La Puglia tra le 10 migliori destinazioni enoturistiche al mondo

Fino a qualche anno fa curavo un blog sul vino tra i più letti d’Italia. Poi, ho lanciato il progetto ThePuglia virando sul settore immobiliare turistico. E questa che sto per comunicarvi è una notizia che mi piace tantissimo perchè unisce un po’ il mio passato (cibo – vino) con il presente (turismo): la Puglia è stata selezionata tra le 10 migliori destinazioni enoturistiche al mondo dalla rivista Wine Enthusiast.

Per la profezia dei Maya in Italia si salva solo Cisternino

Il 21 dicembre 2012 è la fatidica data della fine del mondo, secondo la profezia dei Maya. Voi direte: cosa c’entra questo con il mio blog? Vi riporto la notizia soltanto per una curiosità: parrebbe, secondo da quanto leggo in giro sul web, che l’unico posto a salvarsi dalla fine del mondo in Italia sarebbe Cisternino, in Valle d’Itria, a pochi chilometri da Alberobello. Conosco Cisternino, è un borgo incantevole, bianco, sull’altura e con una cucina ottima. Perchè si salverebbe soltanto questo paese?

Guida veloce ai vini di Puglia

Questo post è scritto da Gianluigi Gualandi, sommelier. Sei siete in vacanza in Puglia e volete prendervi una pausa dalla spiaggia e dal mare non avete che l’imbarazzo della scelta perché questa regione davvero splendida offre la possibilità di vedere luoghi meravigliosi e incontrare cultura e tradizione. Per chi è appassionato di cibo e di vino le possibilità si moltiplicano e c’è quasi l’imbarazzo della scelta. Per una volta quindi abbandonate il pc e la carta di credito per acquistare sui siti di vendita online vino e assaporate il piacere della visita in cantina, accompagnati possibilmente dal vignaiolo che con molto piacere vi racconterà l’amore per la sua terra e il vino che con tanta passione riesce a produrre.

Masseria Gelso Bianco ad Alberobello in ristrutturazione

Diverse settimane fa ho trascorso una mezza giornata in una masseria di Puglia, nella Valle d’Itria ad Alberobello: Masseria Gelso Bianco. Il proprietario della Masseria è Antonello Losito (alla sinistra del video precedente), già impegnato nella sua attività di organizzatore di viaggi in Puglia con la sua Southern Visions. Ho conosciuto Antonello online, una persona dinamica e attivissima nei social media e altrettanto nella vita reale. A seguito di alcune conversazioni via Skype con lui, ho deciso di fare visita alla sua masseria con trulli, in ristrutturazione, immersa negli alberi di ulivo. Il video precedente è la chiacchierata che abbiamo fatto io, lui e l’architetto Floriana Errico (alla destra del video), una bella chiacchierata che vi riassumo di seguito nel caso in cui siete interessati ad ascoltare soltanto una parte del video: minuto 0:48 | Antonello racconta la filosofia di ristrutturazione; minuto 1:48 | Floriana racconta il lavoro che c’è dietro un progetto di recupero di queste dimensioni; minuto 3:16 | Antonello ci racconta la storia della masseria.

Antonello fa tutto con passione, me ne sono accorto dalla mattinata trascorsa assieme a discutere di trulli, masserie e viaggi e finita con un pranzo al Panificio Pasticceria Tavola Calda L’Assunta di Monopoli (del quale farò la recensione in un prossimo post). La passione e l’entusiasmo per la sua (nostra) terra e per il settore immobiliare, lo ha portato ad acquistare Masseria Gelso Bianco, un immobile in cattivo stato di conservazione. Il suo obiettivo adesso è quello di riconvertirlo in una scuola di cucina e in laboratorio enogastronomico per dare ospitalità soprattutto alla sua clientela del Nord America. Masseria Gelso Bianco sarà grandiosa, lo percepisco sin da questa fase di lavori: 11 coni (trulli) per 5 allogi. Un alloggio si trova al piano superiore e ha, senza dubbio, la vista più bella. Come spiega Floriana, la cosa più problematica di tutto il progetto è stata quella di riuscire a ricavare un bagno per ogni alloggio, pensate che persino il bagno è a cono! Fantastico. E’ stata riportata alla luce la pietra, togliendo l’intonaco, tutto il fronte sarà lasciato a vista. Anche gli interni sono stati trattati alla stessa maniera. Per quanto riguarda la storia di questa masseria, la si colloca in tre epoche: la parte centrale risale agli inizi dell’800, affincata con delle stalle a trulli risalenti alla fine dell’800. Vi è poi la parte aggiunta di recente agli inizi del ‘900, nella quale sarà operativa la food school. Vi lascio con alcuni scatti fotografici fatti durante la mia visita al cantiere e mi riprometto di ritornarci a lavori ultimati per mostrarvi anche l’interior design che Antonello ha voluto utilizzare in masseria, del quale mi ha già accennato qualcosina ma che preferisco tenerlo ancora segreto per il momento, suspense: ve lo svelerò quando farò ritorno in masseria a lavori ultimati!

Ringrazio Antonello, Laura di A pinch of Italy e Leigh Vincola, la social media manager di Southern Visions per la bella mattinata trascorsa insieme. Ecco i protagonisti 🙂

Fotografie della Puglia: Alberobello innevata d’inverno

Ho conosciuto Mauro D’Aprile su Flickr mentre sfogliavo il sito per vedere alcune fotografie. Spulciando tra la sua galleria di foto mi sono soffermato sui suoi scatti d’inverno ad Alberobello: fantastici! Premetto che io non ho mai visto Alberobello in inverno, soltanto nele calde giornate d’estate, come ad esempio questa mia Passeggiata tra i trulli di Alberobello.

Consigli climatici per chi volesse svernare in Puglia

La Puglia in inverno che temperature ha? E’ possibile svernare in zona per chi proviene dalle rotte del nord? Ho ricevuto una domanda via email da Roberta, alla quale rispondo di seguito. Premessa: immagini come quella di apertura non sono tanto comuni in zona.

Salve,
avrei bisogno di una informazione: i miei suoceri (anziani) vorrebbero svernare in una località italiana, ho pensato alla Puglia che non ho mai visitato ma penso ci siano zone dove il clima sia mite rispetto al Nord, preferirebbero stare in prossimità del mare, potete consigliarmi qualcosa? Grazie mille e buon anno

Ok, vi dò allora alcune informazioni sulla situazione climatica in Puglia in inverno. Quando arrivate in regione potete assaporare il clima mediterraneo alla perfezione lungo la sua immensa costa. Nell’entroterra la situazione è differente. Vi presento velocemente le temperature medie della regione in inverno (gennaio), così vi fate un’idea, vi presento soltanto le città più importanti:
– Bari: Max: 12.1; Min: 5.2; Media: 8.7
– Brindisi: Media 9.6
– Lecce: Max: 12.3; Min: 5.4; Media: 8.9
– Taranto: Media: 9
– Foggia: Max: 11.4; Min: 2.9; Media: 6.3

– Otranto: Max: 12.0; Min: 7.1; Media: 9.6
– Vieste: Max: 11.3; Min: 7.1; Media: 9.2
– Santa Maria di Leuca: Max: 12.3; Min: 7.3; Media: 9.9

Come vedete, nelle città di mare la temperatura è abbastanza gradevole anche a gennaio, mentre la situazione cambia se si va sulle Murge, ad esempio ecco i dati di Gioia del Colle:
Gioia del Colle: Max: 9.7; Min: 2.0; Media: 3.6

Tutti i dati li ho presi da Italyis.com, se volete vedere le temperature di tutto l’anno in Puglia cliccate qui. Se volete avere una panoramica dell’area salentina è da approfondire il sito di SuperMeteo, una produzione del C.M.S. Centro Meteorologico Salentino e Pugliese in collaborazione con Meteonetwork-Centro Epson Meteo.

Come vedete, quindi, lungo la costa la situazione climatica è davvero mite rispetto al nord e senza dubbio si trovano dei buoni posti in cui svernare in tranquillità, per i quali rimando a questo mio articolo precedente Consigli per le vacanze al mare in Puglia in inverno. Tenete presente che più a sud si va più clima mite troverete, così come anche più verso la costa si va. Della serie: in Salento non nevica quasi mai, io da quando sono nato ricordo soltanto due nevicate bibliche che sono rimaste nella storia locale, quella del 1987 e quella del 2001. Mentre, sulle Murge e nella zona delle Gravine la neve si vede con più frequenza. Lungo la costa adriatica l’unico elemento di fastidio che potete incontrare è il vento di tramontana che qui arriva direttamente dai Balcani.

Foto | Matteo Giardino

Dolci di Natale in Puglia, ricetta dei purciddhruzzi

Tra tutti i dolci tipici di Natale in Puglia, ci sono i purciddhruzzi, usati moltissimo nella zona del Salento. La ricetta ce la fornisce Lisetta de L’Orecchietta, un laboratorio di prodotti tipici locali a Guagnano – Lecce. Insieme a Lisetta abbiamo fatto una presentazione dei purciddhruzzi con questo video, di seguito la sua ricetta.

Ingredienti per l’impasto

1 kg di farina tipo 00 | 200 gr. di olio extravergine di oliva | 1 cucchiaio di zucchero | Un pizzico di sale | una spolverata di cannella | liquore d’anice qb. | vino bianco qb. | Bucce di agrumi (arancio, limone e mandarino) | 1 uovo | 1 bustina di Pane degli Angeli

Preparazione dei purciddhruzzi

Impastate il tutto. Se l’impasto è un po’ duro, aggiungete succo di agrumi. Quando avrete ottenuto un impasto moribo e ben amalgamato, lavoratelo a cordicine e tagliate a mo’ di gnocchetti piccoli (vedete foto precedente). Friggete nell’olio di oliva. Scaldate il miele in una pentola di alluminio o di rame, circa 750 gr. di miele, e appena escono le prime bollicine versate i purciddhruzzi fritti. Rivoltateli nel miele, facendo bollire un po’, circa 1 minuto e mezzo, due. E’ un’operazione delicata perchè, se il miele lo si fa bollire molto, si indurisce insieme ai purciddhruzzi, il che non va bene. A operazione ultimata, versate il tutto nei piatti di terracotta e sistemate per la presentazione aggiungendo sopra degli anesini.

La musica del video è di Bert Jerred

6 cose da fare in Puglia secondo il Daily Mail

La Puglia sta diventando una destinazione molto trendy. Molto spesso me lo dico io, ma lo dicono anche gli altri, italiani e stranieri. Ad esempio, per il Daily Mail la Puglia è la regione più chiacchierata d’Italia (country’s buzzing destination, ho traddotto “buzz” in quel modo, ma ci siamo capiti). A lungo tempo dimenticata, adesso la Puglia sta addirittura sfidando i mostri sacri come Toscana e Umbria in qualità di posto elegante e raffinato da visitare (chic place to visit). Ed ecco che cominciano ad apparire le prime classifiche, molto anglossassoni, tipo questa che propone il Daily Mail: Sei cose che devi fare in Puglia. Vediamo se ci ritroviamo e teniamo presente che è un elenco di cose scritte per gli inglesi.

1. Visitare, osservare
La Puglia è una terra di colori vivi e con uno charm rustico, ovunque caratterizzata da foreste di alberi di ulivo. La zona più scenografica è la lunga costa che si affaccia sull’Adriatico: con le sue città di mare e le baie di acqua cristallina e sabbia bianchissima, la Puglia è stata invasa da stranieri per millenni, stranieri provenienti proprio dal mare. E ne sono rimaste tracce nelle decine di torri costiere, soprattutto nella penisola salentina. Altri resti storici sono le chiese e cattedrali di circa 800 anni fa tra le quali la più bella è quella di Trani, sul mare (foto di apertura).

2. Mosaico
Una delle meraviglie più belle di tutta la Puglia si trova a Otranto, la cittadina salentina che si affaccia sul mare Adriatico. Si tratta del mosaico con il suo albero della vita nella cattedrale normanna. Quello che dovete fare è perdervi tra le sue decine di immagini, tra Adamo ed Eva, i draghi, il giorno del Giudizio, Alessandro il Grande, babele, Noè, …

3. Barocco
Nel sec. XVII Lecce cambiò forma assumendo le sembianze attuali: la capitale del barocco. E fu chiamata anche con il nome di “Firenze del Sud”. Nel suo centro storico troverete chiese barocche a non finire, tra resti di anfiteatri romani, archi di trionfo e balconcini e stradine strettissime. Quello che dovete fare è perdervi nel centro storico e finire il vostro cammino a Santa Croce.

4. La sua parte chic
Una delle parole chiave del boom turistico pugliese in questo momento è la parola masseria. Un sacco di masserie cadute in rovina con l’avvento della modernità sono diventate adesso boutique hotel fantastici: potete dormire immersi negli ulivi, godere del mare accanto, mangiare prodotti tipici della terra, partire per escursioni in bici, a piedi, a cavallo. Cose che non troverete da nessuna altra parte.

5. Arte, storia, cultura
C’è anche un po’ di Unesco in Puglia, grazie a due patrimoni riconosciuti: Castel del Monte, famosissimo, e i trulli di Alberobello, trulli che troverete un po’ in tutta la Valle d’Itria. Anche questi fanno parte dell’esperienza unica pugliese.

6. Chef
Non poteva mancare il cibo. Diversi chef pugliesi stanno conquistando il mondo con il loro ristoranti, soprattutto rivalutando la cucina tradizionale, povera, fatta dei prodotti della terra e della stagione: pasta, verdure, legumi. Senza dimenticare i vini pugliesi, dal Negroamaro al Primitivo in primis. Un’esperienza che io, personalmente, vivo tutti i giorni …

Foto | Cattedrale Trani, loloieg

Ricetta dei cavatelli di farina di grano arso, pomodorini e scaglie di cacioricotta

Per il Natale ormai prossimo, presento una ricetta con prodotti tipici pugliesi, la prima di tre ricette che ci segnala Angela di Sapori dei Sassi, un negozio online che vende prodotti tipici pugliesi e lucani. La ricetta è quella dei cavatelli di farina di grano arso, pomodorini e scaglie di cacioricotta, fate la prova per il cenone di Natale!

Uno dei maggiori prodotti tipici pugliesi è sicuramente la farina di grano arso. Si tratta di un prodotto rivalorizzato moltissimo negli ultimi anni ma che ha radici abbastanza datate. Quella in commercio attualmente è, però, solo una rivisitazione della vera farina di grano arso che, invece, è vietata dalla legge. Infatti quella autentica deriva dalla macinatura dei chicchi di grano arsi durante la bruciatura delle stoppie. In passato, i ricchi proprietari terrieri, dopo la raccolta e la successiva bruciatura delle stoppie, consentivano ai contadini poveri di raccogliere i chicchi di grano arso rimasti per terra; questi poi venivano macinati e la farina che ne derivava veniva utilizzata come merce di scambio per ottenere solo una manciata di farina bianca.

Oggi, come accennato, questa pratica non è più consentita dalla legge in quanto il grano bruciato contiene sostanze cancerogene. Per riprodurre quei profumi, oggi il grano viene dapprima tostato e poi macinato: ecco perché sarebbe più opportuno parlare di farina di grano tostato anziché di grano arso. La farina di grano arso si caratterizza per i suoi delicati profumi di nocciola e caffè tostato e può essere usata sia per la pasta fatta in casa che per i lievitati salati, ma mai in purezza: va utilizzata, al massimo, nella misura di 1:3. Ecco una dimostrazione pratica dell’utilizzo della farina di grano arso in una ricetta semplice ma gustosa. Cavatelli di farina di grano arso, pomodorini e scaglie di cacio ricotta.

Ingredienti (per 4 persone)
Per la pasta: 250 gr. di Semola rimacinata di grano duro Senatore Cappelli | 70 gr. di farina di grano arso | 220 ml di acqua tiepida
Per il condimento: 250 gr. di pomodorini ciliegina | 50 gr. di cacioricotta | Olio extravergine d’oliva q.b. | Uno spicchio d’aglio | Basilico profumato

Preparazione della ricetta
Setacciate le due farine su una spianatoia e create una fontana. Versate l’acqua tiepida a poco a poco e impastate fino a ottenere un panetto morbido ma di buona consistenza. Tagliate un pezzo di pasta dal panetto e, aiutandovi con i palmi delle mani, formate un lungo cilindro dal diametro di massimo 4-5 millimetri, non di più, altrimenti i cavatelli risulteranno troppo grossi e avrete poi difficoltà in cottura. Con l’apposito coltello, poi, dividete il cilindro in tanti cilindretti più piccoli, lunghi 3/4 dita. Prendete il primo cilindretto e, con i polpastrelli cavateli dall’esterno verso l’interno. Ripetete il procedimento fino a quando l’intero panetto sarà terminato. In una padella, far soffriggere l’olio extravergine d’oliva e l’aglio. Quando quest’ultimo avrà raggiunto la giusta doratura, aggiungete i pomodorini ciliegina tagliati a metà e fate cuocere a fiamma alta per circa 10 minuti. Coprite con un coperchio: in questo modo i pomodorini potranno appassire delicatamente senza bruciare. Se volete, aggiungete un po’ di basilico tritato. Nel frattempo, fate cuocere i cavatelli in abbondante acqua salata. Quando saranno cotti, uniteli ai pomodorini e fate saltare in padella per qualche minuto. Servite nei piatti con abbondanti scaglie di cacio ricotta e basilico a volontà.

Potete seguire il blog di Sapori dei Sassi curato da Giuseppe Carlucci, per scoprire altri spunti culinari.

Antiphonae Jazz Festival 2010 a Martina Franca

Festival jazz in Puglia? Segnalo la XI edizione dell’Antiphonae Jazz di Martina Franca (dal 9 ottobre al 3 dicembre 2010), bellissima città della Valle d’Itria. Nei prossimi giorni parleremo di Martina Franca, precisamente sarà Anna Leo di sheisAgnie a parlarne attraverso le sue fotografie. Nel frattempo, per accendere la curiosità, ecco il programma del festival jazz Antiphonae 2010, se vi trovate a Martina, fateci un salto e diteci come è!

Quest’anno gli ospiti vanno da Fresu a Di Bonaventura (sopra), dal brasiliano Irio De Paula, a Mia Cooper e Ottaviano (alla fine dell’articolo troverte un video per darvi un’idea della musica). Non ci sarà solo musica all’Antiphonae 2010, ma anche uno spazio con i libri: i “Presidi del Libro” di Martina Franca. Ammetto che non so cosa dirvi sui presidi del libro, ma so che per l’occasione Fresu poserà per qualche ora la tromba e parlerà al pubblico del suo libro Musica dentro. Andiamo con il programma.

Sabato 9 ottobre
Ore 18.00 | Park Hotel San Michele – In collaborazione col Presidio del libro di Martina Franca: Incontro con Paolo Fresu, presentazione de “Musica dentro” ed. Feltrinelli, dialoga con l’autore Pasquale Mega
Ore 21.00 | Park Hotel San Michele: PAOLO FRESU / DANIELE DI BONAVENTURA

Giovedì 21 ottobre
Ore 21.00 1°set/ 22.30 2°set | Anfora Wine Bar: IRIO DE PAULA

Venerdì 12 novembre
Ore 21.00 1°set/ 22.30 2°set | Convivium Wine Bar “Argento”: RAFFAELE CASARANO – WILLIAM GRECO – MARCO ROLLO – MARCO BARDOSCIA

Venerdì 26 novembre
Ore 21.00 1°set/ 22.30 2°set | Convivium Wine Bar: MIA COOPER – MICHELE PAPADIA

Venerdì 3 dicembre
Ore 21.00 1°set/ 22.30 2°set | Anfora Wine Bar “Uhuru Wetu” – omaggio a Bob Marley: CONNIE VALENTINI – CAMILLO PACE. Con la partecipazione di ROBERTO OTTAVIANO – NANDO DI MODUGNO

Prevendite: Anfora Wine Bar, Convivium Wine Bar

Maggiori informazioni ai seguenti numeri di telefono: 338.4673951 – 347.8070685