Domenica Cortili Aperti 2014 nel centro storico di Lecce

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Vi segnalo questa fantastica iniziativa che a Lecce, domenica 25 maggio, coinvolgerà decine di edifici, palazzi e piazze del centro storico: Cortili Aperti 2014. E’ un occasione unica per visitare palazzi nobiliari e angoli segretissimi cui normalmente non è possibile accedervi: 25 dimore storiche e 2 chiese. Al loro interno saranno organizzati momenti musicali, culturali e di intrattenimento. Nei Cortili ci sono spettacoli teatrali di compagnie locali, esposizioni di pittura, mostre di fotografia, corsi di ceramica, concerti, esposizione di artigianato locale. Organizzatore evento: Associazione Dimore Storiche (dal loro sito ho tratto la foto precedente) – Contatti evento: puglia@adsi.it.

Apertura Cortili:  Domenica 25 Maggio 2014  dalle 10.00/13.00 e 16.00/21.30. Ecco nel dettaglio l’elenco delle dimore che potete visitare.

  • Palazzo Casotti – Via Umberto I, 8
  • Palazzo Elia Fazzi (oggi Memmo) – Via Idomedeo, 66
  • Palazzo Martirano Ayroldi – Vico Vernazza, 12
  • Palazzo Gorgoni (oggi Marati) – Via Idomedeo, 36
  • Palazzo Guido – Via Conte Gaufrido, 3
  • Casa a Corte Protonobilissimo (oggi Bortone) – Vico dei Protonobilissimi, 8
  • Casa a Corte – Via Vittorio dei Prioli, 48
  • Palazzo Tinelli – Via Leonardo Prato, 32
  • Palazzo Palmieri (oggi Guarini) – Via Palmieri, 42
  • Palazzo Palombi (oggi Carrelli Palombi) – Via Vittorio Emanuele III, 29
  • Palazzo Rollo (oggi Andretta) – Via Vittorio Emanuele III, 14
  • Palazzo Ferrante Gravili – Via Libertini, 59
  • Palazzo Apostolico Orsini (oggi Martirano) – Via Libertini, 50
  • Convento di San Giovanni D’Aymo – Via Libertini, 3
  • Palazzo Carrozzini – Piazzetta Giambattista del Tufo, 20
  • Palazzo Andretta – Via Petronelli, 18
  • Palazzo Brunetti (oggi Stefanizzo Scippa) – Via Paladini, 14
  • Palazzo Tamborrino (oggi Cezzi) – Via Paladini, 50
  • Palazzo Grassi – Via dei Perroni, 12
  • Palazzo Martirano (oggi Amabile) – Via F. Antonio D’Amelio, 17
  • Palazzo Castromediano – Vico Vernazza, 7
  • Palazzo Castromediano Vernazza – Vico Vernazza, 7
  • Palazzo Sambiasi – Via Marco Basseo, 31
  • Palazzo Guarini – Via Marco Basseo, 26
  • Palazzo Bernardini – Via Marco Basseo, 25
  • Chiesa San Leucio – Via Francesco Antonio D’Amelio, 5
  • Chiesa San Sebastiano – Vico dei Sotterranei, 23

Non dimenticate, inoltre, che domenica è anche la giornata di Cantine Aperte, trovate tutte le informazioni sulle cantine da visitare cliccando qui. Ne avete di fare cose in questo fine settimana!

Come fare le fave secche

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Prima di mangiare il purè di fave, uno dei simboli della tradizione culinaria pugliese, non vorreste sapere come si fanno le fave secche? Siccome vivo in un territorio tanto desiderato tanto ancestrale, ho la fortuna di essere testimone ogni giorno di riti e gesti molto antichi, secolari, forse millenari. La preparazione delle fave secche, cioè la base del purè di fave, è un esempio di tutto ciò.

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Le fave si lasciano seccare direttamente sulla pianta. Con il caldo dell’estate, secca tutto, la pianta e con essa anche i baccelli e le fave al loro interno. Si raccolgono tutti i baccelli e, una volta messi per terra tutti assieme, si sbattono con un bastone per liberare le fave. Verranno fuori le fave di un colore marroncino perchè già secche.

Queste, si lasceranno seccare al sole per un altro pò, solitamente sulle terrazze delle case o per strada anche. Poi viene il bello: bisogna liberare le fave dai gusci. Come? Con un martello! Ecco il procedimento.

Dal video, potete capire quanto tempo ci vuole per riempire una scodella di fave secche. Tanto tempo. Sono gesti da compiere in famiglia, pittosto che guardare la televisione la sera, la si passa a …spaccar fave! Sono testimonianze di quanto sia slow la mia terra. Una volta liberate le fave dal loro guscio, ecco le fave secche, di colore giallo, quelle che utilizzeremo poi per la preprazione del purè di fave da abbinare alle verdure come contorno.

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Quando siete in Puglia, chiedete un bel purè di fave. Solitamente lo preparano nelle masserie e negli agriturismo in campagna. E pensate a quanto lavoro c’è prima di mangiarlo: buon appetito!

3 cose da vedere assolutamente a Otranto

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Al di là delle spiagge, Otranto ha da mostrarvi tante altre cose belle: è senza dubbio uno dei paesini di mare più belli del Salento. Ce ne sono tanti, Gallipoli, Santa Maria di Leuca, Castro, Porto Cesareo, ma Otranto ha un fascino diverso. E’ un centro abitato molto antico, che conserva monumenti, stradine, pietre e un atmosfera di confine. Ho scritto diverse volte già di questa città, al momento ecco i post pubblicati:
Alla scoperta di Otranto, la punta d’oriente d’Italia
Le spiagge più belle del Salento: Baia dei Turchi a Otranto
Una giornata d’estate a Otranto

Già leggendo i post precedenti vi farete un’idea abbastanza dettagliata di Otranto. Oggi, per concludere il mio racconto sulla città, vi evidenzio le tre cose che assolutamente non potete non vedere se siete in zona a trascorrere le vostre vacanze in Salento. Per cui, abbandonate per un giorno la spiaggia per un paio d’ore e dirigetevi nel centro storico di Otranto. Se alloggiate in zona, vi suggerisco di andarci al calare del sole così poi ci rimanete per cena. Invece, se alloggiate in altre località del Salento, vi conisglio di dedicare una giornata a fare un tour della costa e a Otranto vi suggerisco di arrivarci poco prima di pranzo. Andiamo a vedere adesso le 3 cose da vedere a tutti i costi a Otranto!

1. Castello Aragonese

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Il castello è una fortezza edificata dagli Aragonesi di Napoli tra il 1485 e il 1498, probabilmente su una costruzione preesistente risalente al periodo federiciano. Ha una pianta pentagonale e irregolare, è dotato di un fossato che si estende per tutto il perimetro e, in passato, era munito anche di un ponte levatoio che ne costituiva l’unico ingresso. E’ formato da tre torrioni di forma cilindrica e un bastione a lancia, soprannominato “Punta di Diamante”, costruito nel 1578. All’interno, vi è una piazzetta con una scalinata che porta ai livelli superiori. Attualmente, il castello è lo spazio in cui si svolgono mostre ed eventi culturali e artistici. Vi segnalo il sito del Castello Aragonese Otranto dove troverete tutte le informazioni e gli orari di apertura.

2. Cattedrale dell’Annunziata

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La Cattedrale si trova sul luogo più alto di Otranto. Fu costruita sui resti di una domus romana, di un villaggio messapico e di un tempio paleocristiano: già questo ci fa immaginare quante storie conosce il luogo e Otranto tutta! Fu terminata nel 1088, è una sintesti di stili differenti come quello paleocristiano, quello bizantino e quello romanico, tutti perfettamente fusi. Praticamente, la storia di Otranto si può dire che è racchiusa nella Cattedrale. All’interno, troverete il mosaico realizzato con delle tessere policrome di calcare locale molto duro. La tendenza di stile è romanica, con alcuni elementi bizantini.

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E’ un mosaico che ti rapisce con la sua bellezza visiva e la sua carica iconografica. Troverete un Albero della vita lungo il quale si dipanano le principali rappresentazioni: Adamo ed Eva, il toro, un Behemot, un Leviatano, un Dromedario rampante, un Elefante, una Lonza, la Regina di Saba, il Re Salomone, una Sirena, un Leopardo e un Ariete, la caccia al cinghiale, episodi del libro di Giona, Sansone, il Paradiso Terrestre, Re Artù, Caino e Abele, il Diluvio Universale, la dea Diana, un Cavallo, figure zoomorfe e antropomorfe di diverse dimensioni, re Alessandro Magno, il Giudizio Universale e molto altro. Per maggiori informazioni, cliccare qui.
Orari e giorni di apertura
– Da giugno a settembre: 7.00-12.30/15.00-20.00
– Restanti mesi dell’anno: 7.00-12.00/15.00-17.00

3. Chiesa di San Pietro

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La chiesa è uno dei massimi esempi di tradizione costruttiva bizantina in Puglia. La chiesa risale probabilmente ai secoli IX – X e si trova proprio nel cuore del centro storico di Otranto. E’, forse, la prima basilica della città, alle dirette dipendenze della sede patriarcale di Costantinopoli. La chiesa ha una pianta a croce greca, rientra nella tradizione religiosa bizantina. All’interno, tre piccole navate, sormontate da una cupola centrale, sono sorrette da quattro colonne. E poi: fantastici affreschi bizantini databili al X-XI secolo. Le pitture più antiche sono la Lavanda dei Piedi, che raffigura il Cristo nimbato nell’atto di sollevare la gamba di san Pietro, e l’Ultima Cena. Al XIV secolo sono ascrivibili la Natività di Gesù, la Pentecoste e la Risurrezione, mentre all’ultima fase del XVI secolo la Presentazione al Tempio e altre figure di santi.
Orari e giorni di apertura
– Da giugno a settembre: 10.00-12.00/16.00-19.30
– Inverno: apertura solo su richiesta

Le informazioni sugli orari di apertura le ho prese dal sito del Comune di Otranto. Magari, per averle più aggiornate nel caso in cui dovessero esserci delle modifiche, andate direttamente sul sito del comune. Tutte le foto (tranne quella della Chiesa di San Pietro tratta da Wikipedia) sono di Chiara Riccia alla quale va il mio ringraziamento per avercele passate!

Tempo di fare l’olio di oliva

Il periodo della raccolta delle olive segnala il passaggio dalla calura estiva alle temperature più fresche dell’autunno e più fredde dell’inverno. Dal momento che vivo nella terra dell’ulivo, non posso non farmi il mio olio artigianale. La mia famiglia possiede dodici alberi di ulivo secolari piantati dagli antenati e due più giovani piantati da mio padre, nella campagna che da Guagnano porta a San Pancrazio Salentino. Grazie alla produzione di olive di questi alberi riusciamo a soddisfare il fabbisogno di olio per un anno o poco più. Considerate che, da queste parti, di olio se ne consuma tanto. Quest’anno, ad esempio, abbiamo messo in preventivo una produzione di olio di circa due quintali!

Degustazione vini al Consorzio Produttori di Manduria

La settimana passata sono stato al Consorzio Produttori Vini di Manduria. Una realtà che ho avuto modo di scoprire meglio grazie alla disponibilità di Anna Gennari che cura le pubbliche relazioni dell’azienda. Abbiamo visitato il museo, fatto un giro in cantina con l’enologo Leonardo Pinto e, infine, degustato alcuni vini.

Skunk Anansie, Pendulum (dj set), Crookers e Miss Kittin live a Gallipoli

Comincia a scaldarsi l’estate salentina, non solo dal punto di vista della calura. Abbiamo le prime notizie dei prossimi eventi musicali. Senza dubbio, uno dei principali, come ogni anno, sarà il Day Off Music Festival, il 14 agosto al Parco Gondar di Gallipoli: Skunk Anansie, Pendulum (dj set), CROOKERS e Miss Kittin (live) gli ospiti della serata per gli amanti della musica! Vi pregusto un assaggio della serata …

Degustazioni vini e musica nelle Terre del Negroamaro a giugno

Vi segnalo questo evento a giugno nelle Terre del Negroamaro salentine. Si tratta di tre serate all’insegna delle degustazioni di vino locale e della musica d’autore italiana. La rassegna enomusicale d’autore si chiama InCANTI diVINI, dal 08 al 29 giugno, ore 21.30 c/o Museo del Negroamaro a Guagnano (LE). Ecco il programma.

Visitare il Salento a suon di reggae

Il Salento è la culla del reggae italiano al punto da essere ribattezzato la Jamaica d’Italia. Il fenomeno nasce alla fine degli anni novanta e si sviluppa nella zona del leccese da cui si diffonde ben presto in tutta l’Italia, grazie anche alla crescente fama del gruppo dei Sud Sound System. In particolare, le radici del fenomeno sono nei pressi della marina di Melendugno, a circa una trentina di chilometri da Lecce, sulla costa adriatica. In quei luoghi, da vent’anni a questa parte, si ritrovano tutti gli appassionati di reggae per condividere l’amore per la musica e stare assieme.

Vacanze gratis in Salento per artisti e studiosi in cambio di cultura

La spiaggia nell’immagine di apertura è la meravigliosa spiaggia di Pescoluse. Nell’immaginario collettivo il Salento è sinonimo di spiagge, mare, vacanze estive. Oggi vi porto a conoscenza di una bellissima esperienza, quella di Culturanze che propone vacanze in cambio di cultura, arte e scienza: un modo diverso di intendere il viaggio che ci porta a scoprire oltre al mare anche la bellissima campagna del luogo e la sua cultura. Ce lo spiega direttamente Frankie di Culturanze, che ci propone anche gli scatti fotografici seguenti e un bel video a cura di Puglia Events all’insegna dell’ospitalità in cambio di cultura!

Dove fare le terme in Puglia: Santa Cesarea Terme

Santa Cesarea Terme è una stazione termale in Puglia, più precisamente nel Salento, situata in prossimità del canale di Otranto. Le acque termali di Santa Cesarea provengono da 4 fonti distinte, posizionate in delle grotte che comunicano con il mare; i nomi delle cavità, particolarmente suggestivi, sono: Solfatara, Fetida, Gattulla e Sulfurea. Le acque che da esse sgorgano sono di tipo salso/ bromo/ solfuree/ iodiche/ fluorurate e presentano una temperatura di circa 30°C, che viene poi innalzata di 6/7 gradi per poter essere utilizzata per le cure termali. La natura di queste acque termali permette dei trattamenti specificatamente orientati alle terapie delle malattie respiratorie e dell’epidermide; in congiunzione con i fanghi poi trovano particolare efficacia nella cura di artriti, nel trattamento post traumatico e nel decorso post-operatorio. Anche se l’effetto benefico delle acque termali era conosciuto fin dall’antichità, un approccio scientifico e metodico, e anche turistico, delle terme di Santa Cesarea ebbe luogo solo a partire dal Novecento, quando venne aperto al pubblico lo stabilimento termale Gattulla (dal nome di una delle 4 grotte). Oggi l’economia del paese si fonda prevalentemente sul turismo termale, che viene sfruttato in modo strutturato non insistendo solo sulle proprietà terapeutiche delle fonti ma anche sfruttandone gli effetti sulla cura dell’aspetto estetico, che sono alla base dell’offerta del centro di medicina estetica recentemente a disposizione degli ospiti.