000 animali, si cominciò a lavorare per l&#8217;istituzione della riserva naturale.</p></blockquote>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1813" title="le_cesine_vista_aerea" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2011/01/le_cesine_vista_aerea.jpg" alt="" width="600" height="372" /></p>
<p>Ecco che nel 1971 a a Ramsar, in Iran, i 350 ettari di proprietà regionale ed i 300 ettari di privati a Le Cesine vennero riconosciuti <strong>Zona Umida di Interesse internazionale</strong>. Dopo la ratifica di Ramsar in Italia (1977) comincia il lavoro incessante di sensibilizzazione che il WWF Italia e il Corpo Forestale dello Stato svolsero per far si che si riconoscesse all&#8217;area una tutela maggiore.</p>
<p><strong>La Fauna: Oltre 200 specie di uccelli!</strong><br />
In <strong>inverno </strong>nei pantani le anatre e altri uccelli acquatici Codoni (Anas acuta), Mestoloni (Anas clypeata), Alzavole (Anas crecca), Fischioni (Anas penelope), Moriglioni (Aythya ferina), Morette (Aythya fuligula), Volpoche (Tadorna tadorna) trovano un sicuro riparo, anche se  non mancano le occasioni di incontrare specie rare ed elusive anche negli altri ambienti. I birdwatchers possono spesso ammirare anche l&#8217;Aquila minore (Hieraaetus pennatus). In <strong>primavera </strong>e <strong>autunno </strong>le migrazioni tra Africa e Europa sono il pretesto per i visitatori per ammirare le spettacolari evoluzioni dei rapaci Albanelle minori (Circus pygargus), Falchi di palude (Circus aeroginosus), le rare Albanelle pallide (Circus macrorus), gruppi di Grillai (Falco naumanni) e Falchi cuculo (Falco vespertinus). Tra le rarità nidificano ben due coppie di Fistione turco (Netta rufina) mentre i tratti di bosco sono popolati da fringuelli, cinciarelle, cinciallegre, occhiocotti e usignoli,  i veri sovrani assoluti.  Fra i canneti le specie nidificanti come la folaga, il tuffetto e il germano reale approfittano della tranquillità del luogo per allevare i propri piccoli e le dune offrono altrettanta pace a Fratini (Charadrius alexandrinus) e Fraticelli (Sterna albifrons). I tanti bird-watchers che frequentano questi posti incantati possono ammirare anche il Pellicano bianco (Pelecanus onocrotalus), il Gabbiano corso (Larus audouinii), ma anche la curiosa presenza del Vescovo dorato (Euplectes afer), specie esotica che ormai nidifica ogni anno. Tutte le informazioni sulla riserva le trovate <a href="http://www.riservalecesine.it/">qui</a>.</p>
<p>Fonti dell&#8217;articolo | <a href="http://www.wwf.it/client/ricerca.aspx?root=26866&amp;content=1">WWF</a>, <a href="http://www.corriere.it/animali/11_gennaio_12/oasi-wwf-cesine-birdwatching_33169302-1e62-11e0-8f93-00144f02aabc.shtml">Corriere della Sera</a></p>
<p>Foto 1 | Massimo Tolardo, la foto è <a href="http://www.flickr.com/photos/27525543@N05/4626919115/">questa</a>, mentre per vedere tutte le sue fotografie <a href="http://www.flickr.com/photos/27525543@N05/">cliccate qui</a><br />
Foto 2 | Alessandro Signore, il suo sito internet è <a href="http://www.alessephotographer.com/">www.alessephotographer.com</a><br />
Foto 3 | La foto è di <a href="http://www.flickr.com/photos/30459991@N03/2851378939">laku_u</a></p>
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		<title>Fuochi tra gli ulivi secolari &#8211; Episodio #05</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 10:48:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="600" height="364" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/8PWBFQIOWM0?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="600" height="364" src="http://www.youtube.com/v/8PWBFQIOWM0?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>On the road sulla strada per Porto Cesareo per visionare le case vacanze che sto selezionando per il 2011, delle quali potete leggere di più <a href="http://affitti.thepuglia.com/2010/11/come-sto-selezionando-le-case-vacanze-a-porto-cesareo/">cliccando qui</a>, mi sono imbattutto in una scena che in questi giorni è abbastanza frequente nella mia zona: i fuochi in mezzo agli ulivi. Più o meno, dal video precedente potete farvi un&#8217;idea di cosa si tratta.<span id="more-1444"></span></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1445" title="ulivi_secolari_salento_contadini" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2010/11/ulivi_secolari_salento_contadini.jpg" alt="" width="600" height="377" /></p>
<p>Questi fuochi fanno un sacco di fumo che invade la strada, un fumo denso che poi diventa come una nebbiolina man mano che si disperde nell&#8217;aria. E&#8217; un fenomeno che affonda le sue radici nella cultura contadina e secolare della zona, secolare come gli ulivi che la accompagnano. Si tratta di bruciare rami di ulivi da potatura, fogliame d&#8217;ulivo, insomma: tutto ciò che si ha dalla pulizia dell&#8217;ulivo e delle olive. Creano un odore unico nel suo genere, saprei riconoscerlo al primo naso!</p>
<p>Mentre andavo in direzione Porto Cesareo mi sono trovato nel suo mezzo e ho pensato subito al mio amico, che prima o poi andò a trovare per fare un video culinario insieme, Silvestro Silvestori della <a href="http://www.awaitingtable.com/">Awaiting Table Cookery School</a>, una delle scuole di cucina più rinomate della città di Lecce. Vi suggerisco di seguirlo anche sul suo blog, <a href="http://www.foodwriting-awaitingtable.com/">Silvestro&#8217;s Salento</a>. Ho pensato a lui perchè tempo fa pubblicò un bel set fotografico su questo argomento, set fotografico dal quale ho tratto la fotografia presenta in questo post. E mi sono fermato per farvi vedere la situazione più dal vivo con questo video.</p>
<p>Per chi ama fare passeggiate in bici nella campagna salentina, questa è una storia che potete incontrare in questo periodo, un bel retagio di cultura contadina: campi sterminati di alberi di ulivo, giornate ancora belle (sì, il video l&#8217;ho girato il 18 novembre e la giornata era davvero bella, come si nota anche dalle riprese) e l&#8217;odore dell&#8217;ulivo bruciato di tanto in tanto.</p>
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		<title>Vacanze in Salento, fate una sosta alle cave di bauxite</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Oct 2010 08:22:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Durante le vostre vacanze in Salento, vi suggerisco di prendervi un&#8217;oretta e di andare a pochissimi chilometri a sud di Otranto e ammirare il panorama selvaggio delle cave di bauxite ormai abbandonate. Dirigetevi a sud in direzione Punta Palascia, a circa un chilometro fuori da Otranto comincerete a vedere un paesaggio naturale, prestate attenzione perchè [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1295" title="cava_bauxite_otranto" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2010/10/cava_bauxite_otranto.jpg" alt="" width="600" height="400" /></p>
<p>Durante le vostre vacanze in Salento, vi suggerisco di prendervi un&#8217;oretta e di andare a pochissimi chilometri a sud di Otranto e ammirare il panorama selvaggio delle cave di bauxite ormai abbandonate.<span id="more-1294"></span></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1296" title="cava_bauxite_otranto_foto" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2010/10/cava_bauxite_otranto_foto.jpg" alt="" width="600" height="400" /></p>
<p>Dirigetevi a sud in direzione Punta Palascia, a circa un chilometro fuori da Otranto comincerete a vedere un paesaggio naturale, prestate attenzione perchè a breve vedrete una conformazione di terra rossa sulla vostra sinistra. Alla cava di bauxite si accede attraverso una strada sterrata, in piena estate vi sembrerà di stare in un ambiente tipo Australia, almeno questo mi ha richiamato nella mia mente.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1297" title="cave_bauxite_otranto" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2010/10/cave_bauxite_otranto.jpg" alt="" width="600" height="400" /></p>
<p>E&#8217; difficile trovare informazioni sulle cave di bauxite di Otranto, sebbene ormai facciano parte del tour salentino per molti viaggiatori. Non ci sono pannelli esplicativi, non ci sono didascalie. Niente. L&#8217;unica notizia che ho trovato è sulla guida Touring Club di Lecce e provincia che possiedo, un po&#8217; datata a dire il vero: &#8220;<em>Poco oltre, una strada asfaltata conduce nell&#8217;area delle cave di bauxite, da tempo abbandonate, in un&#8217;area di particolare interesse paesaggistico e ambientale</em>&#8220;. Nulla più. Lascio che parlino le mie fotografie &#8230;</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1298" title="cave_bauxite_salento" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2010/10/cave_bauxite_salento.jpg" alt="" width="600" height="400" /></p>
<p>Ho scritto ThePuglia sulla Bauxite!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1300" title="terra_rossa_cava_salento" src="../wp-content/uploads/2010/10/terra_rossa_cava_salento.jpg" alt="" width="600" height="400" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1299" title="otranto_cave_bauxite" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2010/10/otranto_cave_bauxite.jpg" alt="" width="600" height="400" /></p>
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		<title>Porto Cesareo, Torre Lapillo, Punta Prosciutto: guida all&#8217;entroterra d&#8217;Arneo</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 13:14:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Porto Cesareo, Torre Lapillo e Punta Prosciutto si trovano in un territorio chiamato Arneo. Questa parte del Salento è bella non solo per le sue spiagge bianche e finissime e per il suo mare trasparente, ma anche per quello che si può vedere appena ci si sposta nell&#8217;entroterra. Ecco la mia breve guida a questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-811" title="campagna_salento_arneo" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2010/06/campagna_salento_arneo.jpg" alt="" width="600" height="395" /></p>
<p>Porto Cesareo, Torre Lapillo e Punta Prosciutto si trovano in un territorio chiamato Arneo. Questa parte del Salento è bella non solo per le sue spiagge bianche e finissime e per il suo mare trasparente, ma anche per quello che si può vedere appena ci si sposta nell&#8217;entroterra. Ecco la mia breve guida a questo fantastico territorio dell&#8217;alto Salento.<span id="more-800"></span></p>
<p><strong>Il territorio</strong><br />
La terra d&#8217;Arneo la si può idealmente localizzare lungo la costa ionica salentina da San Pietro in Bevagna fino a Torre Inserraglio. Nell&#8217;entroterra, invece, si estende da Manduria (dove si produce il vino Primitivo) fino a Nardò. I comuni interessati dalla terra d&#8217;Arneo sono: Porto Cesareo, Veglie, Avetrana, Leverano, Nardò, Copertino, Salice Salentino, Guagnano, San Pancrazio Salentino e Manduria. Si chiama Arneo dal nome di un antico casale di epoca normanna situato appena a nord ovest di Torre Lapillo.</p>
<p><strong>Un po&#8217; di storia</strong><br />
Inizialmente questa zona era caratterizzata da paludi lungo la costa che la rendevano terra di malaria. Nell&#8217;entroterra, invece, dappertutto macchia mediterranea, frequentata dalle greggi dei pastori e dai briganti. Con Giolitti e con il fascismo furono avviate le opere di bonifica che risanarono la zona tutta e resero possibile il nascere di villaggi turistici, ville, case e stabilimenti balneari che adesso ne fanno una delle zone più belle per la balneazione in tutto il Salento.</p>
<p><strong>Che cosa potete trovare nella terra d&#8217;Arneo?</strong><br />
E&#8217; una terra aspra, arida, calda, caratterizzata da costruzioni tipiche come le numerose masserie fortificate e i <em>furnieddhri </em>(vedi di seguito). Dal punto d vista della vegetazione, troverete macchia mediterranea, ulivi secolari ovunque e più verso i paesi dell&#8217;entorterra i vigneti di negroamaro. Lungo la costa, come detto anche in altri articoli di questo blog, si sviluppano spiagge meravigliose intervallate da costa a scogli bassi, torri costiere e il Parco di <a href="http://www.thepuglia.com/2010/05/porto-selvaggio-loasi-piu-bella-del-salento/">Porto Selvaggio, una delle oasi più belle di tutto il Salento</a>. Vi dico e vi faccio vedere qualcosa di più. Suggerimento: l&#8217;Associazione <a href="http://www.arneotrek.it/">ArneoTrek</a> organizza delle belle escursioni nell zona, contattatela pure se volete saperne di più.</p>
<p><strong>Masserie fortificate e non</strong><br />
<img class="alignnone size-full wp-image-801" title="masseria_fortificata_salento" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2010/06/masseria_fortificata_salento.jpg" alt="" width="600" height="450" /></p>
<p>In zona si trovano numerose masserie fortificate e non fortificate. Alcune cominciano ad essere ristrutturate e a diventare strutture ricettive di grande fascino, altre sono ancora in completo stato di abbandono. Il territorio che ne presenta di più è quello di Nardò con decine di masserie fortificate. Se ne ritrovano di semplici, invece, nei territori di Guagnano, Veglie, Salice Salentino e un po&#8217; ovunque. In età moderna le masserie rappresentarono il tipico insediamento produttivo dell&#8217;Italia Meridionale, un paesaggio rurale che adesso sta ritornando prepotentemente al centro dell&#8217;attenzione.</p>
<p><strong>Furnieddhri</strong><br />
<img class="alignnone size-full wp-image-804" title="truddhri_pajare_pagghiare_furnieddhri" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2010/06/truddhri_pajare_pagghiare_furnieddhri.jpg" alt="" width="600" height="449" /></p>
<p>Sono chiamati anche <em>truddhri</em>, <em>pajare </em>o <em>pagghiare</em>. Ce ne sono di diversi tipi a seconda dell&#8217;altitudine, dell&#8217;uso che ne veniva fatto, della distanza dal mare. Costruiti con le pietre dei fondi vicini, rappresentano un elemento importantissimo del paesaggio locale. Potevano ospitare fino a 3 o 4 persone. &#8220;Nell&#8217;interno la copertura è chiusa a volta a cupola e detta tecnica può benissimo essere considerata l&#8217;antesignana della costruzione delle tipiche volte in pietra leccesi&#8221; [fonte: <a href="http://www.pinodenuzzo.com/pietre/furneddrhi.htm">Pinodenuzzo.com</a>]</p>
<p><strong>Macchia mediterranea</strong><br />
<img class="alignnone size-full wp-image-805" title="macchia_mediterranea" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2010/06/macchia_mediterranea.jpg" alt="" width="600" height="450" /></p>
<p>E&#8217; la tipica vegetazione che si trova lunga le coste del Mediterraneo, capace di superare lunghi periodi di siccità con temperature elevate. E&#8217; costituita da alberi e arbusti dotati di foglie persistenti, piccole e coriacee, oltre ad altri accorgimenti anatomici e fisiologici (spine, radici profonde, corteccia spessa, etc). Tra le specie arboree prevalgono il leccio (Quercus ilex), il carrubo (Ceratonia siliqua), varie specie di pino (Pinus pinea, P. pinaster, P. alepensis) e, nelle zone con suolo più fresco e profondo, la roverella (Quercus pubescens) e la vallonea (Quercus vallonea). Gli arbusti più rappresentativi sono il corbezzolo (Arbutus unedo), il mirto (Myrtus communis), il lentisco (Pistacia lentiscus), la fillirea (Phyllirea angustifolia e P. latifolia), il ginepro coccolone (Juniperus oxycedrus) e il ginepro fenicio (Juniperus phoenicea), l’olivello spinoso (Hippophaë rhamnoides) e una pianta lianosa, lo smilace (Smilax aspera). Lo strato più basso comprende il cisto (Cistus incanus), varie specie di timo (gen. Thymus), il rosmarino (Rosmarinus officinalis), la ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius) e l’erica arborea (Erica arborea). Nella macchia delle zone più calde e aride possono comparire anche il fico d’India (Opuntia ficusindica), la rara palma nana (Chamaerops humilis) e l’agave (gen. Agave).</p>
<p><strong>Ulivi secolari</strong><br />
<img class="alignnone size-full wp-image-806" title="ulivo_secolare_porto_cesareo" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2010/06/ulivo_secolare_porto_cesareo.jpg" alt="" width="600" height="399" /></p>
<p>E&#8217; una pianta che vive, appunto, per secoli. Questa sua caratteristica è da imputarsi soprattutto al fatto che riesce a rigenerare completamente o in buona parte l&#8217;apparato epigeo e ipogeo danneggiato. L&#8217;olivo è inoltre una pianta sempreverde, ovvero la sua fase vegetativa è pressoché continua durante tutto l&#8217;anno, con solo un leggero calo nel periodo invernale. La caratteristica principale, ovviamente, è il suo tronco contorto. La corteccia è grigia e liscia ma tende a sgretolarsi con l&#8217;età. Permette di produrre l&#8217;olio extra vergine di oliva, tanto utilizzato nella cucina tipica di questa zona. Tra gli ulivi più belli che ho visto in questa zona, segnalo quelli che si torvano lungo la strada che da Veglie porta al mare di Porto Cesareo (vedi foto precedente): semplicemente fantastici!</p>
<p><strong>Vigneti di Negroamaro</strong><br />
<img class="alignnone size-full wp-image-807" title="vigneto_negroamaro_salento_guagnano_salice_salentino" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2010/06/vigneto_negroamaro_salento_guagnano_salice_salentino.jpg" alt="" width="600" height="401" /></p>
<p>Il Negroamaro è un vitigno introdotto dai greci nel bacino dello ionio, e in particolar modo diffuso nel Salento e in provincia di Taranto su terreni calcarei, molto fertili e con la presenza di ferro che lo rende terreno di un colore rossastro. Si presenta con grappolo medio, serrato, conico e con acino medio grosso, con polpa succosa e dolce, ha una produzione costante e abbondante. Fino a pochi anni fa il vino ottenuto con Negroamaro era maggiormente utilizzato come vino da taglio per i vini meno strutturati e meno alcolici di alcune regioni del nord ma attualmente, anche grazie alla costanza e passione di alcuni produttori, il Negroamaro viene vinificato per la produzione di ottimi vini, specialmente nella versione rosato.</p>
<p>Tutte le foto, tranne le ultime due, sono dell&#8217;Associazione <a href="http://www.arneotrek.it/">ArneoTrek</a>, grazie. Ulteriori informazioni le potete trovare sul sito internet <a href="http://www.terradarneo.it/index.php?option=com_frontpage&amp;Itemid=1">GAL Terra d&#8217;Arneo</a></p>
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		<title>Porto Selvaggio, l&#8217;oasi più bella del Salento</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 19:32:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una vacanza in Puglia, per chi volesse spingersi fino a sud nel Salento, non può assolutamente non mancare una visita a Porto Selvaggio, per il suo mare, il suo impatto visivo immenso, la sua tranquillità. Ecco cosa potete fare e vedere a Porto Selvaggio, una meta dell&#8217;estate del Salento, ma che io suggerisco di vedere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-699" title="baia_porto_selvaggio" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2010/05/baia_porto_selvaggio.jpg" alt="" width="600" height="386" /></p>
<p>Una vacanza in Puglia, per chi volesse spingersi fino a sud nel Salento, non può assolutamente non mancare una visita a Porto Selvaggio, per il suo mare, il suo impatto visivo immenso, la sua tranquillità. Ecco cosa potete fare e vedere a Porto Selvaggio, una meta dell&#8217;estate del Salento, ma che io suggerisco di vedere anche nelle altre stagioni.<span id="more-695"></span></p>
<p><strong>Dove si trova?</strong><br />
<img class="alignnone size-full wp-image-705" title="baia_porto_selvaggio_salento" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2010/05/baia_porto_selvaggio_salento.jpg" alt="" width="600" height="398" /></p>
<p>Porto Selvaggio si trova nel comune di Nardò, provincia di Lecce. Si tratta di circa 1.000 ettari di parco (<a href="http://www.portoselvaggio.net/">Parco di Porto Selvaggio e Palude del Capitano</a>, io vi parlerò in questo articolo soltanto della zona di Porto Selvaggio, la Palude del Capitano merita un articolo a parte). E&#8217; un area naturale protetta della Regione Puglia istituita nel 2006. Si trova lungo la costa tra <a href="http://www.thepuglia.com/category/city-guide/porto-cesareo/">Porto Cesareo</a> e <a href="http://www.thepuglia.com/category/city-guide/gallipoli/">Gallipoli</a>, circa a metà strada più o meno. Si trova a ridosso di <a href="http://www.thepuglia.com/category/city-guide/santa-caterina/">Santa Caterina</a>, ciò che la divide è la Torre dell&#8217;Alto.</p>
<p><strong>Che cosa vedere</strong><br />
Vi consiglio due località: la Baia di Porto Selvaggio e la Baia di Uluzzo. Fermatevi in entrambe le zone, sostate, fate un bagno nel mare, potete fare anche dei tuffi se li sapete fare, nuotate e ammirate il paesaggio.</p>
<p><strong>Baia di Porto Selvaggio</strong><br />
<img class="alignnone size-full wp-image-703" title="porto_selvaggio_alto" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2010/05/porto_selvaggio_alto.jpg" alt="" width="600" height="390" /></p>
<p>A circa 1 km da Santa Caterina, direzione Porto Cesareo, si arriva a Villa Tafuro, dove c&#8217;è uno degli ingressi al Parco. Seguite il sentiero che in una ventina di minuti di camminata nella pineta vi porterà alla Baia di Porto Selvaggio. La Baia è bellissima: piccola, non troverete sabbia, bensì una baietta con sassolini e poi scogliera. Alla vostra sinistra vedrete la Torre dell&#8217;Alto, mentre a destra potete seguire i sentieri e scoprire la zona. Ci sono alcuni posti nei quali è possibile fare dei tuffi da piccole altezze. Tenete presente che l&#8217;acqua è poco profonda nei pressi della caletta della baia, mentre per il resto è abbastanza profonda fin dal primo impatto.</p>
<p><strong>Baia di Uluzzo</strong><br />
<img class="alignnone size-full wp-image-711" title="torre_uluzzo_porto_selvaggio" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2010/05/torre_uluzzo_porto_selvaggio.jpg" alt="" width="600" height="343" /></p>
<p>Proseguendo verso nord lungo la litoranea Santa Caterina &#8211; Porto Cesareo, arriverete al punto più bello della costa salentina che si affaccia sullo Ionio: la Baia di Uluzzo. Parcheggiate la macchina da qualche parte, magari nei pressi del Fico d&#8217;India, il locale che gode della visuale più affascinante della zona (prendete anche un drink, giacchè ci siete). Questa baia è molto meno accessibile della precedente, è più impervia, dovete impegnarvi un po&#8217; di più perchè la pendenza è maggiore. Scendete giù seguendo alcuni sentieri, siamo quasi a livello di trekking, non per chi è a livello principiante, ma diciamo per un livello medio. Qui è possibile fare dei tuffi da altezze ragguardevoli, c&#8217;è chi li fa. Un consiglio è quello di vedere il tramonto in agosto, il sole che tramonta alle spalle della Torre Uluzzo: fantastico! Sulla strada noterete, oltre alle rovine della Torre Uluzzo, anche una tipica costruzione salentina, fatta tutta a secco: lu <em>furniedhru</em> (solitamente chiamati anche  truddhri, pajare o pagghiare). Maggiori informazioni <a href="http://ankale.altervista.org/pagine/architetturarurale/architetturarurale_furnieddhri.html">qui</a>. Inoltre, la baia di Uluzzo è una delle località più importanti nel Salento per quanto riguarda l&#8217;archeologia preistorica. Le principali grotte e fonti di ritrovamenti della baia sono la grotta del Cavallo, che con i suoi otto metri di spessore di sedimenti documenta oltre 120 mila anni si storia, la grotta di Uluzzo, ubicata al di sotto della torre omonima, e la grotta Cosma.</p>
<p><strong>Altro da sapere</strong><br />
<img class="alignnone size-full wp-image-719" title="porto_selvaggio_costa_mare_salento" src="http://www.thepuglia.com/wp-content/uploads/2010/05/porto_selvaggio_costa_mare_salento.jpg" alt="" width="600" height="369" /></p>
<p>- <em>La grotta del Cavallo</em>: la grotta ha restituito numerosi reperti legati all&#8217;Uomo di Neanderthal (resti macellati di animali, da cui il nome della grotta, manufatti di pietra, ecc.); nella grotta sono state rinvenute le testimonianze di una cultura, l&#8217;Uluzziano.<br />
- <em>Serra Cicora</em>: l&#8217;importanza archeologica di Serra Cicora consiste nella presenza di una frequentazione del primo neolotico a ceramica impressa, seguita da uno stanziamento di neolitico recente &#8211; finale a ceramica Serra d&#8217;Alto e Diana. A quest&#8217;ultimo (V millennio a.C.) si deve l&#8217;impianto di una vera e propria necropoli che ha restituito finora circa venti individui, alcuni dei quali in strutture megalitiche che anticipano una tipologia ritenuta fino a ieri molto più recente.</p>
<p><strong>Come raggiungere Porto Selvaggio?</strong><br />
<em>- Per chi proviene da Porto Cesareo</em>, seguire le indicazioni per  S.Isidoro e percorrere la litoranea (SP 286) in direzione Nardò: si  incontrano nell&#8217;ordine la palude del Capitano, poi la Baia di Uluzzo e  la pineta di Porto Selvaggio.<br />
<em>- Per chi proviene da Gallipoli</em>, seguire le indicazioni per  S.Caterina e poi per la litoranea Nardò &#8211; S.Isidoro &#8211; Porto Cesareo (SP  286).<br />
<em>- Per chi proviene da Lecce</em>, arrivati a Nardò, prendere la strada  per S.Caterina e seguire le indicazioni per la litoranea Nardò &#8211; S.  Isidoro &#8211; Porto Cesareo (SP 286).<br />
<em>- Per chi ha il navigatore</em>, queste sono le coordinate della  Masseria di Torre Nova: N 40° 10&#8242; 13,54&#8243; &#8211; E 17°  57&#8242;  27,83&#8243;</p>
<p>Se ci siete stati o ci andrete, fatemi sapere le vostre emozioni &#8230;</p>
<p>Per avere maggiori informazioni, vi suggerisco di navigare il <a href="http://www.portoselvaggio.net/">sito del parco</a></p>
<p>Foto 1 | <a href="http://www.flickr.com/photos/albertobizzini/342848051/">bizzo_65</a><br />
Foto 2 | <a href="http://www.flickr.com/photos/stefanocacciatore/2687678035/in/set-72157604899424686/">Kato Salento</a>, Stefano Cacciatore<br />
Foto 3 | <a href="http://www.flickr.com/photos/albertobizzini/305777211">bizzo_65</a><br />
Foto 4 | <a href="http://www.flickr.com/photos/fulhamphil/4293786352/">fulham phil</a><br />
Foto 5 | Marco Lavagnini, per il suo blog <a href="http://marcolavagnini.tumblr.com/">cliccate qui</a></p>
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