Guida veloce ai vini di Puglia

Questo post è scritto da Gianluigi Gualandi, sommelier. Sei siete in vacanza in Puglia e volete prendervi una pausa dalla spiaggia e dal mare non avete che l’imbarazzo della scelta perché questa regione davvero splendida offre la possibilità di vedere luoghi meravigliosi e incontrare cultura e tradizione. Per chi è appassionato di cibo e di vino le possibilità si moltiplicano e c’è quasi l’imbarazzo della scelta. Per una volta quindi abbandonate il pc e la carta di credito per acquistare sui siti di vendita online vino e assaporate il piacere della visita in cantina, accompagnati possibilmente dal vignaiolo che con molto piacere vi racconterà l’amore per la sua terra e il vino che con tanta passione riesce a produrre.

Dovete sapere che la cultura del vino in Puglia ha radici antichissime, risalenti addirittura al 2000 a.C. quando i mercanti fenici approdarono in Puglia portando nuovi vitigni e nuove tecniche di cultura. Senza voler approfondire eccessivamente il quadro storico del vino in Puglia, è importante rilevare come, fino a pochi anni fa, la Puglia è stata la regione italiana più produttiva per quanto riguarda il vino, numeri grandi a discapito però della qualità. I vini pugliesi, infatti, sono stati a lungo utilizzati al nord e in Francia per rinforzare e migliorare le produzioni soprattutto nelle annate meno produttive. Negli ultimi anni le cose sono notevolmente cambiate, l’approccio è diventato decisamente più qualitativo con la progressiva sostituzione dei sistemi di allevamento tradizionali e la rimodernizzazione di buona parte delle attrezzature utilizzate. A sostegno di questo rinnovamento sono nate interessanti iniziative ed eventi per avvicinare la gente alla cultura del buon vino pugliese e sensibilizzare un consumo più consapevole: Calici di Stelle, ad esempio, è una di queste iniziative e si svolge ogni anno nel mese di agosto. Veniamo ora al nostro itinerario, un’occasione per conoscere meglio il territorio e i vini che lo rappresentano.

Partiamo da Locorotondo, un meraviglioso borgo nella Valle d’Itria, famoso per le sue contrade e per il centro storico le cui piccole case bianche sono disposte su anelli concentrici, da cui appunto il nome Luogorotondo. Cosa beviamo a Locorotondo? Nel terreno roccioso la Verdeca e il Bianco d’Alessando vanno in profondità per cercare sostanze nutritive. Dalla spremitura delle loro uve esce un buon vino bianco, secco, con un colore verdolino ideale per accompagnare antipasti e primi piatti delicati a base di pesce. Per gli amanti delle bollicine c’è la possibilità di degustare dei buoni spumanti ottenuti dalle stesse uve dei bianchi fermi. A pochi chilometri da Locorotondo la DOC Martina Franca ci regala vini molto simili a quelli appena descritti, una valida alternativa senza spostarsi di molto.

A circa trenta chilometri da Locorotondo troviamo Ostuni, conosciuta come la città bianca per via del caratteristico colore che storicamente avevano gli edifici del centro storico. Si beve bene a Ostuni? Nel territorio dei comuni di Ostuni, Carovigno, San Vito dei Normanni, San Michele Salentino e in parte Latiano scopriamo il vitigno Impigno dal quale si produce l’Ostuni bianco, ideale da degustare con i ricci di mare; col vitigno Ottavianello (e con l’aggiunta di un 15% di Negromaro, Malvasia Nera e Sussumariello) si produce sia un rosato di facile beva sia un rosso ideale per accompagnare primi piatti al sugo di carne.

Ci spostiamo più a sud nella zona di Manduria per andare a scoprire una DOCG piuttosto recente, il Primitivo di Manduria Dolce Naturale. Siamo in provincia di Taranto e nel nostro itinerario seguiamo la strada che da Manduria arriva fino a Leporano sulla costa ionica tarantina. Manduria è la città del Primitivo, un vitigno autoctono che dà il nome anche al vino e che è da molti ritenuto parente stretto del più famoso zinfadel americano. Il Primitivo di Manduria secco è un vino rosso rubino dal profumo intenso e di buona struttura, che potete conservare per qualche anno in cantina e poi degustare accompagnato da carne di agnello oppure, se volete realizzare il perfetto abbinamento per tradizione, potete berlo con gli gniummerieddi, un piatto tipico pugliese con preparazione a base d’interiora d’agnello. Potete a questo punto terminare la cena sempre con un Primitivo ma questa volta nella versione Dolce Naturale che ben si accompagna a formaggi erborinati o dolci a base di cioccolato.

Concludiamo il nostro itinerario spostandoci verso sud, in provincia di Lecce. Partiamo da Leverano dove possiamo assaggiare dei bianchi delicati e fruttati, a base di Malvasia bianca e bombino bianco, ideali per un primo piatto a base di pesce; se invece preferiamo i vini rossi vi consiglio di percorrere qualche chilometro verso Copertino: siamo nella zona dove il negroamaro è più diffuso e, al di là dei soliti rosati per facili bevute, troviamo degli splendidi rossi riserva adatti ad accompagnare pasticci di carne ma anche grigliate. Volete portarvi a casa un vino speciale? Vi consiglio il Settantacinque Riserva Speciale 2004 della Cupertinum che ha anche ricevuto premi e riconoscimenti dalle migliori guide italiane.

Da Copertino andiamo ancora più a sud e, sempre in provincia di Lecce, percorriamo la strada statale SS101 verso Gallipoli ma ci fermiano a Galatina. In questo caso è d’obbligo una visita alla cantina Valle dell’Asso, azienda da anni impegnata nella viticoltura biologica. Cosa degustiamo? Ovviamente un Negroamaro biologico, consigliata l’annata 2009, un vino rosso rubino, di grande freschezza e versatilità a tavola. Non possiamo rinunciare al Moscato Passito, 100% Moscato Reale, appassito in pianta e successivamente sui graticci che ben si sposa con formaggio caprino.

Avete ancora energie? Allora fate pochi chilometri lungo la Strada dei vini del Capo di Leuca alla scoperta di grandi vini di DOC minori: sto parlando delle DOC Nardò e Alezio. Ad Alezio il Rosato è la perla della produzione della maggior parte delle cantine. E’ ottenuto da negroamaro e malvasia nera di Lecce, al naso prevale il classico profumo fruttato e la sua buona struttura e freschezza si sposa con cozze gratinate ma anche con zuppe di pesce.

Siamo arrivati alla fine del nostro piccolo itinerario. Purtroppo un post non è minimamente sufficiente per spiegare le mille opportunità enogastronomiche offerte da questa splendida regione. Non mi resta che consigliarvi di andare all’avventura dotati di navigatore satellitare e di buoni compagni di viaggio perché vino e cibo non vanno gustati in solitudine!

Gianluigi Gualandi
Sommelier e appassionato di tutto ciò che fa rima con internet, adora provare nuovi vini senza preclusione alcuna. Lavora nel settore del web marketing ma sogna neanche troppo segretamente di aprire un’azienda vitivinicola tutta sua.

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4 Commenti su “Guida veloce ai vini di Puglia

  1. Ciao Veronica, decisamente buono il Nero di Troia! Ti ringrazio per la bella segnalazione che ci hai dato, sarà una cantina che vorrò scoprire personalmente. A presto, Fabio.

  2. Sarebbe interessante allargare l’itinerario anche al nord della Puglia, dove viene coltivato l’uva di Troia, un vitigno autoctono pugliese, fra i più antichi e caratteristici della regione. Prende anche il nome di “Nero di Troia” per il suo colore rubino intenso che, a volte, può sembrare “nero”. Dove assaggiare un buon Nero di Troia? Vi consiglio di passare per la splendida Minervino Murge e fare un salto dalla cantina Colle Petrito.
    http://www.collepetrito.it

  3. Sì, il Madrigale è proprio una bella bottiglia! In questo post abbiamo soltanto voluto dare un’idea generale e veloce della situazione del vino in Puglia, consapevoli del fatto che la nostra è una realtà molto diversificata per la quale non basta certo un post. Nei prossimi mesi avremo modo senz’altro di segnalare altri percorsi, vini e cantine. A presto, Fabio.