Ricetta dei ciceri e tria, con i ceci neri

La seconda puntata delle ricette con prodotti tipici pugliesi di Angela dei Sapori dei Sassi ci porta in Salento con una delle ricette più tradizionali: ciceri e tria, nella variante dei ceci neri. Ecco i suoi consigli.

Ciceri e tria, ossia pasta e ceci, è un piatto tipico della tradizione salentina dalle origini antichissime, caratterizzato da ingredienti semplici ma gustosi e nutrienti. Nella sua semplicità, però, ha un elemento originale: la tria fritta. Si perché una parte di questo particolare formato di pasta (simile alle fettuccine ma leggermente più spessa e più larga) viene imbiondita nell’olio extravergine d’oliva, aggiungendo un elemento croccante al piatto.  Esistono tantissime versioni di questo piatto, poiché ogni famiglia è depositaria di una propria ricetta e la difende con rigore. Qui vi propongo la ricetta tradizionale ma con una piccola variante: l’utilizzo dei ceci neri.  A mio parere i ceci neri non solo danno un tocco di colore al piatto, ma lo rendono anche più gustoso. I ceci neri fanno parte dei prodotti tipici pugliesi, in particolare dell’area Murgiana a cavallo tra Puglia e Basilicata.  Hanno la buccia nera e rimangono tali anche dopo la cottura.  Difficile resistere ai ceci neri, una volta assaggiati non se ne fa più a meno.

Ingredienti  (per 4 persone circa)
350 gr di semola di grano duro Senatore Cappelli | 200 ml di acqua tiepida | 200 gr di ceci neri | Olio extravergine d’oliva q.b. | 1 spicchio d’aglio | 1 foglia d’alloro | 1 peperoncino piccolo | sale, pepe e rosmarino q.b.

Preparazione dei ciceri e tria
Mettete in ammollo in acqua fredda e un po’ di bicarbonato i ceci neri, 48 ore prima di preparare il piatto: i ceci neri sono molto piccoli e richiedono più ore di ammollo. Cambiate l’acqua un paio di volte in questi 2 giorni. Su una spianatoia, setacciate la semola Senatore Cappelli a fontana. Versate l’acqua tiepida al centro un po’ alla volta e impastate fino ad ottenere un panetto liscio ed omogeneo.  Dividete il panetto in piccoli salsicciotti e, con l’aiuto di una macchina per la pasta, stendete una sfoglia non molto sottile (circa 1,5 mm).  Passate la sfoglia nella macchina della pasta diverse volte, fino a quando essa non risulterà liscia, senza spaccature né grumi. Con l’aiuto di un coltello sdentato (o di una rotella), tagliate delle striscioline di circa 15 cm di lunghezza e 1-1,5 cm di larghezza.  Ripetete tutto il procedimento fino a quando non avrete terminato tutto il panetto.

Lessate i ceci neri a fuoco molto lento e, a metà cottura, aggiungete olio evo, sale, pepe e alloro.  Dopo circa 2 ore di cottura, fate insaporire i ceci neri in una padella in cui avrete fatto soffriggere olio extravergine d’oliva, aglio e peperoncino. In una casseruola, nel frattempo, versate altro olio evo e friggete 1/3 delle trie.  Cuocete le trie che vi sono rimaste e, dopo averle scolate, fatele saltare per un minutino in padella con i ceci neri e quasi tutte le trie fritte: alcune lasciatele per la decorazione del piatto.  Servite nei piatti con una bella spolverata di rosmarino.  Accompagnate questo piatto con un bianco pugliese: io consiglio l’Erbaceo IGT Puglia, prodotto da uve fiano minuzzolo e greco di tufo da agricoltura biologica.

Potete seguire il blog di Sapori dei Sassi curato da Giuseppe Carlucci, per scoprire altri spunti culinari.

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9 Commenti su “Ricetta dei ciceri e tria, con i ceci neri

  1. Nicoletta, dovresti andare su http://it.gravatar.com, loggarti con la email che hai inserito per il commento in questo post + password (la sai tu ;). Poi entri nel tuo account e lì dovresti trovare una sezione in cui puoi modificare la tua immagine profilo. Fammi sapere se ce la fai a cambiare. Infatti, avevo davvero difficoltà a capire chi fossi dal tuo profilo, c’è discordanza con il tuo profilo Twitter, ad esempio!

  2. Ahah, che bella storia. 😀 A me li faceva la mitica Palma, la portiera del palazzo in cui vivevo. Sapeva che adoravo la sua cucina e ogni tanto portava su al quinto piano un piatto di qualche sua prelibatezza specificando che era per Nicoletta (gli altri tre membri della famiglia… ciccia! :D). Quando arrivavano l’ cic’r gnor, spesso coi fagiolini lessati e la pasta, ero felicissima. 🙂

  3. Nicoletta, sono proprio buoni sì. Un grazie ad Angela 😉
    Ti racconto un aneddoto del tutto perosnale. Da bambino mi piacevano i ceci, mi sono sempre piaciuti. Mi riferisco ai ceci normali, non quelli neri che nella mia zona di Lecce non sono molto utilizzati. Solo che ogni tanto ne usciva uno nero, ma proprio raramente. Allora io lo scostavo, perchè era diverso. Poi mio nonno mi diceva che ero razzista e che non dovevo esserlo tanto che mi convinse che erano buoni, anzi buonissimi. Aveva ragione!

  4. ADORO i ceci neri ed è una vita che non li mangio. La prossima volta che sono a Bari vedrò di procurarmene un po’ e fare questa magnifica ricetta, grazie per averla pubblicata! 🙂