Basilicata coast to stop: Craco e le terre del silenzio (parte 1)

Dalla Puglia puoi …andare in Basilicata, in un’oretta circa. E’ quello che ho fatto insieme a un mio amico domenica scorsa con l’intenzione di fare un Basilicata coast to coast. La bellezza di questa terra però ci ha portati a fermarci in continuazione e l’altra coast non l’abbiamo mai raggiunta, da qui il mio titolo: Basilicata coast to stop. Racconto questa esperienza in 2 articoli, un mini viaggio alla ricerca della gosth town Craco (foto in alto) e del vino del sud della Basilicata, alla scoperta di modi di vivere ancestrali e paesini dispersi nell’entroterra.

Lasciarsi la Puglia alle spalle significa lasciarsi Taranto e le sue industrie e acciaierie, impressionanti. Si prosegue lungo la SS106 direzione sud. La nostra prima meta è Craco, per cui pensiamo di addentrarci nell’entroterra prima o poi, verso Bernalda. Il panorama è ancora pianeggiante, si cominciano a vedere i tetti sulle abitazioni locali, segno di differenza rispetto alla mia zona di provenienza, il Salento, dove la neve la vediamo col binocolo. Facciamo una sosta per vedere la costa di Marina di Pisticci e prendere un caffè ritrovandoci nel Resort Argonauti dove fervono lavori per la preparazione della stagione estiva, senz’altro. Proseguiamo, il paesaggio più ci si addentra nell’entroterra più diventa ondulato, si va sulle colline. Ci sono frutteti e soprattutto ulivi, di quelli piccoli e bassi, potati in maniera differente rispetto alla maniera del sud della Puglia. Per andare a Craco dobbiamo passarre dapprima da Pisticci che si trova a poco più di 360 metri di altezza. Saliamo e ci fermiamo ad ammirare il paesaggio che ormai comincia a diventare molto più mosso. Abbiamo deciso di fare questo viaggio in primavera, pensavamo di trovare più colori, infatti: ovunque, prima di arrivare a Pisticci, è un fiorire di giallo.

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Pisticci è un paese di collina, bianco. Decidiamo di fermarci un po’ a visitarlo velocemente, inceve rimarremo lì per circa un paio d’ore. E’ domenica, il paese comincia a riempirsi di gente per strada, poco alla volta. A Pisticci c’è il corso (Corso Margherita), la gente passeggia, va e viene lungo la strada principale. Andiamo e veniamo anche noi per un po’ fino a quando notiamo una scritta: FICB – Federazione Italiana Calcio Balilla. Da amanti del gioco quali noi siamo, entriamo e chiediamo informazioni: ci piacerebbe sfidare qualcuno. Salvo scoprire che il titolare è un certo Nicola Favale, consigliere nazionale della FICB, presidente onorario dell’ASD Matera Calcio Balilla e campione svariate volte a livello nazionale. Inutile dire come è andata a finire la …sfida, diciamo che abbiamo …imparato qualcosa. Pisticci lo ricorderò come un grande centro di biliardino, una città bianca, dove fanno la zeppola con l’amarena.

E’ tempo di andare verso Craco, un sogno che avevamo da diversi anni. Da Pisticci a Craco sono 20 chilometri, bellissimi. Si è davvero on the road, nessuna presenza d’uomo, distese di pascoli che richiamano alla mente altri luoghi come l’Australia, le campagne degli Stati Uniti centrali. Craco non si vede, ma si percepisce di essere nelle terre del silenzio. Vi dò alcuni cenni su questo paese. Situato a circa 400 metri di altezza, il paese è stato evacuato negli anni ’60 a causa di una frana, è diventato paese fantasma e in questi cinquat’anni la natura si è ripresa lentamente il suo spazio. Adesso è del tutto decadente, non lo si può visitare dal di dentro perchè è pericoloso entrarci. Appena lo vedi da lontano è già un luogo mistico, misterioso, affascinante. Immagino Rocco Papaleo al suo cospetto! A proposito, tanto affascinante che è stato scelto come set per film come La lupa di Alberto Lattuada, Cristo si è fermato a Eboli di Francesco Rosi, La passione di Cristo di Mel Gibson, … e Basilicata coast to coast, di Rocco Papaleo appunto. E’ davvero una terra del silenzio quest’angolo di Basilicata, non si sente nulla. L’arrivo di un’automobile a Craco lo senti da chilometri di distanza. E poi, il paese fantasma, ripreso in mano dalla natura, è il regno dei corvi, sono ovunque in cima al paese. Che Craco sia etimologicamente arrivato dal cra cra dei corvi? Da vedere assolutamente. La prossima parte di questo viaggio è dedicata alla ricerca del vino a sud al confine con la Calabria, nel frattempo ecco alcune foto della zona nei dintorni di Craco.

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5 Commenti su “Basilicata coast to stop: Craco e le terre del silenzio (parte 1)

  1. io la chiamo TERRA MIA, la terra del sole, delle riflessioni e dell’ amore della gente buona e disponibile per il prossimo.

  2. Bellissimo il tuo racconto del tuo viagetto in Basilicata, ti aspettiamo per aiutarti a scoprire e raccontare insieme la città regina del turismo lucano, Matera, la città dei Sassi.

    a presto