Vieste tra storie di pirati, sirene e un fantastico mare

Vieste del Gargano rappresenta una delle mete più interessanti della Puglia, non a caso denominata la Perla del Gargano. I suoi simboli sono senz’altro Pizzomunno, uno scoglio calcareo alto circa 25 metri, ma anche il Castello Svevo e il monastero fortificato sulla Punta San Francesco. Distante solo pochi chilometri da alcune delle più belle spiagge del Gargano, Vieste rappresenta l’ideale per chi ama il mare ma anche le città storiche.

Vieste, infatti, è un borgo di struttura medioevale la cui origine si perde nella notte dei popoli che insediarono per primi la Daunia. Arroccato sulla parte più orientale della Puglia per secoli ha rappresentato una vera e propria roccaforte difensiva dell’Italia meridionale e quindi oggetto di passaggio e attenzioni di regnanti ma anche di pontefici e di conquistatori. I suoi bastioni fortificati e il Castello, insieme alla pietra Chianca Amara, rappresentano le testimonianze di una storia di invasioni, saccheggi e battaglie in difesa di una città tra le più belle della Puglia.

Il fascino particolare di questo borgo è dato dall’aria che si respira. Un aria di porto di mare, sede ancora della Marina, dove genti, storie, destini, drammi si sono succeduti lasciando un segno nella pietra ma anche nel cuore delle genti tra le più aperte al mondo. E per un viaggiatore amante della storia le vicende legate a questo estermo promontorio dell’Italia sono veramente affascinanti tanto che il viaggio da solo vale uno solo dei tanti racconti legati a Vieste.

La Chianca Amara o pietra della sofferenza è il simbolo di quando – nel 1554 – Vieste subì l’attacco dei Saraceni ad opera del pirata Dragut. L’assedio culminò con la decapitazione di moltissimi cittadini su un ceppo ora conservato presso la Cattedrale. Recentemente, la città commmemora con una rappresentazione pubblica l’evento. Erano gli anni in cui la Repubblica di Venezia esercitava il massimo controllo anche sulle coste pugliesi e le coste dell’Adriatico erano continuamente prese di mira dalle incursioni turche e per questo presidiate dai veneziani che attraverso il Castello controllavano la costa.

L’altra fantastica storia legata a Vieste è quella che racconta che Pizzomunno – l’enorme obelisco naturale di origine calcarea che sorge nella spiagga del paese – fosse in realtà un pescatore. Pizzomunno, secondo la leggenda, era un bellissimo pescatore fidanzato con Cristalda. Ad ogni uscita in mare del giovane Pizzomunno le sirene tentavano di sedurlo ma senza riuscirci. L’invidia delle sirene per Cristalda fu tale che queste decisero di ucciderla trascinandola nelle profondità del mare, in modo da sottrarla a lui per sempre e Pizzomunno fu pietrificato dal dolore. Anche le grotte marine di Vieste offrono interessanti leggende. Ad esempio nella Baia di S. Felice è possibile ammirare l’Architiello di Vieste, un fantastico arco naturale. La leggenda narra che questo arco sia stato edificato dalle Ninfe marine e dai Tritoni in onore di Nettuno in viaggio di piacere con Anfitrite.

E così il viaggio nella perla del Gargano si trasforma in un viaggio tra leggende, storie di pirati, incursioni turche e sirene malefiche. Un altro modo di viaggiare per chi ama la storia. Se poi volete approfondire in viaggio la storia del periodo vi consigliamo alcuni libri.
– Jan Glete, La guerra sul mare 1500-1650 – 2010 il Mulino
– Wu Ming , Altai – 2009 Einaudi
– Iorio Raffaele, Quando sbarcavano i saraceni. Da Otranto a Vieste – 2003 Schena Editore

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