Degustazione di un rosato di Puglia di Apollonio – Episodio #03

Vini di Puglia, Negroamaro, Primitivo, Susumaniello e tanti altri. Ne ho parlato con Mattie John Bamman, un giornalista scrittore del vino di San Francisco che ho conosciuto a Lecce. Mattie si trovava in Puglia da diverso tempo, per cui ha avuto modo di conoscere abbastanza bene i vini pugliesi, andando per cantine e conoscendo i produttori. Abbiamo così deciso di fare una video degustazione di una bottiglia di vino a lui particolarmente cara: il Diciotto Fanali di Apollonio, ve la spiego di seguito.

Location

Ci siamo incontrati nella bella Ceglie Messapica, nella Valle d’Itria, e da lì ci siamo mossi in direzione Martina Franca. Lungo la strada, puntellata ovunque di trulli, ne abbiamo trovato uno che ci ha colpito a tal punto da sederci al suo bordo, discutere di vino e stappare la bottiglia in questione. Faccio un sunto di quanto detto nel video, traducendo in italiano per chi non avesse la possibilità di capire ciò che ci siamo detti (domanda: me la cavo con l’inglese?)

Minuto 00.00: gli ho chiesto se i vini pugliesi sono conosciuti in America. Sono due le “cose” più conosciute e soprattutto disponibili: da una parte il Primitivo che è diventato famoso grazie alla sua disputa con il suo parente americano zinfandel; dall’altra la Doc Salice Salentino, abbastanza conosciuta, la si può trovare anche nei supermercati ogni tanto. Per quanto riguarda altri vini e vitigni di Puglia, ancora siamo agli inizi. Mattie suggerisce la via del futuro: il Negroamaro, un vitigno facile che per le sue caratteristiche in rosato sarebbe la carta vincente dei vini di Puglia. Lo penso anche io.

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Minuto 02.09

A questo punto cominciamo con la degustazione del Diciotto Fanali di Apollonio, un rosato del 2006. Fatto in maniera diversa, è un rosato differente, buono per una sorta di invecchiamento (non a caso è di quattro anni fa). Apollonio è un’azienda vinicola di Monteroni, nel Salento. La bottiglia è un negroamaro in purezza da coltivazione ad alberello, fermentato in botti di acacia, affinato per 12 mesi in botti di acacia e 6 mesi in bottiglia.
Minuto 03.15: iniziamo la degustazione. Il colore è sul marrone, color salmone, con riflessi dorati, ben diverso dalla solita chiarezza dei rosati nostrani. Molto fruttato, sentiamo la mela, la rosa, l’albicocca. Intenso. La particolarità è che, se molti rosati sarebbero abbastanza toccati dalla barrique, questo no: è ben equilibrato e ha ancora un suo carattere. In bocca è viscoso.
Minuto 05.10: mi chiedo se questo rosato esprima un terroir Salento. Conveniamo sul fatto che esprime certamente il negroamaro, vitigno salentino, ma c’è qualcosa che va oltre.
Minuto 06.05: terminata la degustazione, chiedo a Mattie se ha qualche vino in Puglia che preferisce particolarmente. Ce ne suggerisce due: il Divoto sempre di Apollonio, un Copertino Rosso Doc; il Graticciaia Rosso Igt Salento di Agricole Vallone, bottiglia intorno alle 50,00€. Ma, la cosa bella della Puglia, è che è possibile trovare vini buoni a prezzi buoni: Mattie potrebbe nominare oltre 20 etichette di questo tipo che costano non più di 5 euro!
Minuto 07.36: Ci salutiamo, mentre la nostra camera woman Kristin Kearns gira la videocamera sul profilo dei trulli della Valle d’Itria.

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E’ stata una bella conversazione, spero di farne altre di questo tipo. Per seguire Mattie John Bamman, date un’occhiata al suo blog By the Tun e al suo sito personale. Al momento sta facendo un viaggio dalla Puglia al Trentino Alto Adige per conto di EuropeUpClose.com

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6 Commenti su “Degustazione di un rosato di Puglia di Apollonio – Episodio #03

  1. Riporto il parere dei convitati. Lacrimarosa è piaciuto, a seguire Girofle e gli altri (…escluse bollicine s’intende).
    Le motivazioni sono difficili da spiegare. Forse con altri condimenti, meno poveri o essenziali, si valorizzavano meglio.
    Il fatto è, come cercavo di spiegare nel post, in ogni territorio ci si abitua nel tempo a certi gusti e conseguenti abbinamenti; ed è difficile far cambiare abitudini al palato.
    In Salento dove c’è sicuramente più tradizione di rosati, sanno apprezzarli e gestirli meglio.

  2. Cozze in guazzetto; gallinella, spigola, pesce s. pietro lessi; salmone marinato; carpaccio di tonno affumicato; mammelle di seppia lesse; rigatoni al sugo di ricciola dell’adriatico; zanchette romane (sogliola dei poveri) pescate in acque di pertinenza croata; rana pescatrice arrosto: che bella mangiata, Rinaldo! Non hai trovato nessun rosato, quindi, che si abbinasse ad alcuno di questo pescato? Ho letto il tuo post, ma non ho trovato le motivazioni …