L’anfiteatro romano di Lecce in Salento

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Che Lecce sia una città storica lo dimostra un po’ tutto il suo centro storico, ricco di meraviglie architettoniche e culturali del passato. Ma, se dovessi individuare il simbolo delle origini antiche di Lecce, credo sia proprio il suo Anfiteatro Romano in Piazza Sant’Oronzo, il cuore della città. Pensate che, fino al secolo scorso, non si sapeva della sua esistenza. L’anfiteatro, infatti, fu scoperto agli inizi del ’900 da alcuni lavoratori durante la costruzione del palazzo della Banca d’Italia.

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Era del tutto coperto sotto la città, tanto che ancora adesso non è visibile al 100%, ma solo una parte. Sulla parte restante coperta, ci sono edifici storici, tra cui la Chiesa di Santa Maria della Grazia, che non è stato possibile buttare giù per ovvie ragioni … L’anfiteatro è la testimonianza più importante del periodo romano di Lupiae, l’antica Lecce. Si pensa sia databile tra il I e il II secolo d.C., tra l’età augustea e quella traiano-adrianea. L’anfiteatro misurava all’esterno 102 x 83 metri, con l’arena di 53 x 34 metri, e poteva contenere circa 25.000 spettatori! Ho già scritto per quanto riguarda il Colosseo, l’anfiteatro più importante di Roma, su cosa si faceva al suo interno. In un certo senso, seppur in maniera più piccola, anche qui si praticavano: le lotte con gli animali, chiamate in latino venationes, che implicavano la caccia e l’uccisione di bestie selvatiche ed esotiche che venivano portate a Roma dai lontani confini dell’Impero Romano (ci sono antiche rappresentazioni murarie nell’anfiteatro di Lecce che riportano animali come tori, leoni, orsi, cervi, … combattere contro essere umani); le lotte tra i condannati a morte e gli animali selvatici; altre tipologie di esecuzioni e lotte tra gladiatori. Tutto ciò seguiva un certo protocollo temporale: la mattina era il tempo delle lotte tra animali o tra gladiatori e animali; l’ora di pranzo era l’ora delle esecuzioni capitali; il pomeriggio era il tempo delle lotte tra gladiatori. L’importanza di Lecce in questa parte dell’Impero Romano, secondo me, è data proprio da questo anfiteatro di ben 25.000 posti a sedere per una città come l’antica Lupiae, ponte tra le due sponde del Mediterraneo.

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Attorno alla parte visibile dell’Anfiteatro Romano, oggi ci sono la Colonna di Sant’Oronzo con la statua di Sant’Oronzo in cima (sulla quale scriverò un post molto carino sulla diatriba se la colonna debba o meno tornare alla vicina città di Brindisi), il Palazzo del Seggio, più conosciuto come “Il Sedile”, il Palazzo dell’Istituto Nazionale Assicurazioni (INA) di epoca fascista, che si trova alle spalle dell’Anfiteatro e la cui costruzione segue proprio quella curvilinea dell’anfiteatro. Oggigiorno, l’evoluzione umana ha messo da parte le esecuzioni e le lotte tra uomini e animali, per lasciare posto all’arte e alla cultura. Infatti, l’Anfiteatro è usato come luogo per fare il Presepe nel periodo invernale, si tengono manifestazioni musicali e teatrali durante l’estate e si va a celebrare le vittoria della locale squadra di Calcio U.S. Lecce.

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